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29 apr 2018

I Pronipoti: La sigla.

Hanna & Barbera sono animatori che, nel corso della loro sfolgorante carriera, hanno sfornato serie animate indimenticabili come i Flintstone e altre meno conosciute come The Herculoids (che ricordano veramente in pochi)
E' mia intenzione, quindi, fare una blanda analisi della sigla di una delle loro creazioni dotata di innocenti congetture su come sarà il futuro prossimo, deliziosamente armonizzate in gag divertenti per grandi e piccini:
I Pronipoti (Jetsons, la famiglia del futuro).
https://www.youtube.com/watch?v=FyinD6ZDqeg&t=2s


I Jetsons sono una famiglia Americana di in un futuro molto lontano, che abitano in case tecnologiche a quote di altezza vertiginose.

[caption id="attachment_10666" align="aligncenter" width="428"] Non sono un geometra, però quel metodo di sostegno non mi sembra molto affidabile.[/caption]

In questa classica sigla viene presentata la famiglia Jetsons a bordo di una auto volante con un motore che produce un suono simile a quello della caffettiera che sta per esplodere.

[caption id="attachment_10667" align="aligncenter" width="425"] La colpa è anche loro se speriamo in un futuro con la auto volanti.[/caption]

Complice la fretta o la voglia di liberarsi dei parenti prima possibile, Mister Jetson con l'autoveicolo in movimento, spedisce il figlio più piccolo Elroy dentro una capsula eiettabile direttamente alla sua scuola sospesa nel cielo.


Arriva quindi il turno della primogenita Judy che dopo un caloroso abbraccio, viene espulsa anch'essa dalla macchina volante...
...per raggiungere l'High School orbitale, completo di campo da footbal protetto da cupola per evitare che gli studenti volino via mentre giocano. Diversamente possono farlo se girano nel cortile attorno alla scuola.
Infine arriva la moglie Jane che allunga la mano per chiedere soldi al marito e esibendosi in questa scenetta...
soldi e donne, solito discorso

...prima di raggiungere incapsulata il Centro Commerciale, anch'esso sospeso chissà a quanti chilometri da terra.

George Jetson raggiunge finalmente il parcheggio da lavoro e dopo essere atterrato, con un gesto piega l'auto trasformandola in una valigetta del colore di alieno malato, quindi una piattaforma mobile lo trasporta direttamente nel suo ufficio dove potrà oziare tutto il tempo, stravaccato sulla sedia davanti a una scrivania completamente vuota.

Concludendo, Hanna & Barbera hanno pronosticato un 2063 con le seguenti particolarità:

1 - Le auto volanti non producono traffico perché non hanno bisogno di fermarsi per fare scendere le persone.

2 - Il lavoro da casa non esiste.

3 - La forma di pagamento più usata sarà il Contante.



 

6 nov 2017

Chi ha ispirato Cuphead.

Mi ero ripromesso, prima o poi, di scrivere una mini guida sulle opere degli anni 30, di mia conoscenza, che hanno influenzato la realizzazione del recente capolavoro videoludico chiamato:"Cuphead".  Però oggi ho trovato un utente di Youtube che è riuscito nell'intento meglio di quanto avrei potuto fare io, pubblicando un paio di video comparativi estremamente efficaci.
Per questo meritano uno spazio nel mio Blog:
Parte1:
https://www.youtube.com/watch?v=Kyj425wVWNs
Parte2:
https://www.youtube.com/watch?v=64vBvmxulEE&t=2s

23 ott 2017

Riflessione sui Puffi.

Sono piccole creature blu, che vivono felicemente nella foresta, braccati dal malvagio Gargamella e il suo perfido gatto Birba.
Un puffo che sta puffando un puffgelato.I Puffi, li conosciamo tutti, sono entrati nell’immaginario collettivo da prima che nascesse l’europa, da prima che arrivasse il Digitale Terrestre, ancora prima dei Social. Non dibatterò sulla storia delle Puffetta e del fatto che questa povera creatura, sia l’unica femmina presente in un villaggio abitato esclusivamente da 100 maschi (c’è da dire che, anche nelle ultime puntate, dove comparivano nuovi puffi bambini e bambine, il numero dell’intera comunità non è mai salito oltre il 100 unità). E’ un argomento usato anche troppe volte, degno di una sceneggiatura da film a Luci Rosse e un soggetto discusso anche nel film; Donnie Darko (se fate un salto su youtube potete vederlo).
Niente di tutto questo, sono qui a discutere di un dettaglio che pochi hanno preso in considerazione.

Il loro modo di comunicare è sempre risultato singolare e spiritoso, perché nella loro lingua, spiegata a Jhon e Sol Fa Mi nell'episodio Pilot della serie (credo, anche del fumetto) la parola:”Puffo” può venire usata sia come verbo, che come aggettivo. Nonostante questa particolarità, che renderebbe qualsiasi lingua altamente incomprensibile in qualsiasi cultura, i Puffi colloquiano amabilmente senza fraintendersi e si divertono a prendere in giro noi umani che, nella nostra puerile cultura, possediamo un dizionario cosi variegato. Che stolti che siamo!.
Sentendoli nei loro discorsi – “Sono puffato nel bosco per prendere delle puffbacche, da un cespuglio è puffato Puffo Brontolone, che mi ha puffato fino alla sera”
Potremo interpretarlo come:”Sono andato nel bosco per raccogliere delle puffbacche, da un cespuglio è sbucato Puffo Brontolone che mi ha dato aiutato sino alla sera” e intenderla anche cosi:

“Sono inciampato nel bosco per prendere delle puffbacche, da un cespulgio è comparso puffo Brontolone, che mi ha inculato fino alla sera”
Una frase, che può sembrare innocente come questa:”Ieri nel villaggio abbiamo puffato una festa, Puffo cuoco ha puffato la torta, puffo Musicista si è messo a puffare, mentre la Puffetta girava per la piazza, tutta puffata!”
potrebbe apparire a noi cosi:”Ieri nel villaggio abbiamo fatto una festa, puffo cuoco ha bruciato la torta, puffo Musicista si è messo a fumare, mentre la puffetta girava per la piazza, tutta arrapata!”.
Non c’è una logica, che permette a noi umani di interpretare adeguatamente un simile linguaggio, per questo in ogni puntata dei Puffi, il loro vocabolario subiva un drastico ridimensionamento, tanto che nelle ultime puntate, i piccoli omini blu alti due mele o poco più, parlano come noi e la parola:”Puffo” compare raramente e quando le occasioni lo permettono, cosi il pubblico a casa, può comprenderli meglio.
Tipo: “Guarda arriva Gargamella! Presto Puffiamo viaaaa!”
I bambini a casa vedevano i puffi scappare e non servivano spiegazioni.
Strano che nel loro linguaggio non siano presenti imprecazioni con lo stesso stile, come:”Puffferbacco!!” o anche:”Porca Puffana!” oppure:”Vattela a pigliare in quel puffo!” e il classico “Vaffapuffo!”, avrebbero reso il cartone più scanzonato.
Con questa analisi non voglio disprezzare la creazione del mitico Peyo, che ha intrattenuto per tante ore, davanti alla tv, milioni di bambini (me incluso), ma volevo solamente puffare il variopinto mondo dei puffi in una puffata che mi sembrava degna di essere puffata, senza ulteriori puffate.
Con questo, vi puffo alla prossima puffata di questo blog.

22 ott 2017

L'ultima Puntata: Goldrake

Sono stato adolescente in un periodo ostile per lo spettatore televisivo. Riuscire a guardare una serie completa del proprio cartone preferito (che oggi si chiama:"Anime") era un'impresa impossibile perché in momenti randomici e poco graditi della stagione, resettavano il palinsesto e si iniziava dalla prima puntata.
Una punizione infernale che trasformava tutti gli spettatori in Sisifo moderni.
Non esistevano il numero di reti televisive che adesso affollano oggi la frequenza digitale, (ai quei tempi, analogica) sia la Rai (in quel periodo, dotata di soli due canali) che le reti private, usavano la strategia del reset per allungare la presenza di una serie animata di successo, trasmettendo raramente l'epilogo finale.
La causa principale, molto probabilmente, era da imputare alla scarsità di cartoni disponibili in quel periodo.  Infatti, se contiamo le puntate complessive di tutte le serie animate storiche, scopriamo che bastavano poche settimane di palinsesto per trasmetterle tutte.
Nella mia carriera giovanile di spettatore seriale, non ho avuto il privilegio di godermi la puntata conclusiva di nessuna serie e, per questo blando motivo, ho indagato sull'epilogo di ogni cartone animato.
Questo è il finale di:"Goldrake: Atlas Ufo Robot", trasmesso in italia e resettato più volte, iniziando dall'Anno Domini 1978:

La terra è testimone degli attacchi dei Vegani del pianeta Vega.  Centri strategici mondiali di elevata importanza vengono ignorati dagli attacchi Alieni, che sono interessati a nuocere solamente il Giappone. Il settore maggiormente colpito da questo conflitto è il Turismo e nessuno vuole più visitare il Sol Levante.
In una battaglia epica dalle animazioni approssimative, Actarus urla come una massaia quando il suo enorme e robusto robot viene colpito e Goldrake cade a terra, sconfitto da un mostro, che sembra assemblato da un adulto ubriaco che gioca con i Lego.
Il Re Vega annuncia la sua conquista su ogni frequenza televisiva mondiale:"Io sono Re Vega e da oggi il Giappone è mio!" Segue risata catarrosa.
Il Presidente degli Stati Uniti si pronuncia al suo popolo in un dialogo indimenticabile:"Siamo consapevoli che non siamo soli nell'universo, però se questi Vegani se la prendono solamente con il Giappone, fottesega."
Nel frattempo, il Papa lancia il suo appello di speranza e pace:"...inoltre chiedo a questi Alieni, anche loro creature di Dio, che abbandonino i loro intenti malvagi contro un paese pacifico, ricco di storia e opere animate con tentacoli che sollazzano in modo birichino le ragazze..."
Mentre il popolo mondiale si chiede come mai Sua Santità conosca certi particolari sull'animazione Giapponese, anche la Svizzera comunica le sue intenzioni:"Abbiamo preso visione della crisi e siamo rammaricati. I nostri Istituti Bancari sono pronti e idonei a accogliere l'utenza Vegana, per il resto fottesega."
In questo momento di disperazione e sconfitta, nella mente di Actarus compare un'idea folgorante per fermare il nemico.
Nel giro di poco tempo e con l'aiuto di tutti i suoi amici e della sua compagna Venusia, mette in piedi il primo Agriturismo Vegano che chiamerà:"Il Disco Volante."
Aperto, svogliatamente, tutti i giorni.
fine goldrake
E' un successone!.
Il Re Vega rimanda i suoi piani di conquista per dedicare la sua vita alla ricerca del sapore sostenibile e la sua flotta bellica viene smantellata nel giro di poco tempo, grazie agli zingari.
La base segreta sulla Luna, che oramai tutto il mondo conosce, diventerà un argomento acceso dei complottisti di tutto il mondo, in quanto non credono che L'uomo sia stato sulla luna, figuriamoci l'Alieno.
Actarus e Venusia si sposano con una cerimonia incantevole e quella notte fanno finalmente l'amore dopo tanti anni di privazione, per colpa dell'invasione Vegana
Eccovi la scena inedita:





Fine.

1 nov 2014

Grazie Mary Poppins.

Esistono classici cinematografici che il pubblico non ha dimenticato, opere d'arte che hanno installato nel nostro immaginario, personaggi fantastici. Non è detto che possano piacere a tutti, per esempio a me non mi è mai andato a genio questo:
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Prima di analizzare questa opera avveniristica uscita nel 1964, dove convivono attori veri assieme all'animazione classica, (in pratica il tris-nonno di Roger Rabbit) devo puntualizzare la mia avversione a qualsiasi tipo di Musical. Non li sopporto, specialmente quelli in mezzo a cartoni animati o nelle commedie. E' mia opinione personale che la musica andrebbe lasciata da sola, usata come colonna sonora. Rifiuto i molesti interventi musicali che scattano all'improvviso, specialmente nei classici della disney, quando tutti si mettono a suonare e cantare allegri e presi da ridarella incontrollata. Ibridi musicali che andrebbero lasciati a teatro, dove la tradizione li rende più pertinenti e godibili. Questo mio odio non ha salvato neanche:"Frozen"; dove ogni momento è giusto per cantare e ballare:
Lavoriamo nel ghiaccio facendoci un culo cosi: cantiamo! la la la! la la la!
Arriva la bella principessa con i suoi poteri mutanti: Balliamo! tu tu ta ta ta taaaaaaa
Toh, sono morti i suoi genitori in un incidente: Cantiamo e Balliamo! la la laaaaa la la laaaaa!
Inutile aggiungere che non sono riuscito ad arrivare alla fine del lungometraggio, ma ne parlerò in un futuro blog.
La mia ostilità verso i Musical cinematografici, in questo caso, non influenza la mia antipatia verso Mary Poppins, le ragioni sono molteplici e rimangono tali anche dopo aver visto il recente:"Saving Mr Banks" (che consiglio, per due motivi: 1 è un interessante documentario/film, 2: non è un musical) che chiarisce alcuni aspetti del personaggio ma che comunque non da niente in più alla pellicola originale, oltre a una scontata pubblicità:
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Musica, titoli di testa. Dopo la sigla possiamo osservare Mary Poppins, seduta sopra una nuvola, che si aggiusta il trucco e la capigliatura senza levarsi il cappello, pochi secondi per intuire quanto il personaggio sia eccentrico, vanitoso e altolocato. In questo scatto sembra che consulti il suo cellulare.
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Decisamtente più carismatico è Bert, interpretato dal dinamico Dick van Dyke. Il suo sorriso è coinvolgente, quando compare sullo schermo irradia una positività senza confini. Per me è la vera anima del film ed è lui che lo conduce, interpretando in maniera più che degna anche l'anziano direttore di banca.
Infatti L'Oscar l'ha vinto Julie Andrews.

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La storia è la seguente; Nella famiglia Banks i figli sono cosi pestiferi da far scappare via la bambinaia, siccome i genitori hanno di meglio da fare che educarli, li invitano a scrivere un'inserzione per il giornale e descriverci come vorrebbero la prossima Tata.
I piccoli poi la leggono al babbo, cantando con voce stridula e spaccando tutti i bicchieri di cristallo in cucina. Le richieste dei piccoli sono per Mr Banks troppo fantasiose ma promettendo ugualmente di farla pubblicare, butta l'inserzione nel camino non appena i figli vanno a dormire.
Il foglio spezzettato si anima e vola via dalla canna fumaria, raggiungendo la vanagloriosa donna appollaiata sulle nuvole.
Il giorno successivo, fuori dall'uscio c'è la coda di potenziali Tate richiamate dall'inserzione scritta da Mr Bank. Persone che hanno bisogno di lavorare....
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...che vengono portate via da una folata di vento, scaraventate con violenza dalla strada. Chi è l'artefice di questa forza demoniaca?
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E' quella stronza di Mery Poppins, che abusando dei suoi poteri conferitegli dalla Disney, si sbarazza della concorrenza e plana con arroganza verso la casa. I colori, l'illuminazione o Londra celata dalla nebbia riescono a donare a questa scena un tono inquietante, simile all'inizio di un film horror.
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La famiglia Banks viene sconvolta con i metodi poco ortodossi della nuova Tata. Mary Poppins, invece di educare i bambini, insegna loro che schioccando le dita si può mettere in ordine la cameretta, facile cosi eh?. Poi apre la finestra e con due dita prende un uccello. Detta cosi sembra uno spezzone di un film porno (musicale), invece no:
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In  questa scena si è manifestata l'antipatia verso questa Strega mancata; il suo atteggiamento verso i bambini è magnanimo con momenti di vanità e scaturisce alcuni sospetti. Sembra quasi che li prepari per mangiarseli da un momento all'altro, questa boriosa baby-sitter che si atteggia per i suoi poteri senza limiti.
Voglio vedere se fa tanto la figa, contro un Super Sayan.
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Invece di studiare o fargli fare i compiti, la Tata vizia ulteriormente i bambini portandoli dentro un cartone animato; Io avrei chiesto di visitare Mazinga o Dragonball, invece si infilano dentro un mondo anonimo, intrattenendosi a ballare con dei pinguini e partecipano a una goffa caccia alla volpe. L'antipatia della protagonista raggiunge il picco massimo quando si atteggia verso il suo compagno di balli Bert, con quell'espressione inequivocabile:"Sei bravo a ballare però non te la darò mai!". Cercando di convincerla diversamente, l'uomo si inventa un neologismo:"Supercalifragilistichespiralitoso" che per lui vuol dire:"Facciamo sesso ora, dentro un cartone animato non l'ho mai fatto", mentre per Mery Poppins significa:"Qui comando io e facciamo come dico io".
Il film va avanti con coreografie fantasiose e canzoncine ipnotiche.
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Di ritorno a casa Mr Bank non tollera i comportamenti della nuova Tata e, dopo aver sentito le loro esperienze con Mery Poppins, vuole inculcargli il valore dei soldi; perchè invece di una Baby-Sitter, non ha assunto un commercialista?. Cosi li porta in Banca cantando quanto sia importante risparmiare da giovani, per aumentare il debito da grandi. I bambini non capiscono la gravità del discorso e in puro stile Disney, fanculizzano il padre, la banca e scappando via, mentre scatta il panico tra i correntisti.
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Bert li ritrova mentre sta facendo lo spazza camino (è l'unico che lavora qui dentro) una volta accompagnati a casa, si fa aiutare in nero per pulire il camino. Non fanno tempo neanche a iniziare che vengono risucchiati dalla canna fumaria, già che sono sul tetto perché non ballare e cantare?
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Vengono coinvolti anche altri spazzacamini nascosti nei comignoli, sempre pronti a fare quattro salti al primo pazzo che glielo chiede. Saltando con allegria e piroettando per casa sparpagliando fuliggine e odore di mattone bruciato. Farà parte del mestiere?
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Nel frattempo Mr. Banks viene licenziato per colpa dei suoi figli ritenuti troppo bambini. Comprendendo quanto il mondo bancario sia noioso e gestito da gente quadrata, vagabonda nella notte rivedendo la sua vita. Torna a casa il mattino felice come non mai e saluta la moglie dicendole:"Supercalifragilistichespiralitoso!". Lei capisce e risponde:"Non qui, di fronte ai bambini!". Nel suo viaggio notturno ha compreso quanto sia importante la famiglia e di quanto tempo abbia perso nel lavoro, invece di dedicarlo ai figli. Quindi passa la giornata assieme ai due piccoli a far volare l'aquilone, mentre sta pensando al lavoro.
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Scena finale, tutti felici e contenti mentre Mery Poppins, in disparte, parla con il manico del suo ombrello; il suo unico amico. E' sola e dimenticata dalla famiglia; consapevole che le attenzioni dirette verso il redento capo famiglia, sono da attribuirsi al suo lavoro.
nelson_ah_203 (1)Ben gli sta!
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Priva della gratitudine della famiglia e dello stipendio, la bambinaia amica degli uccelli apre l'ombrello e prende il volo, lievitando verso il suo mondo arredato da poltrone di vapore acqueo.
Grazie Mary Poppins!.


Grazie, stocazzo!


Musica Finale e titoli di Coda.

25 set 2014

Il Cartone degli Anelli.

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Trovo per me difficile parlare di un libro cosi vasto e epico il:"Signore degli Anelli". Ho una sorta di timore reverenziale verso Tolkien, generato dal fatto che è stato il primo libro fantasy che ho letto nella vita. Nonostante la sua lunghezza che in altri generi mi avrebbe demoralizzato, quella trilogia allora inedita in Italia, ha saputo scatenarmi quelle fantasie già alimentate da videogame e fumetti, che a distanza di anni, continuano a galoppare nella prateria dei miei pensieri. Se l'opera di Tolkien per me è intoccabile, non posso dire la stessa cosa della sua ultima traduzione cinematografica.
Jackson è riuscito a convincere un pubblico non avvezzo al genere e a accontentare un pochino i tolkieniani . Ha interpretato il viaggio degli Hobbit in qualcosa di nuovo, moderno e spettacolare, ricavandoci una pregevole trilogia per tutti i palati, anche se molto distante dalle atmosfere evocative e celtiche del Libro.
Comunque non sono qui a discutere sulla diversità tra libro e film, in rete c'è qualcuno che saprà farlo meglio di me. Il mio bersaglio di oggi è un prodotto uscito anni prima della trilogia di Jackson, per l'esattezza nel 1978, che il pubblico ha dimenticato :


Il signore degli Anelli (Il Cartone Animato)


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Un progetto ambizioso,  diretto da Ralph Bakshi e costato ben 4 milioni di dollari, che per l'epoca non erano mica pochi per un cartone animato. Il merito di questo lungometraggio è quello di possedere una fedeltà assoluta verso il racconto di Tolkien, migliore in molti aspetti alla trilogia di Jackson. Purtroppo però la qualità grafica del cartone è altalenante e alterna momenti piacevole animazione a minuti di merda colorata. Come è potuto succedere che, una licenza cosi importante, sia stata generata in maniera cosi discutibile? Non conosco i dettagli di come è avvenuta la produzione o la post-produzione di questo cartone, però sono stati fatti troppi errori, del tipo:


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Il Rotoscoping:
"l rotoscoping, rotoscope, o rotoscopio è una tecnica di animazione utilizzata per creare un cartone animato in cui le figure umane risultino realistiche. Il disegnatore ricalca le scene a partire da una pellicola filmata in precedenza. In origine, le immagini filmate in precedenza venivano proiettate su un pannello di vetro traslucido, dove fungevano da supporto per l'attività di disegno.
Recentemente questo congegno è stato sostituito dal computer" - Wikipedia
Sono cosciente di analizzare un cartone prodotto fine anni 70; allora non c'erano certo gli strumenti che possiedono gli studi cinematografici odierni. Il Rotoscoping è stato utilizzato anche dalla Disney in maniera più sobria. La maggior parte delle scene in cui si può ammirare questa tecnica (diciamo tutte) sono scure e fanno a cazzotti con il resto dell'animazione tradizionale. Più che a ridisegnare la pellicola filmata e farne un cartone animato, sembra più che si è scelto di lasciare il filmato grezzo originale aggiungendo qualche effetto di tratteggio giusto per renderlo più sporco. Dietro questa opera di distruzione vivono delle figure importanti per il racconto, come:
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Gli Orchi:
Sono tutti animati con l'utilizzo del Rotoscoping e possiedono un volto completamente nero, con due occhi rossi fiammeggianti, avvolti in abiti di seta scuri e impugnano armi di svariato tipo, mi piacerebbe quale tipo di armi utilizzino, però non si vedono granché bene neanche quelle.


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Ecco un gruppo di Orchi al festival di Woodstork, mentre aspettano il concerto degli Orchin Stone.
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I Cavalieri Neri, sono proprio neri. Niente da obiettare.
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In questo momento concitato, un Orco disintossicato dal colore incontra il rosso.
Come potete immaginare, non è solo il Rotoscoping l'unica cosa che non funziona nell'opera di Bakshi, altre pregevolezze non riuscirò mai a digerirle. Si lo ammetto, ho avuto il coraggio di rivedere più di una volta questo cartone; primo perché sono uno schiavo del Signore degli Anelli e secondo perché mi piace il dolore.
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Le proporzioni di Gimli sono state liberamente interpretate dai disegnatori, senza il metro. Piuttosto che disegnarlo basso di statura, l'hanno creato di una spanna più basso dell'Elfo Legolas. Come se non bastasse Gimli è anche calvo.
Dove  sono finiti quei bei nani pelosi di una volta?
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Ecco l'ottavo Nano in tutta la sua altezza: sulla destra.
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Altro personaggio caratterizzato da: MEH! è Gollum, conosciuto anche come Smeagol dai vicini del piano terra. L'emaciato schiavo dell'anello si rivela pitturato di un colore stile arrosto bruciato, talmente invadente da coprirlo tutto. Anche il suo esile perizoma possiede lo stesso smalto; cosi gli artisti hanno risparmiato tempo e denaro con una pennellata dello stesso marrone per tutti i fotogrammi. Anche nelle animazioni della creatura i disegnatori hanno fatto gli straordinari, intesi come vacanze...
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Non sembra un compagno di Skeleton dei Master of The Universe?
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Ok Il Rotoscoping non è riuscito proprio bene, però come la mettiamo con il disegno tradizionale? La qualità si mantiene su livelli medi senza mai eccellere in pregevolezze, il tratto rimane sempre sobrio senza troppi dettagli di contorno, anche gli scenari sono un buon contributo alle ambientazioni di Tolkien. Purtroppo le proporzioni, fanno cilecca ogni tanto e specialmente negli Hobbit, il cartone si diverte a mostrarci occhi deformi e sguardi buffi.
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Questo gaio personaggio è Legolas; sorriso sbarazzino, occhi enormi e stralunati, più che un Elfo a me ricorda lui:
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Dategli un arco e delle frecce e partecipa anche lui alla gara di chi ammazza più Orchi nel Fosso di Helm.
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In questa famosa scena del racconto, il Balrog affronta un fiero e coraggioso Gandalf. La drammaticità dell'azione è rovinata dalla nemesi del Grigio, che oltre a muoversi in maniera impacciata come un elefante con i tacchi a spillo e possedere delle ridicole ali da farfalla, combatte con la sua spada fiammeggiante in un breve combattimento che avrebbe richiesto qualche faretto di luce in più.
Fuggite Sciocchi!
E dove, che non si vede un cazzo!?
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Infine, dopo che il cartone finisce di raccontare, in due ore spaccate, la storie dei primi due libri della trilogia (in realtà:"Le due Torri" viene rivelato  in parte), una specie di lieto fine precede i titoli di coda con una musica trionfale.
Il film è finito e potete svegliarvi.
(S)Fortuna per voi che la produzione non si è mai organizzata per produrne un seguito, nonostante i buoni risultati al botteghino. Quindi Il Signore degli Anelli (cartone) è un opera orfana che non si è mai conclusa come meritava.
Sembrano prevalere i difetti più che i pregi, in realtà questo cartone è tutt'ora guardabile, nonostante i continui pugni negli occhi del Rotoscoping. Lo consiglio prevalentemente ai fans dell'opera di Tolkien e a quelli che, come me, non sono completamente soddisfatti del lavoro di Peter Jackson. Certo sono io che affermo queste cose e poi, da bravo stronzo, a Dicembre so già che andrò al cinema per vedere la terza parte del frammentato "Lo Hobbit".
Cosa volete farci, sono curioso e mi piace il dolore.
 
 
 

28 mag 2007

Il cartone intramontabile...


Heidi
puntata numero 231

Nella vallata degli alberi che fischiano, un chalet di legno che sembra essere uscito fuori da:"La Casa" di Sam Raimi prende posto nel verde più verde che solo la montagna può avere. I pini germogliano, gli abeti torreggiano e l'erba non è buona da fumare, quindi è ancora tutta dove la natura l'ha posata, senza segni di deturpamento.
Heidi e suo nonno si svegliano molto presto, mungono la mucca per il latte, levano il pane dal forno, farciscono i cannoli con la crema preparata la sera prima e leggono il giornale scritto di loro pugno in un foglio di carta. Sono una famiglia piccola, è vero, ma autosufficente, senza i bisogni che la vita moderna mette sotto i nostri denti ogni giorno.
Mentre Heidi esce di casa correndo e urlando al mondo quant'è felice di vivere sui monti, dalla valle arriva Peter con il suo gregge di pecore al seguito, una faccia sonnolenta, borbottando al mondo intero quant'è grande la sfiga nel nascere in una famiglia povera, di montagna, con una nonna cieca a suo carico.
"PETEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEER" - gli urla Heidi a pochi centimetri dall'orecchio?
"Cosa vuoi? perchè urli?" risponde il ragazzo vagamente scazzato.
"oggi andiamo a vedere il burrone gigante?!" - gli domanda lei con qualche decibel in meno.
"Ok, cosi magari ti butto giù..." - riponde l'allegro peter.
Quindi i due partono e mentre Heidi fa ciao, ciao al nonno per qualche chilometro, al vecchio viene il primo dubbio della giornata:"La bambina non è mica un teletubbieS?"
Le pecore e i bambini raggiungono un bel punto della montagna, mentre i bovini brucano pazientemente, pesanti, Heidi si avvicina la burrone li vicino, lo guarda con i suoi occhi grandi e scuri con insaziabile curiosità.
"PETEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEER" - infine gli urla.
"Che c'è?" - dice lui, svegliandosi dalla sua pennichella giornaliera, cioè dalle 10 alle 18.
"Guarda quando è profondooooooooooooooooooooooooooooooooo!"
Il ragazzino, con una foglia in bocca, si avvicina alla piccola Heidi, guarda il burrone, fa un fischio di approvazione e, infine, la butta giù con un colpo di gomico.
"Eh, sfortuna" - borbotta - "heidi è scivola giù, sono cose che succedono".
Nella caduta, Heidi va a sbattere su una strada provinciale, prende in pieno l'asfalto, provoca un buco profondo metri, arriva Road Runner, conosciuto anche come BEEP BEEP (tipo un dobbio insulto censurato), ci finisce dentro e muore pure lui, il famoso Willy E il Coyote, arriva e se lo mangia, dopo averlo fatto rosolare per qualche ora, certo viene un pò troppo speziato, ma rimane comunque una delizia.
Con queste ultimi frasi mi sono levato due sfizzi ideologici che mi attanagliano sin alla mia infanzia, in poche parole ho fatto ammazzare Heidi che, al giorno d'oggi, mi da più fastidio di un sassolino in una scarpa mentre gioco a scacchi e ho fatto acchiappare Road runner, che da anni sfugge via alle grinfie del coiote poveraggio e sfigatissimo.
Ogni tanto bisogna prendersele certe soddisfazioni, si vive una volta sola, almeno le altre non me le ricordo...