31 mag 2008

Indiana Jones E il regno dei teschio di cristallo (un titolo più lungo no?)





L'ultima apparizione di indy risale al 1989 in un'avventura coinvolgente che oltre a far disperdere nel vuoto l'ennesimo artefatto religioso, ha regalato momenti di azione indimenticabili e, da allora, si è sempre parlato di un quarto titolo, di una nuova avventura; rumors, voci di corridoio (che poi sarebbero la stessa cosa), legende metropolitane, videogiochi come "Il Destino di Atlantide" (completo anche della storia a fumetti) che si vociferava fosse la sceneggiatura del nuovo film, come fans ho dovuto aspettare sino al 2008 (meno male che avevo altro da fare sennò sarei morto dalla noia) per vedere nuovamente Indiana Jones in azione, ne è valsa la pena? Scopriamolo in questa intrigante recensione condita di opinioni personali, spoiler e molte critiche.
L'anno in cui si svolge il film è il 1957, questo è molto grave perchè come fans ho sempre ritenuto che i cattivi per eccellenza per Indy fossero i Nazisti, in quanto la loro parlantina schietta, incomprensibile e urlata si adatta perfettamente al profilo di bastardo antagonista per questo genere di film (sia chiaro non ce l'ho con i tedeschi, di loro ammiro molto i wrustel, gwen stefany e gli episodi di Gothic). Invece di sentire imprecazioni del tipo:"MEIN GOTT!" oppure "AMERICANEN SPREKENDATAKEEEN!" si capisce che in questo episodio, i russi prendono pieno possesso del ruolo del nemico. In un luogo in mezzo al deserto, dove i sassi la fanno da padrone e una lieve brezza sposta cumuli di sabbia, un camion si ferma a un posto di blocco, due guardie armate dicono ai conducenti:"mi spiace ma questa è zona riservata solo chi ha un permesso specialissimo può....aarrgh" ma vengono freddati istantaneamente.
"Ecco tuo permesso specialissimo, DA!!" - esclama il loro comandante con lo sguardo ruvido e accento russo.
I furgoncini entrano nel complesso parcheggiando alla bell'e meglio (tanto, nel deserto non ci sono vigili) alcuni soldati aprono il bagagliaio di un'auto da cui fuoriesce un uomo sulla cinquantina, sposato, due figli, di bella presenza, in pensione e un'altro uomo, nubile, sulla sessantina di anni; è Indiana Jones, lo si riconosce subito grazie al cappello che ha in testa.
"Signor Jones" - si avvicina una donna chiamata Irina Spalko, il volto catatonico di Cate Blanchett che abbiamo lasciato nel Signore degli anelli - "Sei ci serve per cercare un manufatto che è caduto a roswel qualche anno fa, da. E noi sappiamo che è custodito qui, lei deve trovarlo, DA DA!"
Roswell? caduto? non può essere quello che sto pensando! il film prosegue, Indy riesce a identificare la cassa che contiene l'oggetto lanciando in aria polvere da sparo e imprecazioni, i russi trovano la cassa e la aprono devastandola, all'interno c'è una cosa che non viene inquadrata totalmente ma che anche un babbuino del Guatemala riuscirebbe a identificare; un cadavere di alieno.
Jones prende l'occasione per fuggire e grazie a frusta, abilità di un sessantenne e la solita dose di fortuna ci riesce, dopo aver tirato qualche cazzotto in una stanza per le sperimentazioni belliche e aver acceso, casualmente, una turbina collegata a delle rotaie, facendosi quindi un giro sui 300 chilometri orari, ma la giosta non finisce, perchè dopo tanto vagabondare nel deserto, si imbatte in un gruppo di abitazioni fittizie, con manichini al posto di uomini e donne e una voce gentile che gracchia su un altoparlante lontano, fa presente che da li a poco avverrà un'esplosione nucleare, indy fa appena in tempo per nascondersi dentro un frigo degli anni 50 (le trappole per bambini) e farsi un volo di qualche chilometro a seguito della esplosione atomica,
dopo essere uscito incolume dal frigo, ha pure il tempo per guardare l'enorme fungo di fumo ed esclamare:"minchia!". Questa scena, a detta di chi scrive, ha solamente uno scopo, dimostrare che Indiana Jones è invincibile oppure che, i frighi di quegli anni erano a prova di bomba.
Come ogni film che si rispetti della saga, dopo l'azione viene il momento di stasi, dove viene presentata la trama, chiarito qualche particolare (Il padre e Marcus brody morti negli anni precedenti perché l'attore non è in grado più di fare quella parte, è mancato nel 1992) e viene presentata al pubblico il nuovo oggetto dei desideri di cui l'archeologo andrà alla sua ricerca; i teschi di cristallo.
In questo film l'idea a Indiana viene suggerita da un ragazzo (l'attore già visto in transformer e diventato pupilli di Spilberg) che entra in scena modello Il Selvaggio, un film che pochi ricorderanno e che ancora meno, andranno poi a vedere. Il suo nome è Mutt William e la storia che racconta a indy ha dell'incredibile:
"Indiana vengo da te, perché, cioè un mio professore dice che, cioè, ci sono dei teschi di cristallo che, cioè, lui ne ha trovato uno e lo ha usato per spaventare la moglie, ma cioè, è come impazzito e ora non lo trovo più, cioè, ieri era all'università però, quando poi mi sono girato, cioè, non l'ho più visto, ma mi ha lasciato due appunti scritti in questa pergamena, cioè.".
E' un racconto cosi assurdo che l'eroe gli crede subito e grazie alle sue smisurate conoscenze nel campo, trova immediatamente qualche indizio in suo aiuto (basta bisbigliare qualche frase in una lingua dimenticata) e inizia a vagare per il mondo assieme al ragazzo e inseguito dal Kgb, uomini incazzati e fans inferociti mentre una linea rossa viene disegnata in una mappa.
Il duo si ritrova in Spagna, in Portogallo, Manila, Egitto, Francia, Belgio, Romania, Albania, Polonia, Olanda, Pinerello quindi Matt sbotta una domanda:"Non sarebbe meno dispensioso seguire gli indizi scritti nella pergamena?"
"Hai ragione, ragazzo!"
La trama diventa più interessante quando Indy viene catturato dai russi che non lo fanno fuori per due motivi; gli serve per i loro piani, il film non ha ancora raggiunto la lunghezza commerciale di 1 ora e 40 minuti.
"Questi teschi" spiega Irina con gli occhi fissi "sono dei resti di creature aliene arrivate da un altro pianeta, Da! Questo è ultimo teschio che serve per giungere a nostro scopo, da, ottenere nuove conoscenze per conquistare il mondo! Da!"
Interviene poi Matt dopo essersi pettinato:"Cioè, tu dici che questi sono alieni? cioè, ma chi ci crede?"
"Da!, sono essere superiori, da!"
"Cioè, superiori perchè?"
"Da, perchè hanno tecnologie superiori,da!"
"Ma, cioè, se hanno perso la testa"
"Da, ma noi gliela portiamo, da!"
"Cioè, e perchè?"
"Da!, perchè è cosi"
"cioè?"
"Da!"
"Cioè?"
"Da!"
"Cioè!"
"DA?"
Dopo mezzora di erudito dialogo, Indiana tenta una fuga ma viene fermato dal alcune sabbie mobili che, lentamente, lo trascinano verso il basso. Inspiegabile la mancanza della sua frusta che sarebbe stata utilissima in questa scena, quindi arriva Matt lanciandogli un innocuo serpente come fune improvvisata e urlandogli.
"Non ho trovato una corda, cioè"
Indy si salva facendo ricordare al pubblico che lui ha paura dei serpenti, perchè forse i più distratti non se lo ricordavano.
Mentre i russi, con i loro prigionieri, si avvicinano con fiducia al luogo segreto, narrato da legende, accennato nei testi sacri e recentemente scoperto da un professore universitario pazzo, attraversando la foresta amazonica, Indiana jones si libera dalla sua prigionia (ancora una volta), ruba un mezzo corazzato, ne detona un altro con un lanciarazzi, tira qualche pugno ai soldati russi e si libera di loro dopo aver affrontato uno sciame di formiche cannibale (ma esistono veramente?) e aver saltato da tre cascate diverse, con tre altezze diverse, ma se non gli ha fatto nulla una bomba atomica, cosa vuoi che siano tre cascatelle?
E infatti sopravvive, scopre casualmente l'entrata del "doungeon" e vi si addentra a testa bassa, dopo averlo aperto risolvendo un banale enigma che pure un bambino di otto anni sarebbe stato in grado di capire (ma si sa, nell'amazonia, non girano bambini di 8 anni).
All'interno scopre una stanza con tantissimi tesori, manufatti antichissimi che avrebbero potuto far crollare il prezzo dell'oro in una giornata, incontentabile, Indy prosegue per dare una spiegazione razionale al teschio di cristallo con fattezze aliene.
In effeti, poco più avanti la trova, in una stanza circolare, sono posizionati 13 scheletri di cristallo completi, a uno solo manca una testa e proprio mentre l'eroe sta pensando cosa fare del teschio che ha in mano (Indy non è mai stato tanto sveglio per certe decisioni, a meno che non sparino al padre), Irina irrompe nella camera e lo imprigiona (e quattro), quindi si adopera per eseguire un'azione inaspettata; inserisce il teschio nello scheletro a cui manca.
Quelli che sembrano cadaveri di cristallo di alieni si animano, diventando realmente alieni e la stanza che sembra una specie cabina di un astronave, si rivela essere una cabina di comando per astronave, tutto gira, ogni cosa trema, la costruzione sta andando in pezzi e il buon Indiana jones con tutta il suo seguito se la da a gambe, mentre Cate rimane in scena per fare quello che le riesce meglio; lo sguardo spiritato.
Una volta fuori, quello che sembra un'enorme disco volante, si rivela essere un gigantesco disco volante che, dopo aver sconvolto la geografia del posto, svanisce per andare chissà dove, forse in un altro film di Spielberg.
Indiana jones rimane affascinato dall'apparizione, tanto da eclamare:"Minchia!"
spontanea la risposta di Matt:"Cioè?"

Critica:
Questo episodio non è proprio riuscitissimo, merito anche di una trama spesso condita con particolari troppo superficiali, nettamente in contrasto con le reliquie dei film precedenti, manca una spalla degna del personaggio e i cattivi russi non sono all'altezza della loro mansione, sembrano più che altro incompetenti capaci solo di parlare strano e catturare indy con lo scopo di lasciarlo fuggire via nell'attimo successivo (mi ricordano più i selvaggi del primo Monkey Island)
Non è l'età del protagonista che rende questo indy più pallido rispetto agli altri e neanche la computer grafica, anche qui presente in dose massiccia, ma l'impegno di trovare un soggetto più efficace per rendere più coinvolgente l'intera struttura del film. Francamente non ho gradito tanto la presenza degli alieni o esseri extraplanari cosi come sono stati nominati nel film, trovo più che sufficiente il contributo alla fantascienza che ha fatto Spielberg con altri titoli e ritengo che un soggetto come Indiana Jones debba combattere in eterno contro i Nazisti alla scoperta di qualche artefatto leggendario si, ma terreno. E' una mia opinione, che ritengo di scrivere perchè il blog è mio e la recensione la faccio come voglio io, capito? cioè!.
Voto: 7

26 mag 2008

Una considerazione leggera.

Leggendo le notizie online:

...PALERMO - Onore e vergogna. Due motivi per cui ci si può
scagliare anche contro un parente stretto. Succede a Palermo, dove un
uomo ha colpito con un coltello il figlio gay. Insopportabile sapere di
avere procreato un omosessuale per un pregiudicato 53enne che ha
accoltellato il ragazzo di 18 anni durante una furibonda lite...

...MILAZZO - Aria tersa, 28° gradi, sole estivo, non una nuvola in
cielo…Sarà veramente difficile contestare le immagini scattate dal Wwf
alle 10.20 di domenica 25 maggio. «Anche se i dirigenti dell’impianto
industriale, "Raffineria di Milazzo", dalle cui ciminiere è stata
emessa la nube fotografata, saranno ben contenti di annunciare che
«grazie» a quella nuvola nera ed acre chissà quali altri danni si sono
evitati», aggiunge sarcastico il responsabile del Wwf di Milazzo
Giuseppe Falliti...

...MILANO - Il gasolio «dribbla»
la benzina. Per la prima volta il diesel ha superato la verde, con uno
scarto di 5 millesimi al litro nello stesso impianto. Con i rincari
scattati lunedì, infatti, il prezzo del gasolio che Esso consiglia ai
gestori come riferimento si è portato a quota 1,509 euro al litro,
contro 1,504 euro della verde....

Tutta colpa di:


NON COMPRATELO!

10 mag 2008

Cronaca Vera Ritorna:



Mi sono dimenticato di fare il numero di Aprile perchè, siccome il primo è giorno di scherzi, non volevo che questa rivista fosse vista come una burla, quando sappiamo tutti che è una cosa seria. Ecco il numero di maggio in tutta la sua splendida splendezza, ricordo che è il prezzo di copertina è di 2.002.212 €, copie stampate 1 Fatturato annuo: 2.002.212 €.
Grazie.

Iroman: l'omo de ferru



Hollywood, da qualche anno oramai, ha scoperto una nuova vena d'oro con cui arricchirsi chiamata:"fumetti" fino a oggi sono stati sfornate riproduzioni cinematografiche, più o meno valide, di quasi ogni fumetto presente sul mercato: Spiderman, Ghostrider, Hellboy, Catwoman, Sincity, 300, Topolino ai mondiali, pochi ancora mancano all'appello (tanto per fare dei nomi:"Geppo" e "Tiramolla") ma non tarderanno a raggiungere il grande schermo, sicuro. Questo mese è il turno di Ironman, l'eroe più tecnologico dell'universo Marvel e, se vogliamo essere ancora più precisi, quello che è più attivo sessualmente.
Tony Stark è un multimiliardario, a capo di una multimigliardaria fabbrica di armi e gestisce al meglio delle possibilità: affidando tutte le mansioni al suo fidato compagno, senza impegno, mentre lui tenta di trombarsi tutte le modelle del calendario di playboy, si alza il più tardi possibile nella mattinata (verso le due di notte) e traffica nella sua officina specializzata, con tanti monitor lcd, qualche robot in grado di comprendere il linguaggio umano e una cinquina di auto extralusso, usate come pezzi di ricambio.
Mentre è in trasferta, per cercare di vendere un'arma di sua invenzione:"Il razzo multiplo al tamarindo" all'esercito americano, un gruppo di terroristi molto simili a quelli che si vedono sulla CNN (e quindi sui tg nazionali) lo rapiscono dopo avergli fatto esplodere un razzo vicino alla faccia. Quasi morente, Tony viene tenuto prigioniero all'interno di una grotta e con la forza, gli viene chiesto di fabbricare per questo gruppo di criminali lo stesso razzo al Tamarindo. Dopo alcuni schiaffi, due ore di torture e una sculacciata Tony si dedica spontaneamente alla costruzione dell'arma e, la grotta in cui viene tenuto prigioniero, viene riempita di ogni genere d'attrezzatura; saldatrici, mole, carrucole, piante d'ulivo, un frigo portatile, delle lance termiche e un pupazzo in scala 1:1 di Topo Gigio.
Sotto gli occhi vigili delle telecamere di sorveglianza, Tony si mette al lavoro e in pochi giorni, con tutto il materiale di scarto fornitogli e aiutato dall'intero gruppo dell' A-Team, costruisce una bella armatura blindata, gestita da un sistema operativo rudimentale, dotata di lanciafiamme, sparamosche e un ottimo sistema di raffrescamento (il frigo è servito), che usa per fuggire dai terroristi non prima di averli bruciati e avergli rovinato il loro allegro accampamento abusivo. Usando un primitivo sistema di propulsione, l'armatura vola via dal campo nel momento esatto che questo detona e si schianta in mezzo al deserto, illeso e accaldato, dopo qualche minuto passato a vagare tra sabbie interminabili, Tony viene recuperato da un elicottero, un pò perché è un uomo fortunato, un pò perché è miliardario e le ricerche per trovarlo sono proseguite anche dopo tre mesi dopo il suo rapimento. Una volta a casa, il miliardario confessa ai giornalisti cosa ha appreso nei suoi giorni di prigionia:"Le armi fanno male", quindi dichiara un suo progetto:"Basta armi! Da oggi costruiremo confezioni per la pizza ad asporto".
Mentre l'intero mondo accademico si stupisce, il miliardario elabora a casa sua e in compagnia dei suoi robot un nuovo tipo di armatura, in grado di volare più in alto e senza schiantarsi, dopo mesi di progetti e disegni sulla carta velina, con un cacciavite e senza andare in edicola; Tony la costruire pezzo per pezzo iniziando dalle scarpe per poi provarle personalmente nella sua officina, a pochi passi dalle vetture costosissime.
I risultati arrivano la notte che fa dipingere il suo esoscheletro dal computer, che non si sa come, lo dipinge di rosso e oro con molto stile, la prima cosa che fa tony è spararsi un volo di qualche chilometro in alto, oltre la stratosfera, giusto per verificare i limiti della sua invenzione, utilizzando una dose microscopica di buon senso, dopo aver superato lo strato di ozono, si accorge con stupore che, lassù, fa molto freddo e la sua armatura rischia di congelarsi, strano; usa congegni ultratecnologici, parla con i robot senzienti, possiede armi in grado di centrare un topo a 21mila chilometri ma non è al corrente di alcune informazioni basilari sul nostro pianeta, mah.
Formato il nuovo eroe e scoperti finalmente i suoi poteri è giusto accoppiarlo a una minaccia o a un cattivo, sennò cosa ci sta a fare? non avrebbe senso e l'armatura rimarrebbe comunque buona per consegnare le pizze a domicilio in tempi record e senza farle raffreddare. Iroman prima prende a pugni i cattivi che lo hanno imprigionato, quindi con uno sparaciuaua detona un carroarmato che, non si come, riesce a colpirlo in volo a tremilioni di metri d'altezza con una velocità di Mach 4 (più o meno), lo attaccano poi due caccia della marina americana, che tentano prima un approccio diplomatico sparandogli due missili a ricerca e poi tentano di finirlo con le mitragliatrici, senza comprendere il reale aspetto del loro bersaglio.
Ma due aerei e un carroarmato non sono minacce all'altezza di Ironman e cosi arriva un avversario degno, un'altra armatura blindata, tecnologica, dall'aspetto di Topo Gigio in scala 1:1, elaborata e costruita dagli stessi ingegneri delle sorprese degli ovetti kinder. E' una lotta senza esclusione di colpi, si usano calci e pugni e qualche razzetto, come in piazza a capodanno, Ironman pare soccombere dopo solo un minuto ma grazie all'ingegno di Stark, Ironman ha la meglio e vince l'ennesimo turno a rubamazzo. Ma il bene vince ancora lanciando allo spettatore una morale indelebile nella sua memoria:"Il bene vince sono nei film" e un'altra lezione che non potrà dimenticare:"Oltre la stratosfera fa freddo".
Analizzando gli effetti speciali, posso affermare che sono soddisfacenti, mai invasivi, si comportano bene e si applicano, ma potrebbero impegnarsi di più in geometria, mentre le musiche rock la fanno da padroni (spicca all'orecchio la famosa:"Ti voglio bene Dember" di Cristina D'avena), le azioni al cardiopalma distraggono l'attenzione dello spettatore impegnato a rispondere il messaggio della fidanzata che sta seduta nella sala vicina, dove proiettano:"Solo un bacio per Favore", quindi facendogli scrivere delle castronerie con il T9. La trama solida si posa sulle fondamenta del fumetto, influenzata da temi d'attualità scottanti e spesso evitati dai media (come la storia della stratosfera e del Tamarindo), coinvolgendo i protagonisti in una girandola turbolenta di metafore, citazioni e allegorie, dettati da dialoghi sobri, spesso ironici e irresistibili.
Un film quasi perfetto che gratifica chi lo vede e delude chi non lo vede. Consigliato ai patiti del fumetto e anche a chi, di fumetti, non ne ha mai letto in vita sua (immagino la noia che vi coglie quando siete seduti sul water).

4 mag 2008

E se?


Edvard Munch
(Løten, 12 dicembre 1863Ekely, 23 gennaio 1944) è stato un pittore norvegese. Uno dei massimi esponenti del Decadentismo, visse fra l'Ottocento ed il Novecento.

Il grido
(1893) è probabilmente la sua opera più conosciuta. Come in molti casi delle sue opere, ne ha dipinte molte versioni (tra cui una esposta alla Galleria Nazionale di Oslo ed una, rubata e poi ritrovata, nel museo Munch, sempre ad Oslo).

E se fosse stato un artista nato in Giappone? Ecco un ipotetico risultato



Arigato a tutti.

2 mag 2008

Il maggio porta la rima.

Il cuor mi duole
poiché ho un vuoto
dentro l'anima
mi assale il dubbio
che prima non v'era
ed ora giunge
buio come l'oscuro baratro
che separa la saggezza
dall'ignoranza
Buio come la fame più nera
che separa l'uomo
dall'esser bestia
una corsa mi porta affanno
giungo ora nella via
e io di questo scorgo
un pensier che mi consola
mi dona gioia
la speranza di un domani
luminoso
Eh si che l'avevo chiuso il gas!!
che cazzo, sono tornato indietro
per nulla, che stronzo!

Mai vergognarsi di fare qualche cazzata: 3Ciento Chi l'ha duro...la vince



Ragazzi, io ne scrivo di cotte e di crude nel mio blog visitato da milioni di pixel (quelli del mio monitor) ho scritto tanti testi inutili, storie brutte, poesie dementi e una tonnellata di cazzate, senza prendere un euro di ricompensa e non ho uno stipendio da giornalista, quindi non vengo pagato a caratteri, l'unica cosa che mi spinge a fare queste minchiate è il puro divertimento. Mentre, nel mondo, ci sono delle persone da me invidiate, che hanno la possibilità di produrre film capaci di essere distribuiti nel circuito mondiale (in tutta la terra, non solo per i vicini) con una discreta dose di effetti speciali ed effetti scenici ma che posseggono una trama scandalosa, ridicola che dovrebbe strappare un sorriso al telespettatore ma che, invece, strappa solamente le 8 euro del biglietto del cinema dalle sue tasche (qualcosa meno se si usa emule).
La storia narrata in questo 3Ciento Chi l'ha duro...la vince (in inglese Meet The Spartans, non faccio battute su questa traduzione, perchè non ci trovo neanche gusto) dovrebbe essere una parodia del mai troppo acclamato 300, epico film che racconta le gesta di alcuni scultorei guerrieri che combattono abbigliati in mutante e mantellino rosso. Non è opportuno che racconti la sua trama, perchè essendo demente, ci sarebbe poco spazio per i miei commenti ironici e, spesso, superficiali, per questo miro diritto a commentare la qualità delle battute e delle trovate comiche. Qualsiasi scena volta a far ridere, ha come riferimento scene di altre film, opportunamente ridicolizzate oppure personaggi famosi e programmi televisivi (americani, quindi se li conoscete bene, se non li conoscete fate un salto su youtube, ci sono tutti) che nel teatrino messo su dal regista, spesso vengono usati come veicoli per esportare verso il pubblico, particolari disgustosi che, si vede, agli americani piacciono una cifra. Citarne alcuni significa spoilerare sul film e siccome consiglio di non vederlo, lo faccio ugualmente cercando di allontanarvi il più possibile da questa pellicola; c'è la Efiante interpretata da una verosimigliante Paris Hilton (completa del cane micro) con il braccio deforme e una bella gobba sulla schiena (anch'essa poi, più avanti nel film, soggetto per un momento raccapricciante, che dovrebbe far ridere) oppure la sobria Britney Spear che viene cacciata giù dal famoso pozzo Spartano senza tante riserve. Una trovata sicuramente ispirata da qualche sostanza proibita, assieme a tante altre nel film.
Si vede che la regola adoperata dallo sceneggiatore è stata:"Prendiamo in giro i film di maggiore successo dell'anno passato" e tra questi possiamo trovare Spiderman3, 300 appunto, Transformer ( presentanto una trasformazione di un'auto ancora più ridicola di quella dei cartoni), Ghostrider (...) e mettiamoci pure il videogioco GTA (incastrato come un cubo nella forma piramidale) miscelando il tutto dentro una centrifuga di idee totalmente distorte, allontanando per sempre le risate, piangere risulta più facile, ma non lo si fa per il rispetto alle lacrime.
Carmen Electra (oramai gemellata ai film di questo genere) grazie alla sua recitazione da playmate (sguardi ammiccanti: ok, sguardi impegnati = sguardi ammiccanti) riesce a donare al film qualcosa di decente vedere e, anche se non è più una ragazzina, le cose al punto giusto ce le ha ancora, comunque è più probabile vedere qualche natica nuda magari anche grassa e butterata, piuttosto che i suoi seni sodi e questo a danno dei spettatori.
Non sono sincero se non scrivo che, qualche scena divertente, se si cerca bene, c'è, ma non sono quelle che salvano il film ne tanto meno il regista, dal linciaggio. Forse sarà cambiato il modo di far ridere la gente, forse sono cambiate le mode, forse i tempi richiedono un umorismo diverso e forse questo film era destinato ad un altro universo parallelo, perché in questo nessuno l'ha capito.
NB: Dopo i primi titoli finali del film demenziale, si avrà la gioia di osservare ulteriori scene demenziali che, si immagina, siano state tagliate dalla pellicola e, valutandone la qualità, potevano anche scartarle definitivamente, quindi appena vedete le scritte passare sullo schermo, fuggite via veloci dalla sala, per evitare di venire ulteriormente tramortiti.
Buona fortuna.






29 apr 2008

L'ottimismo vola alto.

Oggi mi sento di parlare di un argomento spesso evitato dai media e dai giornalisti in genere, ma descritto in maniera realista da:"Eugenio Benetazzo" un economista che si è guadagnato la fama di essere:"Il beppe grillo dell'economia" per il suo modo dissacrante e irriverente nell'affrontare argomenti scottanti di attualità; la cosa strana è che Beppe Grillo dovrebbe essere un comico, oltre che un oratore schierato dalla parte delle minoranze e Benetazzo sarà anche irriverente e schietto ma non fa per niente ridere, anzi....
Nel suo libro:"Best Before, preparatevi al peggio" descrive uno scenario poco rassicurante per l'economia mondiale e un futuro non proprio idoneo all'idea che ha l'umanità del terzo millennio. Senza ripetere ciò che è stato scritto e riassumendo in breve il tema del libro, l'economista è certo, dati alla mano e basandosi su verità concrete riconosciute da massimi esperti del settore (petrolieri, economisti e quant'altro) che entro 7 (Sette) anni il petrolio non sarà più conveniente da estrarre andando a posizionarsi nella graduatoria delle cose andate affanculo dopo il bambino del vicino di casa che piange alle 3 di mattino, il parcheggio che non si trova nell'ora di punta e la fidanzata con il mal di testa. Senza il petrolio e i suoi allegri derivati, il quadro generale economico potrebbe benissimo entrare in una casa d'appuntamenti (una maniera più creativa per dire che va a puttane) e le comodità a cui siamo abituati come l'auto, il sesso prematrimoniale, l'abbonamento a Focus e il lancio del telecomando del Wii potrebbero svanire. Benetazzo afferma che le fonti di energia alternative quali l'Idrogeno non possono sostituirsi all'attuale utilizzo del petrolio nel mondo per un semplice fatto, che serve lo stesso petrolio per produrle. Serve il petrolio per fare i pannelli solari, serve il petrolio per fare l'elettrolisi e caricare la nostra ipotetica auto a idrogeno (a quanto pare, pericolosa quanto girare in bicicletta con una granata in tasca) e serve petrolio per fare le confezioni dei videogiochi.
A quanto pare, siamo immerdati con il petrolio oltre l'inverosimile ed è strano che non ce ne stiamo accorgendo, anche solo per il fatto che i 7 colossi petroliferi (sette come i nani ma nessuno li vorrebbe in giardino) non hanno interesse ad informarci di un simile evento, perché la loro sete di potere e denaro è superiore a qualsiasi forma di buonsenso. Non si sta facendo nulla per evitare sprechi di petrolio e le auto più moderne sono ancora in grado di fare 1 chilometro con 100 litri di benzina, grazie anche al
la moda del "cagone" nata con l'uscita di mezzi come il:"Porche Cheyenne" (e relativi cloni di altre industrie automobilistiche) tanto grosso, quanto inutile.
Ricapitolando, in 7 anni il petrolio non sarà più ua fonte di guadagno redditizia e costerà troppo estrarlo, con il conseguente rialzo del prezzo del greggio, andranno ad alzarsi (come sta succedendo oggi) tutti i prezzi legati all'utilizzo del combustibile, quindi il cibo (che occorre trasportarlo), l'acqua (idem), il Vermentino, la panna in bomboletta, i fumetti, i dvd vergini, il nuovo mouse della Logitech, le biciclette in carbonio, i viaggi in elicottero, la tv via satellite, le tariffe dei cellulari (li sono i gestori che se ne approfitteranno) e chissà quant'altro ed è una previsione ottimistica.
In tutto questo quadro allarmista non si trova via d'uscita se non nel fatto, che da qui a i prossimi anni qualche inventore sconosciuto non se ne verrà fuori con una nuova specie di combustibile, più redditizio del petrolio, facile da distribuire, ad alto rendimento e anche se inquina non fa nulla, basta che si riesce a fare il pieno al Cheyenne. Siamo troppo abituati bene per rinunciare a certe comodità, per questo sono sicuro che, non appena l'umanità dovrà confrontarsi con la perdita definitiva della Nutella, perché costerà troppo distribuirla e produrla (serve sempre il petrolio), allora subiremo pesanti perdite tra i giovani e non. Nel frattempo possiamo confortarci con il fatto che, le pietre ci sono ancora e possiamo felicemente tornare all'età della Pietra senza tante difficoltà, al massimo noi videogiocatori ci adatteremo, tornando a giocare con Pacman o Digdug, se avete ancora i mobili originali da sala giochi, non buttateli via, potrebbero servire.
A rileggerci domani, forse.

28 apr 2008

Quando i giapponesi arrivano prima...

Oggi leggevo questo articolo su corriere.it:
"TORONTO (CANADA) - Si chiama
semplicemente Uno ed è una sorta di ibrido fra una moto e un Segway. Il
prototipo è stato presentato recentemente alla fiera del ciclo di
Toronto ed ha destato grande curiosità tra i visitatori. Come per il
popolare Segway basta un po' di equilibrio e d'allenamento per andarci
in giro (...) Per progettarlo, ha spiegato, non è stata necessaria una squadra di
ingegneri
; è bastato scaricare da internet il programma "Google
SketchUp
", il software gratuito di progettazione 3D. Poi, con l'aiuto
di qualche amico meccanico e con un po' di olio di gomito e tanta
fantasia
ecco nata l'originalissima moto. Nel corso del National
Motorcycle Show di Toronto, diversi espositori hanno dimostrato
interesse ed il giovane inventore spera ora di poterlo portare presto
sul mercato."
ho visto le foto del relativo mezzo:


Mi sono ricordato di aver visto questo mezzo da un'altra parte (per certe cazzate la mia memoria funziona alla grande) e in un lontano passato, mi è bastata una breve e veloce ricerca su youtube ed è spuntato fuori il riferimento del mio ricordo, ovvero il cartone animato Giapponese: Venus Wars. Della sua trama non ricordo nulla e nemmeno dei nomi dei protagonisti, mi sono rimasti impressi i mezzi che utilizzavano per singolare gare di moto a una ruota sola, molto simili a questo "nuovo" Uno, progettato con tanta "creatività". Qui si può vedere in azione il modello animato e ci somiglia tantissimo, alla faccia del Google Sketchup. Quando venderanno la moto di Akira, magari progettata dai lungimiranti ingegneri della Piaggio o della Aprilia?.
I Giapponesi sono troppo avanti.







27 apr 2008

Qualche anno dopo: Hunchback.


Correva l'anno; non me lo ricordo perchè è passato troppo spedito e i giovani aveva pochi metodi per divertirsi durante il corso dei lunghi pomeriggi; Si passavano ore davanti alla televisione con lo sguardo perso tra immagini colorate, oppure si usciva con gli amici a giocare al pallone in qualche parco triste e fuorimano e sbucciarsi tutte le ginocchia o magari provocarsi la prima storta alla caviglia o anche, giri interminabili sulla bicicletta nelle vie del paese senza avere una meta e senza soffrire di fatica (fino a quando non si affrontavano le salite). Oppure, c'era una terza possibilità; andare in casa dell'amico e scroccargli una partita con il Commodore 64, un vero mito della tecnologia che ha reso adulti di nerds di oggi e ha fatto conoscere all'umanità il significato della parola:"Resettare".
Nei primi anni che il piccolo home computer si diffondeva, era possibile giocare a titoli spartani, dalla grafica semplice con pochissimi colori, con il sonoro inascoltabile ma dalla giocabilità scadente e che abbisognavano di ore per venire caricare con l'ausilio del Datacassette (per fortuna, negli anni successivi qualche nerd ha inventato il Fast Loader), in ogni caso era un'alternativa migliore che sbucciarsi le ginocchia o di vedere la stessa puntata di Braccobaldo trasmessa nelle reti locali. Uno di questi titoli, diciamo cosi, "mitici" era questo "Hunchback (ocean software), che in inglese sta per Gobbo e in questo caso è quello di Notredame (il gobbo più famoso dopo il gobbo del proverbio) presentato al giocatore spaurito di allora senza molta trama:"il protagonista deve salvare una dolce e bella fanciulla imprigionata nel castello" e non doveva lottare contro draghi, sconfiggere soldati o sfondare con il cheyenne il portone d'ingresso, no. Al gobbo bastava attraversare dei livelli, composti da buchi, crepacci, crociati all'interno di nicchie nel pavimento e armati di lancia; saltando come un grillo, senza l'utilizzo di violenza e senza rubare auto (il riferimento a GTA è chiaro), quindi raggiungendo il termine del livello (allora, senza un motivo che mi è chiaro oggi, non si chiamavano livelli, stage o altro ma bensì:"Muri") in fondo a destra suonando una campana. Ad aiutare il piccolo essere c'era visualizzata una minimappa in fondo a sinistra nello schermo, che penso nessun giocatore di allora ha mai guardato, ben quattro vite a disposizione, qualche corda per permettere di attraversare dei buchi larghissimi (all'interno di un castello? problemi con i costi della manutenzione?). Gli ostacoli e le difficoltà si complicano ogni volta che Hunchback si avvicina alla sua amata e se, nel primo livello è necessario saltare semplicemente una palla di cannone sparatagli contro in una direzione, nei "muri" più avanzati sarà necessario evitare le lance dei crociati, saltare le buche mentre si evitano frecce e proiettili provenienti da ogni direzione (che, per fortuna, essendo un gioco ancora in 2d, le direzioni sono solo due), una volta giunto al termine del gioco, il gobbo salvava la ragazza che, per ringraziarlo solerte, si univa carnalmente con un suo amico di vecchia data, elargendo due buffetti al piccolo invalido.
Nella sua semplicità, questo titolo non richiedeva molti riflessi per essere completato e il suo successo era dovuto al fatto che, il suo caricamento nella memoria del C64 era superiore come durata del tempo necessario a terminarlo, era l'attesa di giocarci, quindi, che teneva incollato il giocatore davanti al computer, creando il primo caso di "hype" del mondo informatico. Non a caso, una volta terminato, il pomeriggio era già finito e l'oscurità si faceva largo tra le colline, allungandosi leggiadra nel parco dove, alcuni ragazzi tornavano nelle loro abitazioni, attesi dai genitori, con le ginocchia completamente sbucciate. Ma ora passiamo a un'analisi più attenta delle caratteristiche del titolo, come nelle riviste dell'epoca:
Presentazione: 40%
Molto sterile e priva di introduzione in computer grafica con combattimenti, lotte e donne poco vestite che si agitano in una accesa lotta nel fango, ma è giustificato dal fatto che, in quei tempi, la lotta nel fango era poco conosciuta dalla gente.

Grafica: 76%
Nonostante lo sfondo privo di qualsiasi artwork, i personaggi sono animati in maniera tale da credere che nell'universo non ci siano forme di vita intelligenti.

Sonoro: 56%
Nell'epoca che non era stato ancora inventato l'mp3, non ci si può aspettare dei gandi capolavori di suono digitale; ascoltando Hunchback vien voglia non sono di abbassare il volume della Tv, ma anche di strapparsi le orecchie con le mani.

Longevità: 54%
5 Minuti di gioco dopo 4 ore di caricamento, secondo me si poteva fare di più.

Globale: 50%
Un titolo memorabile che tutti gli appassionati dei videogiochi dovrebbero ricordare, con un sorriso sulle labbra, mentre ricevono una botta in testa appena caduti dalla bicicletta.



25 apr 2008

Silent Hill Origin: Il Terrore Portatile


Le strade di notte sono insidiose, interminabili e specialmente; buie. Lo sa bene il protagonista di questo ultimo episodio della saga nebbiosa di Silent Hill; un camionista americano dal nome nobile:"Jack" ma per gli amici del baracchino è conosciuto come:"Gorgheggio" per via della sua abituale passione nell'emettere rutti terribili nelle comunicazioni, dopo aver ingerito un ricco quantitativo di bevanda gassata.
Per un puro caso, questa volta imputato alla trama del gioco, si trova ad attraversare la silenziosa cittadina di Silent Hill, anche in questo caso avvolta nella perenne nebbia, triste come non mai e disabitata, mentre il suo Tir procede lento, una bambina attraversa la strada sorprendendo il guidatore, che fa di tutto per evitarla e dopo la brusca frenata, Jack esce dal mezzo per andare a controllare. La piccola lo osserva dall'altro lato della strada, silenziosa e con uno sguardo cinereo, spento, il camionista la saluta con un rutto e rientra nel suo immenso camion, ma questo si rifiuta di partire. Per una tradizione oramai decennale, chi si ferma dalle parti di Silent Hill, non chiama soccorsi e neanche tenta di riparare il mezzo, ma semplicemente si dirige a piedi verso il centro del paese mentre scorrono i titoli iniziali, il tutto immerso in una simpatica nebbia che non solo aiuta il giocatore ad immergersi nelle uniche atmosfere del gioco, ma aiuta anche l'hardware della console facendogli evitare di calcolare poligoni oltre i venti metri di visuale.
Dopo aver conosciuto ogni singolo programmatore del gioco, persino i suoi parenti, Jack compare davanti a una casa in fiamme, all'interno si sente il pianto di una bambina, per nulla spaventato dalle fiamme, l'uomo immagina si butta tra le fiamme dandoci modo di impratichirci sui comandi del gioco (i soliti per la precisione) e ritrova la piccola sdraiata, con il corpo tutto carbonizzato, eroico in maniera insolita, Jack riporta fuori il corpicino abbrustolito, lo attende la madre della piccola che, dopo averlo visto, invece di ringraziarlo, come è abitudine tra gli abitanti di Silent Hill, lo ammonisce:"Pazzo! Cosa hai fatto! Adesso siamo tutti condannati!". Jack è confuso, si gratta la nuca e proprio nell'esatto prima di ruttare, sviene.
Si ritrova in una panchina al parco, con una torcia accesa nel taschino, una radio accesa da qualche parte e da solo, senza nessun a cui poter chiedere un indicazione, senza un bar dove poter consumare una bibita gassata, l'unica cosa che gli è rimasta è il ricordo della bambina carbonizzata.
Ipotizzando che sia stata ricoverata nel vicino ospedale, decide di raggiungerlo a piedi, correndo e raccogliendo oggetti di vario genere nel suo cammino, da televisori, casse, mazze chiodate, rastrelli, scope, che in questo episodio possono essere utilizzati per provocare danno alle forme anomale ostili, risparmiando proiettili ma con il rischio di procurarsi un fracco di botte. Entrato nell'ospedale, Jack incontra un dottore che, in un dialogo intelligente, svela alcuni retroscena del posto:
"mi scusi lei, dottore! avete mica ricoverato una bambina ustionata quest'oggi?"
"Guardi, sono anni che non passa un'autoambulanza da queste parti"
"E come mai?"
"Con la nebbia non trovano più l'ospedale"
"Ah"
"Ora la saluto che devo andare, mi aspettano a un convegno sull'automazione delle ruote per i criceti"
"Buongiorno".
Senza perdersi d'animo, Jack decide di investigare ulteriormente, insospettito dal fatto che, oltre il dottore, l'ospedale risulta deserto, privo di pazienti e di anziani che girano con il catetere in mano. Questa è il via alle danze della meccanica del gioco, che balla in questa maniera sin dal primo episodio, si gira come trottole per tutto l'edificio aprendo le porte accessibili e trovando le chiavi per le porte chiuse, ci viene in aiuto la mappa del locale, che troviamo sempre appesa da qualche parte, mentre il primo ostacolo che incontriamo è il registra che, trova sempre l'occasione di inquadrare il protagonista nel lato sbagliato in cui decidiamo muoverlo, capiterà spesso di camminare alla cieca, correre contro i muri per diversi secondi o cambiare più e più volte la visuale fissa perchè ci ostiniamo a continuare a muoverci in un verso che cambia repentinamente dopo aver svoltato l'angolo e, quindi, l'inquadratura. Il tutto mentre i soliti mostri creati con la mollica di pane, ci mordicchiano le chiappe.
Il secondo personaggio vivo che jack incontra è un'infermiera, bionda e anche carina, ma invece di farle alcune domande che sarebbero opportune come:"Che posto è questo?" oppure "Perchè non c'è nessuno in questo ospedale?" o anche:"Non è che sono caduto in un loop spazio temporale?", ha il tempo per chiederle:"Scusi, dov'è la stanza 8?"
Lei, con una mimica seducende e una camminata sensuale esce di scena tipo Jessica Rabbit, e come ogni abitante di Silent Hill che si rispetti, lo manda dalla parte sbagliata. Poco più avanti il protagonista dovrà affrontare la parte più carismatica e terrificante del gioco; la dimensione oltre lo specchio, in alcuni punti delle mappe, ci sono zone che saranno solamente accessibili dopo aver attraversato il confine tra la dimensione "sobria" e quella "splatter", toccando uno specchio.
La dimensione sobria la conosciamo tutti, stanze vuote, sole pallido, bambini con lo sguardo fisso, computer che non si accendono, telefoni che squillano senza motivo, scope senza il manico. Mentre la dimensione "Splatter" possiede contenuti forti, muri incrostati di ruggine e sangue, pavimenti sporchi e ricchi di cadaveri, rumori paurosi in soffondo, notte perenne e scope senza le spazzole.
E' necessario passare da una dimensione all'altra per completare una determinata mappa e proseguire nella trama, o anche per scoprire i relativi "segret", che anche in questo capitolo non mancano (e anche in questo capitolo, possiamo farne a meno).
Sfortunatamente, le creature che ci ostacoleranno la strada son presenti in entrambe le dimensioni, quindi da solida tradizione il protagonista dovrà zigzagare in tutto il gioco con lo scopo di evitarle e risparmiare quanti più colpi possibili per poi utilizzarli nel faccia a faccia con il boss finale, che in questo titolo appaiono goffi, lenti e prevedibili, talmente prevedibili che si possono uccidere percuotendoli con un sonaglino per bambini.
Non svelo altri particolari sulla trama perché, anche se si rivela confusionaria in alcuni tratti, è una delle componenti del gioco più affascinanti, alla luce del fatto che, i combattimenti, sono il solito fuggi fuggi visto che il titolo è particolarmente avaro di proiettili e il corpo a corpo è da evitare per l'ignobile agilità di Jack, utile solo sul divano per divincolarsi dalle briciole delle patatine.
E' un capitolo all'altezza degli altri, coinvolgente, giocabile per niente innovativo e con una dinamica di gioco collaudatissima, per questo è facile consigliarlo a chi ha giocato e apprezzato i capitoli precedenti, mentre per i giocatori che non hanno mai messo mano alla saga nebbiosa della Konami, consiglio di farlo, magari sequestrando all'amico la psp per qualche ora , il tempo di finire Silent Hill Origin e infine continuarla ad utilizzarla come lettore per mp3.
Previsioni del tempo: Nebbia, chettelodicoaffare?.


21 apr 2008

Una poesia wacraftiana...

INFINITO 2.0

(rivistata da un giocatore di WOW)


Sempre caro mi fu quest'elmo viola
e queste spalline, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte la visuale copre.
Ma guardando e clikkando, interminati
portal di là da quella, e sovrumani
summon, e profondissima gilda
io nel pensier lo misso; ove per poco
il dot non mi resiste. Con il rogue
vado sappare tra queste piante,
io quello infinito teschio a questa voce
su ventrilo: e mi sovvien
le morte connessioni, e la perduta
pozza e il suon dei lol. Così tra questa
lag s'annega il caster mio:
e il wippar m'è dolce in questo pull.

20 apr 2008

Le istruzioni che non leggo mai.

E' qualche giorno che mi diletto giocando (anche) a Guitar Hero 3, versione PC, un titolo dotato di una dinamica semplicissima (premere il tasto giusto al momento giusto, in base alla canzone in sottofondo) che inizialmente ho voluto provare utilizzando la tastiera (visto che sul mulo non si può "scaricare") nei primi giorni, per non ero sicuro che un titolo del genere mi sarebbe durato nell'hard disk più di tre giorni, ma cosi non è stato. Cosi ho visitato un negozio colorato di videogiochi e miniature dalle pose ridicole (ho visto esposto il box set della "Botola di Lost" che mi ha lasciato con la stessa espressione dei protagonisti, quando la scoprono nel telefilm) e ho comprato la chitarra di plastica per Xbox360, senza gioco allegato, dopo essermi documentato leggendo qualche forum e qualche rivista dal barbiere per accertarmi che funzionasse anche su pc.

Vado a casa, la installo senza tanti problemi (forse la periferica più facile da installare dopo l'acquario usb) e inizio a rockeggiare felice, slogandomi le dita più volte e agitandomi con un forsennato durante gli assoli. Nei giorni in cui ho problemi con l'adsl mi impratichisco ulteriormente ma ho il tempo di leggere anche il manuale di istruzioni della chitarra, capitatomi sott'occhio per puro caso, nel suo interno c'è una sezione che cita un sistema di sicurezza del controller che recita:"Il cavo del controller possiede uno speciale sistema di sganciamento di sicurezza. Si tratta di una caratteristica progettata pe ridurre il rischio che la consola xbox360 cada quando viene tirata la corda. (e fin qui tutto bene) Se la console xdboxo360 dovesse cadere e colpire qualcuno, potrebbe causare seri danni. Capisco la sicurezza, ma in genere le console vengono posizionate sotto le tv, su una scrivania, dietro il divano, sotto un videoregistratore, quale danno potrà mai arrecare l'xbox durante la sua caduta? O si scassa semplicemente, oppure colpisce il gatto domestico che sta allegramente passando da quelle parti. L'immagine della console che cade dalla finestra e provoca una strage era ben lontana dalle mie fantasie, fino a quando ho letto le istruzioni.

Poi è bella anche la frase:"il controller x-Plorer per Guitar Hero è stato progettato specificatamente per i giochi Guitar Hero. Per questo motivo non dispone di tutte le funzionalità di un controller Xbox360" Fantastico, voglio vedere il pirla che gioca con la chitarra a Gear of War oppure a Virtua Tennis 3, usandola come racchetta, comunque è strano che nessuno ci ha ancora provato, pubblicandosi su youtube.
Il resto del manuale è tutto una serie di istruzioni che nessun giocatore si sognerebbe mai di leggere, perché è bello scoprirle col tempo oppure, non scoprile affatto, perché forse non servono.
Concludo dicendo che Guitar hero non vi insegnerà mai a suonare una chitarra vera, perché percuotere le corde, pizzicarle e premerle per gli accordi e tutt'altra cosa che schiacciare 5 tasti colorati nel momento giusto, però in fin dei conti, Chissenefrega?