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3 mag 2015

Alto's Adventure: Gameplay evocativo.


Titolo: Alto's Adventure.
Piattaforma: Iphone. Ipad
Genere: A Discesa infinita.
Esistono giochi che possono stupire con poco e riuscirlo a farlo nel 2015 non è una cosa da poco. Alto's Adventure è quella App che non si può giudicare da qualche filmato oppure commentando i screenshot:"Eppure a me sembra solo un clone di Ski Safari!".
E' vero dal gioco della Defiant Development eredita la discesa interminabile di una montagna infinita ed è vero che ne prende in prestito i comandi (con lo schermo touch non ci sono molte possibilità in questo contesto), dove serve solo toccare lo schermo per saltare e fare loop. Cosi come è altrettanto vero che dopo le somiglianze finiscono e il gioco scivola via verso una direzione diversa.
Molto diversa.
Non è una gara a tempo oppure una corsa al punteggio più elevato; Alto's Adventure è forse il primo titolo che ho provato dove il giocatore può rilassarsi o provare a diventarlo. La frenesia di Ski Safari è lontanissima, non ci sono valanghe che ci inseguono o yeti da cavalcare; affrontiamo una evocativa discesa in snowbord su ambienti incontaminati e distensivi, scortati da piacevoli note al pianoforte che non raggiungono mai tonalità acute. Persino il testo vuole invitarci alla calma e alla riflessione e quando il personaggio si schianta nella neve, compare una incoraggiante frase:"Sarà per la prossima volta!" senza punirci verbalmente come altri giochi, che fanno del fallimento una provocazione per usufruire dello shop a pagamento.
Ho provato qualcosa di nuovo a immergermi negli ambienti suggestivi di questo titolo, che non sono stati creati con un motore grafico di ultima generazione tipo l'Unreal Engine Raga Quanto Sono Cazzuto!, l'ecosistema del gioco rasenta la perfezione di una composizione di sagome controluce dai semplici profili e figure minimali che scivolano serenamente tra il giorno e la notte, come scorre via un paesaggio alpini dai finestrini di un'auto.
Anche se la giocabilità possiede un significato che rientra comunque nello standard di intrattenimento, giocare e rigiocare Alto's Adventure può scatenare emozioni di ogni tipo, diverse in ognuno di noi; malinconia, armonia, gioia, serenità, spensieratezza, gloria, ludovico.
Volete provare a scoprire la vostra? Il prezzo del biglietto è di due euro.
Buona discesa.

11 ott 2014

Sin City: il fottuto sequel.

un uomo e una donna nuda. decisione difficile
Notte calda nel mio paese.
Il caldo di Agosto sta ancora baciando in bocca questo Ottobre, un lungo e articolato lavoro di lingua. Guido la mia auto cubica nelle strade deserte mentre la luna con una faccia perplessa, spara in tutte le direzioni il suo alone urina. Qualsiasi sano di mente questa sera andrebbe con la ragazza, in qualche fottuto posto romantico per cercare qualche inutile di paradiso in mezzo a qualche parola.
Invece no.
Mi fermo davanti alla casa di un amico, una via anonima con un paio di bar, entrambi chiusi. Vado alla porta e pesto il campanello, ha il suono di un'ape che precipita colpita da un missile terra aria.

Lui apre la porta con uno scatto, mi guarda e mi chiede:"Che cazzo vuoi?"
Non lo avevo avvertito e non sono solito fargli sorprese.
"Andiamo al cinema, c'è un film al cinema che spacca!"
"Non me ne frega un cazzo!"- fa lui facendo per chiudere la porta, sulla sua mano destra c'è un tatuaggio cazzuto; un teschio sopra un coltello di Chef Tony -"Questa sera ho altro da fare; inizia la nuova stagione di Grey Anatomy".
"Che cazzo dici Alex? Sto parlando del seguito di Sin City!"
Il suo volto si accende, la porta si riapre -:"Potevi dirmelo prima cazzo!" - In un attimo è vestito per la serata e con questo cazzo di caldo ci vuole davvero poco.
"Porca puttana, quando inizia? riusciamo a arrivare in tempo?" - Mi domanda mentre entriamo in macchina.
"Inizia tra venti minuti, non ti preoccupare che ce la facciamo" L'auto parte e appiccico qualche metro di pneumatico sull'asfalto. Guido veloce senza paura di morire, nessuno si deve intromettermi nella mia traiettoria, chi osa farlo viene punito accecato dagli abbaglianti, se ci riprova è un uomo morto.
Generalmente sono sempre donne, per questo le lascio andare.
Una manciata di chilometri ci separano dal cinema e più volte supero i limiti di velocità, sperando che non ci siano sbirri nascosti da qualche parte o autovelox infilati nel culo di qualche scatola metallica. Pesto sull'acceleratore con tutta la forza, il motore ringhia feroce superando la barriera del suono.
Mi pare di aver letto che si abbatte verso i cinquanta chilometri orari, più o meno. C'è scritto su wikipedia.
Entriamo nella città; è buia, cupa, silenziosa e sembra abbracciarci come un parente che desidera la nostra morte. Una città triste, dove le prostitute preferiscono lavorare a maglia. In giro ci sono giovani che vagano senza destinazione e un paio di camion della spazzatura. L'odore dei rifiuti si mischia a quello del Kebab. O forse sono io che ho lasciato le scarpe da lavoro nel bagagliaio.
Giriamo un paio di vie cercando un parcheggio, quando vediamo una panda uscire da un buco. Mi avvicino con arroganza mentre un anziano con una Volvo cerca di rubarmelo. Gli mostro il ferro e il vecchio si allontana sgranando la marcia. La Volvo scivola dietro l'orizzonte; nel parcheggio non ci sarebbe mai stata.
Chiudo l'auto e raggiungiamo il cinema, è deserto. In giro c'è una fottuta crisi che blocca la gente a casa dalla paura o forse c'è qualche cazzo di partita di calcio. Non sono uno sportivo.
Raggiungo la cassa e compro due biglietti:"Due per Sin City e dammi dei posti come si deve, baby"- Dico alla cassiera bionda da due enormi occhi blu. E' sprecata in quel posto, starebbe bene a casa mia, sopra di me, sopra il mio letto.
"Cosa intende per come si deve?" - Mi domanda mentre quelle gemme blu mi scannerizzano.
"Intendo due cazzo di posti dove il film si vede fottutamente bene" - rispondo io infilando due bigliettoni sotto il vetro antiproiettile. Succedono cosi tante sparatorie al cinema?
"Ah, ok allora Fila Efffe sala 6" - Mi allunga due biglietti e mi getta un'ultima occhiata. E' innamorata e magari ci vediamo dopo, come è probabile che non ci vedremo mai più.
Dopo che un nano pelato ci strappa con cattiveria i fottuti biglietti, entriamo nell'anticamera del cinema, siamo in anticipo. Alcune macchinette sibilano immobili contro i muri. Scaffali illuminati espongono bibite e patatine. No grazie ho già mangiato, non sono il tipo da assimilare queste porcherie.
Raggiungo una commessa dietro un bancone e prendo una confezione di due chili di poc-corn al cioccolato. Sperando che mi bastino per la durata del film. Il mio amico compra tre litri di Thè all'Amianto e infila un paio di banconote per comprare qualcosa da mangiare. Ci vogliono tre persone per estrarre dalla macchinetta la confezione, formato condominio, di patatine.
Trascinandoci dietro le nostre vettovaglie entriamo nella sala, dove uno schermo per noi troppo piccolo, mostra delle insulsi spot pubblicitari. I posti sul biglietto non soddisfano i nostri canoni di perfezione. Cosi vaghiamo di sedia in sedia finché non riusciamo a vedere quello schermo, come cazzo si deve. Finisce che io mi siedo in G19 mentre il mio amico in W21, per fortuna la sala è vuota e non serve ammazzare nessuno per ottenere i posti. Dopo il carosello di cazzate, che a noi non frega un cazzo, la sala si spegne e parte il film. Neanche un trailer prima, giusto per scaldare l'attesa, peccato.
Sfila una interminabile sequenza di nomi, titoli di case cinematografiche che si pavoneggiano per aver fatto un fottuto film che dura meno delle loro scritte sullo schermo. Patetici stronzi che vogliono due minuti di notorietà.
Questa volta il film è diviso in tre storie distinte, alcune senza continuità, una decisamente inutile. Lo stile del primo è stato ereditato e, anzi, migliorato con quella dovuta maestria che viene apprezzata da chi ha amato Sin City. Le voci fuori campo che raccontano e commentano la storia ci sono, è quella caratteristica che ho apprezzato nell'opera di Miller, più di tutte le altre.
I personaggi sono carismatici e decisamente cazzuti. Qualcuno lo conosciamo già, qualcuno invece è morto, questo però non gli  impedisce di apparire ogni tanto, Jessica Alba c'è ancora e sembra più gnocca e più brava a ballare. La storia che da il titolo alla pellicola è la più godibile e intrigante:
Il solito uomo duro, pronto a ammazzare per avere dei buoni benzina, incontra la sua ex in un bar malfamato, che poi è quello frequentato da qualsiasi classe sociale di Sin City. Il duro, con la faccia squadrata come una stufa in ghisa (per inciso, l'attore che lo interpreta è il fratello maggiore dei Goonies, quando cazzo di tempo è passato?) viene stregato dagli occhi affascinanti della ragazza.

Quella notte, ritorna a casa e se la trova a letto, completamente nuda. Dopo un iniziale tentennamento dovuto ai loro trascorsi tribolati, entra sotto le coperte e se la fotte senza mezzi termini. Anche se il film è vietato ai minori, le parti intime più interessanti sono oscurate da un intelligente e artistico effetto bi-cromatico, che poi è lo stesso che domina incontrastato per tutta la durata del film. Dopo il coito notturno, il duro è cotto come un adolescente che ha visto per la prima volta i Pokemon ed è pronto a assecondare ogni suo desiderio. Scopre che la sua nuova fiamma viene maltrattata dal suo attuale marito, convinto di salvarla da questa fottuta situazione, assolda Marv per farsi aiutare a irrompere nella villa del marito stronzo e spaccare qualche testa. Però le cose non stanno proprio cosi e il duro con la mascella di Pininfarina si ritrova in un pericoloso (e fottuto) gioco di potere. Uomini statuari a prova di proiettile dalla parlantina volgare, con un passato violento che vengono manipolati da una donna: Morti di figa senza vergogna.
La storia centrale termina,  lo apprezzo in silenzio mentre rido per le scene violente, volutamente grottesche e fenomenali, anche se il sangue è uno schizzo bianco e fa pensare a uomini riempiti di latte.
Si prosegue e finalmente Jessica Alba abbandona il ruolo della ballerina spogliarellista che non si spoglia mai, per il ruolo di ragazza incazzata che vuole vendetta e continua a non spogliarsi. Tornano vecchi rancori, torna Bruce Willis con i capelli.
Sin city ha alti e bassi, quest'ultimi vengono sempre perdonati per via dei primi. Due ore sono volate via, la sala si accende nuovamente, accanto a noi le frattaglie di quello che abbiamo appena consumato, davanti a noi un bel film che ci abbandona salutandoci tristemente con i titoli di coda. Usciamo dalla sala commentando lo spettacolo appena visto, siamo entrambi entusiasti, era quello che volevamo vedere.
Esco dal cinema buttando gli occhi sulla cassiera, sembra stanca, posso capirla; non deve essere facile stare seduta tutta la sera e stampare dei biglietti che poi ti strapperà in due un nano. Un lavoro che non invidio.
L'auto scorre verso casa, conosce la strada. Non servono le luci, la luna illumina tutto, pennellando di strano il paesaggio familiare. E' troppo presto per una birra e troppo tardi per una rissa. Lascio l'amico a casa e alla sua cazzo di Grey Anatomy. Poi rombo verso casa, parcheggio nel vialetto, butto un'occhio al cielo dove non sembra succedere un cazzo.

Entro in casa, lancio le chiavi da qualche parte e mi siedo davanti al computer, sono ispirato per scrivere una recensione del film. Mi piacerebbe farla articolare, una di quelle che vengono scritte in quelle cazzo di riviste che leggono solo gli intellettuali, dove si parla di tutto e di nulla, però con eleganza.
Clikko su worldpress e davanti alla pagina vuota del mio Blog, scrivo:

"Sin City una donna per cui uccidere" mi è piaciuto molto.


E non serve aggiungere altro, cazzo.

5 ott 2014

Lucy -100% Cervello

Lucy_(film)
Nonostante i ripetuti avvertimenti di amici, parenti e della cassiera del Diperdi, sono ugualmente voluto andare al cinema per vedere quest'ultima fatica di Luc Besson. Eccomi qui, in questa mattina di Domenica, a fare un riassunto, quasi senza Spoiler di quello che mi è sfilato davanti agli occhi, in quello schermo enorme dove sarebbe stato più opportuno vederci comparire un eroe in calzamaglia.
Molti si aspettavano, incluso il sottoscritto, una specie di Marvel Movie; colpa di un trailer che anticipava la storia di una ragazza normale che acquisisce dei supepoteri per poi ,magari, prendere a calci nel culo delle lucertole giganti, come qualsiasi supereroe che si rispetti.
Lucy è una ragazza normale come tante, leggermente più gnocca. Un giorno aiuta un amico che ha conosciuto in discoteca a Taipei e si ritrova in un brutto film di Luc Besson. La storia inizia con una buona dose di suspance e genera quel tipo di curiosità che porta a vedere cosa succede dopo e, soprattutto, come la ragazza acquisirà i superpoteri. Un pubblico smaliziato è solito aspettarsi una genesi di tutto rispetto purché il film arrivi in quelle scene spettacolari piene di computer grafica e frasi con tante parolacce. Mentre Lucy si trova coinvolta in un giro di pietruzze dal colore blu che avete già viste in un telefilm, un professionale Gordon Freeman ci spiega che l'intera umanità usa solamente il 10% del proprio cervello.
La prova schiacciante è la creazione di questo film.
Davanti a un pubblico di studenti, ricercatori e semplici fancazzisti, continua ipotizzando quando possa diventare potente se la percentuale di utilizzo dovessero, a livello teorico, salire progressivamente. Il solito laureando di turno, alza la mano facendo una domanda che si stanno ponendo tutti glli spettatori in sala:"Quando arrivano le scene di combattimento con i super poteri?". No.
In realtà chiede:"Cosa dovesse succedere se il cervello venisse sfruttato al 100%?"
Gordon Freeman assume quello sguardo tra lo stupito e l'orsetto Teddy e risponde:"Siamo nella più completa fantascienza!" - Fino a qui ci arrivavamo tutti Freeman, bella zio, batti il cinque.
Tra uno spiegone e l'altro, Lucy assume accidentalmente la droga blu mentre sta per essere usata come corriere, involontario. La sostanza gli entra in circolo in una giostra di colori e fantasia in computer grafica, mentre lei soffre alterando la forza di gravità. Quando l'intero processo di assunzione è completo, iniziano finalmente a manifestarsi i primi super-poteri. Un numero enorme compare sullo schermo.

20%


La percentuale di pubblico che se ne andato in quel momento.
Lucy inizia ad avere il pieno controllo del suo corpo; non percepisce dolore, ha i riflessi migliorati e un sguardo catatonico. I suoi sensi aumentano di sensibilità e se ne aggiunge qualcuno in più, come la possibilità di percepire tutte frequenze radio e video, quindi vedere gratis tutti i canali di Sky. Il suo cervello si evolve imparando più velocemente, apprende in poco tempo il Mandarino, per facilitare gli spettatori che erano stufi di vedere tutti quei dialoghi tra cinesi senza i sottotitoli.

30%


Se ne va quel gruppo di giovani che sperava di vedere una tetta di Scarlett Jhoanson.
Lucy diventa più potente e assume quei poteri che, secondo la storia, possediamo anche noi, basta solo sfruttare meglio il nostro cervello. Evolvendosi meglio di qualsiasi altra bionda, impara quindi a guidare l'auto e il film concede finalmente una buona scena di azione tra le strade di Parigi. Mano a manco che la percentuale sale, scopriamo che tutte facoltà straordinarie non sono cosi pazzesche e rientrano nelle facoltà di una normale ventottenne, gnocca, tipo; la manipolazione degli uomini, il cambio di colore dei capelli, l'abilità di girare il mondo a scrocco, orientamento eccezionale nell'utilizzo dei social network.

50%


La famigliola che sperava di vedere Lucy prendere a calci in culo dei cattivoni vestiti da lucertole, se ne va mentre i bambini piangono. Il padre invece è dispiaciuto per la mancanza di tette.
I toni del film assumono delle tinte dark e imprevedibili, Besson vuole fare uno scherzetto:"Non sapete cosa vi combino io, hi hi hi!" se la ride dietro la telecamera, mentre trasforma Lucy da probabile super-eroina, in topa da biblioteca. Gli spiegoni scientifici si fanno più insistenti mentre le scene di azione entrano in scena, forzate come introdurre un elefante nella gabbia del criceto. Lucy diventa cosi potente da poter far tutto, decisamente troppo potente anche per un cervello evoluto.
Potrebbe risolvere le scene finali alzando un sopraciglio, preferisce invece diventare ospite di un documentario alla Discovery Channel.

70%


Abbandonano la sala un gruppo di anziani che interpretando il titolo in una certa maniera, pensavano di vedere una film hard.
Non ci sono più speranze per il film, sfilano gli ultimi momenti in qualche scena di azione banale, dove il cattivo di turno cerca di ottenere vendetta nella solita maniera dei cattivi di turno; Con estrema calma.
Anche se avete facilmente intuito il destino del malvagio antagonista, quello che spiazza totalmente è la conclusione del film, che lascia al pubblico una serie infinita di interrogativi, che un cervello utilizzato solamente al 10% come il nostro, non potrà mai risolvere.

100%


Il pubblico svuota la sala appena iniziano a sfilare i titoli di coda. Insoddisfatta, torna a casa fregandosene di chi ha fatto il film.
Via di mezzo tra azione, commedia e hero-move, Lucy non raggiunge nessun traguardo di decenza tra questi generi. Non annoia certo, però delude. La protagonista perde qualsiasi carisma durante il corso d'opera e le poche trovate interessanti, sfumano per giungere affrettatamente a quel messaggio finale, che perde qualsiasi significato dietro a una scelta caotica di contenuti.
Qualcuno potrebbe obiettare:"Almeno non è uno di quelle solite Americanate con i super eroi in calzamaglia"
E' vero; E' una Francesata con una super eroina con i pantaloni.

8 giu 2014

SuperMario e la Guerra dei Cloni #1

Nintendo ha avuto il merito di aver creato uno dei personaggi più famosi della scena videoludica. Un'icona possono interpretare tutti come il simbolo dei Videogame: Mario. Dietro questo nome c'è il lavoro di un team di creativi che ha saputo traghettare questo personaggio, nelle case di milioni di giocatori per tutti questi anni. Nonostante si faccia un gran parlare di Next-gen, nonostante sulla scena siano apparsi altri personaggi, meno carismatici ma affascinanti, Mario è sempre qui che salta e gira in Kart. Un fascino che, specialmente nel mercato del Play Store di Google, ha influenzato la creazione di platform-game molto lontani dalla qualità del titolo Nintendo e molto vicini nella caratterizzazione del personaggio principale. Mario viene richiamato in centinaia di maniere diverse per acquistare attenzione dall'utente sprovveduto che vuole giocare allo stesso titolo originale Nintendo. Non sto parlando di cloni di Super Mario Bross, bensì di esperimenti falliti messi assieme alla bell'è meglio. Altro che quei tubi verdi apparsi in Flappy Bird, qui si supera l'indecenza. Oggi è il turno di

mike wodl(notate una certa somiglianza con qualcuno?)



Mike World



Spero che le meccaniche di Super Mario siano chiare a tutte, perché questa sua fotocopia sbiadita e stropicciata le ha copiate (male) in ogni piccolo dettaglio. Il protagonista, un certo Mike, basso di statura, grande naso, enormi baffi e due scarpe sottilissime, si muove incerto schiacciando con la sua massa corporea delle creature stranissime, che ricordano animali esotici tenuti in cattività da uno stilista. Armadilli colorati alcuni in grado di volare, coccodrilli che escono dai tronchi di albero, animali misteriosi giusti per una puntata di Mistero. Certo non manca la presenza delle tartarughe con il guscio lanciabile, evidentemente, la cosa più divertente al mondo da schiacciare, dopo le bolle della plastica per gli imballaggi. Mike deve raggiungere la fine del livello in fondo a destra, un pò come raggiungere i bagni di una pizzeria. Per muoverlo sono stati implementati pochi e semplici comandi touch; una croce arancione per direzionale il baffone e un tasto A e B per farlo correre e saltare. Un chiaro riferimento al Pad del NES, una periferica destinata a supportare altri titoli che non includessero necessariamente un salto e una corsa. Se questi due bottoni sono inscindibili dal gioco perché non nominarli diversamente, giusto per non dare l'impressione stare perculeggiando la Nintendo. Disprezzabile a livello massimo l'impossibilità di tenere premuto la corsa mentre si salta, per fare un balzo impegnativo e coprire una distanza maggiore, bisogna quindi premerli contemporaneamente, con una pressata del pollicione. Non proprio immediato, non proprio comodo. Se avete scaricato questo gioco, comunque meritate di soffrire.
Innovazione delle innovazioni, tirando testate dei quadrati gialli, potreste trovare delle monete (vi lascio indovinare cosa succede una volta che ne avete raccolte 100) oppure una strana pozione che, asseconda del colore, saremo in grado di sparare fiamme o di crescere, acquistando una possibilità di salvezza se dovessimo essere toccati da una delle creature ignobili che infestano i livelli. Nota di merito per la scelta della pozione invece che il fungo; risulta più pertinente per la mutazione e non propina al personaggio l'etichetta del tossico mangia funghetti ma da stronzo scola pozioni.
Raggiunta la fine del corridoio/livello non rimane che saltare sull'asta della bandiera e scivolare giù, per poi entrare in un castello dall'aspetto inquietante, se fino a ora qualcuno poteva ancora dubitare di trovarsi davanti a un clone di Super Mario, questo ultimo dettaglio scioglierà qualsiasi perplessità.
Se diamo un orecchio alla musica, questo verrà assaltato dalla musica principale di background. Scusate ho esagerato. Non è musica. E' una sequenza di sette note, suonate a casaccio, che si ripeteranno all'infinito, sino alla fine del mondo, entrandovi nella testa come una freccia penetra in una mela. Anche quando avrete disinstallato il gioco dal vostro tablet/barra/telefono, queste sette note rimbomberanno ancora nella vostra cassa cranica, picchiandosi con i neuroni che tenteranno di combatterle, ingaggiando una guerra che durerà per giorni. La sinfonia di Mike World si completa con l'assolo di Piano suonato da qualcuno che gli hanno appena sparato, quando perdete una vita. Fortunatamente non tutto il comparto è destinato all'inceneritore; la soundtrack del livello Boss-finale, anche se non è presente nessun Boss finale, è apprezzabile e gli effetti sonori sono decenti, rispetto al loop di sette note persistente.
Giudicare questo titolo non è facile, alla fine è sempre un omaggio al baffuto mangia funghi. Un'atto di riverenza verso la stessa Nintendo assente da questo mercato e ricolmo di omaggi della sua ludoteca. Certo non è facile valutarlo come giocatore sprovveduto, ma come giocatore esperto Mike World è merda fatta a pixel. Senza dubbi.
Voto: 1 Stelletta
Rapporto qualità/mario: 2
Alcune Recensioni degli utenti del Play Google...:
Ciao a tutti questo gioco li metto 5stelle perche'e bello non lo mai provat


Bello Stupendo,alcuni livelli sono facili altri difficili


E bellissimo Ma.arrivati al 3 la lettera F non fa più entrare e x questo lo disinstallato provo ad installarlo l'ultima volta spero vada bene.. aggiornate, ciauuuuuuu


Lo tiene mia cugina Lo tiene mia cugina


nico il gioco e bellissimi di sicuro perche ora lo scarico


Bello Bello.ank se lo devo ankora provare






16 feb 2014

Monuments Men

Questo è il titolo se non si è capito
In un sabato come altri, abbracciato da una debole pioggia, mi sono diretto al cinema con amici a vedere un film casuale. Appena entrati nella sala abbiamo capito subito che il titolo aveva un certo richiamo tra il pubblico, perché mancavano pochi posti liberi in sala. Ci siamo intrufolati alla prima cassa e la donna dietro il vetro di annuncia, con una vocina tipica delle casse automatiche nelle uscite dell'autostrada, che la fila centrale (che scelgo tipicamente per gustarmi il film, credo, assieme a altri milioni di spettatori) è disponibile unicamente in quarta fila, mentre in quinta fila dovevamo stare in posti laterale. Abbiamo scelto la quarta fila con sicurezza, abbiamo pagato e dopo aver speso qualche spicciolo in bibite e leccornie che si dimenticano di aver mangiato durante il film, siamo entrati giusto in tempo per vedere la pubblicità, in quarta fila laterale...
Non sapevo assolutamente niente di questo film, a parte il nome e la presenza di Bill Murray, Giorge Clooney, Matt Demon (anche qui armato con il suo sopracciglio ribelle) e Jhon Goodman. Immerso in questa mia innocente ignoranza, poso la giacca sulle mie gambe e aspetto che lo schermo venga inondato di colori.
La trama viene svelata in pochi secondi dall'inizio della pellicola, vicina a Bastardi senza Gloria e Operazione Valchiria, ma con una punta di ironia e due gocce di arroganza. In breve, catturata direttamente da Wikipedia è questa: "Un plotone dell'esercito americano, composto da critici ed esperti d'arte, direttori di musei, ed elementi simili durante la seconda guerra mondiale, ha il compito di cercare e recuperare ogni opera d'arte rubata dai nazisti, per poterle riportare negli Stati Uniti d'America e salvarle dalla volontà di distruggerle di Adolf Hitler"
Lo scenario è la seconda guerra mondiale, ma verso il suo epilogo, per questo motivo Monuments Men ha molto il sapore di una commedia e anche se non mancano le scene drammatiche, in proporzione non dominano sulla pellicola, cosi come le scene d'azione, praticamente ineesistenti. L'attenzione orbita attorno alla passione per l'arte dei protagonisti, che sono pronti a sacrificare la propria vita per recuperare tutte le opere d'arte trafugate dai tedeschi. Non sono guerrafondai, ma devoti verso un credo superiore che vive dentro quadri e statue e li catapulta nel conflitto, inizialmente come testimoni di una spietata guerra che non risparmia solamente le persone, ma anche libri e opere d'arte, poi inevitabilmente coinvolti in una guerra dai risvolti sempre più inquietanti.
Gli ingredienti per un buon film ci sono tutti e basta miscelarli come si deve, assieme agli attori. Infatti il film non funziona. Oppure fa parzialmente il suo lavoro.
Nelle quasi due ore di proiezioni ho visto un Quasi film; è un film sulla guerra, quasi, perché i tedeschi sono in rotta e fuggono cercando di salvarsi la pelle e bruciare le opere d'arte. E' una commedia quasi ironica, perché molti dialoghi sono noiosi e frammentari. E' quasi un film d'azione, perché i conflitti si vedono poco e se iniziano, sfumano sacrificati per un altra scena. E' un film quasi documentario, ma i riscontri con la vicenda, che sembra essere accaduta veramente, sono pochi e nascosti nei risvolti della trama.
Billy Murray che mi aspettavo di vedere più vivace, in questo film si limita a guadare il pubblico con il suo volto ironico e beffardo, che non ha bisogno di commenti, ma è saldato una figura che, assieme agli altri attori, è ridotto quasi a comparsa. Decisamente più in vista il ruolo di Matt Demon, che si contende la scena assieme a Clooney e a Glen Cloose. Quest'ultima attrice, finalmente, lascia quell'espressione da elfo strafatto, vista nel Signore degli Anelli e in Lo Hobbit, per una parte impegnata che la rende una delle migliori nel suo ruolo, del cast di questo film.
Uno dei maggiori difetti di questo film è che costruisce dei personaggi negativi, li fa odiare al pubblico, promette di renderli antagonisti di eccellenza e poi, con naturalezza, li fa sparire senza fatica, oppure dimenticare, sconfitti e battuti in partenza dalla bandiera Americana. Una vittoria a tutto campo senza sparare mai un colpo d'arma da fuoco.
Clooney voleva ricordare un manipolo di uomini in una caccia al tesoro senza precedenti e ci è riuscito, ma questa storia si dimenticherà presto, perché il suo quasi film non ha quella forza per lasciarla impressa nella nostra memoria.
Quando esco dal cinema, sopravvive alla visione una domanda, che penso sia l'unica si formi in ogni esseri umano dopo aver visto Monuments Men: Valeva la pena il sacrificio di persone e risorse per salvare tutte quelle opere d'arte?
Non sono adeguatamente istruito per rispondere a questo domanda, per questo mi limito a pensare che; se diamo la stessa importanza si alle persone, cosi come alle opere del passato, troveremo un giusto compromesso per non sacrificarli entrambi.
Comunque è più sopportabile la presenza di un vecchio quadro, piuttosto di un vecchio uomo che mangia, beve, dorme e disturba i cantieri sciorinando il suo passato glorioso.

18 nov 2007

Stranglehold: Recensione e pallottole.



E' un titolo uscito già da tempo, sia per Pc che per xbox, ne parlo ora perchè avevo da fare con la coltivazione di Ippocastani, se non mi crescono più alti di tre metri, non sono soddisfatto, perdonatemi se non riesco mai a essere aggiornato sui tempi; di certo non analizzo mai un titolo, senza prima averlo giocato come si deve, magari in fine sessioni dove volgo lo sguardo verso la finestra e vedo il sole albeggiare.
Il gioco in questione è un sparatutto, incentrato principalmente sull'azione e alcuni enigmi quali:"Chi ammazzo per primo? il cattivo spuntato dalla porta o l'uomo elegante con in mano una custodia per chitarra?"
La trama si volge in Cina, un poliziotto viene ucciso durante una retata per smascherare il colpevole di un torneo clandestino di:"un, due, tre, stella!". L'omicidio insospettisce uno dei suoi colleghi di lavoro, un certo Tequila, (il protagonista del film, ehm, del gioco). Il suo superiore, per risolvere la questione gli affida una missione nella vicina Taipei, alla ricerca di qualche indizio. Un pò reticente, Tequila gli risponde:"Io non ci vado Cazzo!" - quindi esegue, suo malgrato, l'ordine del capo nella maniera personale che lo ha reso famoso in tutti e quattro i cantoni cinesi; Spaccando tutto.
Entra nel mercato di Schede Madri all'aperto e chiede al primo che passa:"scusi, ha mica visto passare dei malviventi da queste parti?", quindi il mercato chiude improvvisamente, i commercianti sbaraccano tutto, e la folla si disperde, da una porta di legno escono a fiumi dei banditi, tatuati, sporchi, armati indossando un particolare capo d'abbigliamento che contraddistingue il criminale cinese da quello occidentale: la cintura di Hello Kitty. Tequila lascia una scia di morte, sangue e distruzione, è talmente bravo nel suo lavoro che, mentre spara al nemico, risponde al cellulare per sapere il credito della carta ricaricabile. il capo non è contento del suo modus operandi, cosi decide di mandarlo a nord a controllare un porto di navi sospetto, Tequila esegue e brucia ogni singola barchetta grazie anche a dei comodi bidoni esplosivi, posizionati accanto a costruzioni di legno. Nell'incendio muore il 54% della criminalità cinese, ma il capo di Tequila non è ugualmente soddisfatto:"Devi essere più discreto Jin! non puoi andare il giro e sparare prima di fare domande!". Cosi gli assegna una missione suicida; uccidere un boss mafioso. Il poliziotto si rimbocca le maniche, prende un taxi, entra nella villa del boss e gli spara, quindi si ricorda di fargli una domanda:"Lei fuma?" - "si" risponde il l'agonizzante boss.
"Fumare fa male" e il cattivo ha il tempo di chiedere un'ultima cosa:"Perchè ti chiamano Tequila ?"
"Perchè sono astemio"
Mentre torna a casa, Il protagonista riceve una chiamata dalla moglie:"Caro, mi compri le erbe da bagno al profumo di:"Margherita esotica del sud Nicaragua" che è finita?" - "Certo cara!" - le risponde mentre ricarica la sua Beretta da 132 colpi. Il poliziotto entra nel supermercato più vicino e, dopo ore di stenti e ricerche, fallisce miseramente la sua missione. Esce tranquillamente, mentre tutta la struttura collassa, in un vortice di fumo e fuoco, dovuto alla detonazione di un estintore centrato da una pallottola di Beretta.
La dinamica del gioco non è lontana dai titoli che si possono trovare su M.a.m.e. quali:"Galaga", "Xevious" e "Operation Wolf", perchè il principale scopo di SH è Sparare, quindi Sparare e ancora una volta Sparare. Mirare tutti e tutto, aiutandosi con il blasonato:"Bullet Time" (qui viene chiamato Tequila Time, come inno alla fantasia)e alcune modalità di sparo altamente spettacolari, quali:"L'allegro girotondo della morte", il:"Yuri Cecchin" e:"La danza della mattanza" che si attivano ogni qual volta eseguiamo un uccisione spettacolare, mentre saltiamo da dieci metri o corriamo su una ringhiera, oppure mentre cambiamo il toner alla stampante laser. L'azione si sussegue senza grandi colpi di classe, la vera innovazione sta nella possibilità di distrugere tutto, o in parte, la struttura del livello sparandogli e, non solo, utilizzare a proprio vantaggio i svariati oggetti che penzolano sopra le teste dei nemici, escludo dalla lista delle innovazioni, i bidoni esplosivi, che sono una cosa vista e stra-vista e, sinceramente, ci ha anche rotto i bidoni...
Se non vi bastassero ancora questi aiuti per proseguire, ogni ondata di criminali c'è un bel check point (dimenticatevi il quicksave, che siete capaci di utilizzate ogni kill per minimizzare le perdite di tempo) e tre difficoltà selezionabili quando vogliamo, dalla:"Ho una mira che riesco a mancare, armato di bazooka la Morte Nera a due metri di distanza" alla:"E' tutta qui la tua potenza Saruman?", passando per la:"Sono un giocatore esperto, ho giocato milioni di sparatutto, però qui non ho voglia di perderci tanto tempo".
Graficamente è spettacolare, a volte caotico ma con una fisica messa in piedi con lo scopo di rendere qualsiasi azione, anche la più misera come spremere un limone la mattina, spettacolare. Non esiste secondo nei momenti più concitati, che non sia presente un qualche movimento estremo, qualche scena devastante, delirio pirotecnico di fuoco, fiamme e intonaco che si frammenta. Gira bene anche sul mio anziano Pc (non vi dico la mia configurazione, sono già stato perculeggiato abbastanza) e la combinazione più bella del mondo; Mouse e Tastiera, da il meglio di sè, riuscendo a integrarci nel mondo di Stranglehold e darci pieno possesso di ogni azione, riuscendo a mirare laggiù, dove nessun pad è mai giunto prima.
Francamente, le musiche non le ho ascoltate molto, ci sono quei rumorosi effetti sonori, di spari, urla e crinimali che urlano:"Uccidetelo" che non danno il tempo per riconoscerle nel marasma. Nota dolente sul doppiaggio italiano; tutti i doppiatori hanno un tale entusiasmo, che sembrano usciti da una party in cui, tutti gli altri hanno limonato, tranne loro.Oppure hanno prese gente di strada, che vive di elemosina. Meglio il doppiaggio originale.
VOTO: 7
Un titolo che si finisce in poco tempo (dipende, io ho frammentato l'orario, giocandoci 1 oretta ogni 2/3 giorni e mi è durato quasi un mesetto..) ma che sa fare divertire, come una barzelletta detta da un balbuziente. Lo consiglio a chi è piaciuto Max Payne anche se, quest'ultimo, come narrazione e atmosfera prende a calci sul didietro Stranglehold.