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8 lug 2015

Le Bolle del Re.

bolla1Non è stata molto simpatica l'uscita della King, software house del gioco che sto andando a analizzare, il giorno in cui ha scatenato polemiche a non finire cercando di lucrare le royalty delle parole "Saga", (andandosi a scontrare con i creatori di un altro gioco:"The Banner Saga") e "Candy". Non so come è andata a finire la vicenda, fatto sta che a quanto pare le saghe continuino, mentre le caramelle sembrano essere finite e lo dimostra questo titolo, disponibile su Meladipositivi e Androidispositivi.
In breve questo Bubble Witch 2 Saga è un clone molto vicino a Puzzle Bobble. Che se non lo conoscete, o siete nati dopo gli anni 90, oppure siete semplicemente distratti. In ogni caso è meglio fare un breve riassunto:
Puzzle-Bobble-Free
Utilizzando una catapulta si sparano delle bolle colorate, che una volta lanciate contro una fila o un gruppo di bolle dello stesso colore, esplodono cadendo nel fondo dello schermo, liberando l'area di gioco e aumentando il punteggio. Una volta liberato lo schermo da tutte le bolle, il livello si conclude per iniziarne uno nuovo, leggermente più difficile.
Bubble Witch 2 Saga è identico come dinamica ma cambia tantissimo nello svolgimento. La sua anima di Arcade viene completamente dilaniata da una modalità pesantemente condizionata dagli acquisti in-App. Il numero dei livelli è impressionante, visto che vengono aggiunti a discrezione della King. A ogni tentativo per progredire nell'infinito sentiero della strega lancia bolle serve un cuoricino che, una volta esaurito, bisogna aspettare per rigenerarlo, pregare di farceli donare da un amico mandandogli un invito a ore in cui lui dorme, oppure trascrivere il numerino in rilievo della carta di credito, nel relativo store. Per completare un livello, non basta la semplice bravura; le bolle a disposizioni sono limitate e il random dei colori molte volte è un vero bastardo, dandoci in sequenza lo stesso colore, troppe volte inutili per liberare un folto numero di bolle. Sembra che, anche quando la partita sembra genuina, un algoritmo stronzo piloti la giocabilità in qualcosa di artificioso, specialmente nei livelli più avanzati del gioco, facendoci sprecare molti cuoricini in sequenze inutili di colori.
Un vero peccato visto che Bubble Witch 2 graficamente è colorato e appagante, con musiche dalle sonorità pacate e per nulla fastidiose. I comandi sono efficaci e fluidi, ottimizzati talmente bene che riescono a superare in qualità la conversione in HD di Puzzle Bobble HD su Tablet.
Insomma, una buona tecnica al servizio del vile denaro.
Sta diventando un'abitudine su questo tipo di dispositivi, purtroppo.


Alcune Recensioni degli utenti:


Utente 1:



Bubble witch 2 saga Bello,ma dopo l' ultimo aggiornamento non si apre più: (


Utente 2:


Dov'è il gatto nero??????? -_________________- mi potete risolvere il problema o lo disistallo


Utente 3:
Fantasticbubble Questo gioco è eccezionale, solo che mi arrabbio quando nn passo il livello.



Utente 4:

Questo gioco lo controllati voi, mi spiace ma credo che rinunciò , perché non mi lasciate vincere ? Ho visto che e tutto finto !



Utente 5:
Mi é piaciuto perchè ogni volta che superi un livello scopri delle fantastiche edperienze


Utente 6:
Sto gioco e troppo facile anche una persona stupida c'è la fa così glie do cinque stelle

23 giu 2013

Fanboyz

Chi di noi non è stato fanboy almeno una volta? e quanti altri, sono affezionati a un personaggio, una serie, un'idea, una fazione che riteniamo perfetta?
I Fanboys appartengono a una larghissima fetta di popolazione del mondo civilizzato, sono un gruppo eterogeneo di uomini e donne che possono assumere il ruolo di personaggi dell'Enteprise (i trekker, fanboys di star trek), Jedi (Fanboys di Starwars), sono quelli che guardano da innamorati i film del loro regista preferito, quelli che seguono con passione ogni spostamento e ogni parola del loro cantante preferito, quelli che tifano con ardore il proprio artista prediletto. Di per se, non c'è nulla di sbagliato ad essere un Fanboy o un Tifoso sempre che, per perorare la propria passione, si rimane nella legalità. La scelta di seguire una disciplina, piuttosto che un altra o una corrente di pensiero, viene naturale per ognuno di noi. L'affetto è un sentimento comune che sboccia con naturalezza e facilità, esattamente come l'indifferenza. Coinvolgersi in canzoni e interpretazioni che già conosciamo è la cosa più elementare che possiamo fare, conosciamo benissimo i metodi di espressioni usati dall'artista elevato a nostro dio e non vediamo l'ora di essere complici e spettatori di una sua nuova opera, creata ad doc per noi; dimessi e mortali Fanboys.
Se la nostra attenzione è diretta in modo nevrotico verso la nostra divinità è molto probabile che, qualche altro interesse, possa sfuggirci senza neanche prendere in considerazione. Nella nostra epoca, in cui musica, cinema e letterattura sono alla portata di tutti e facilmente reperibili, attaccarsi con bramosia a un modello preferito, negando gli altri è veramente un peccato.
Sarebbe come guardare la volta celeste e pensare che l'universo è composto solamente della Luna.
Mi viene da ridere, quando leggo quelle diatribe che nascono da due gruppi di persone da gusti diversi o opposti;
Meglio Vasco Rossi o Ligabue? . Domandarsi invece; perché non ascoltarli entrambi? L'uno interpreta il mondo in una maniera, l'altro lo fa in un altra, diversa e personale anch'essa.
Per molti, il Rock è un'opera perfetta; schietta e trasgressiva, ma non è vero. E' solo un genere musicale che interpreta un'epoca e una generazione. La trasgressione perfetta è ascoltare ogni genere musicale; dal Rap al Jazz, da Mozart a Skrillex.  E' possibile che qualche genere non potrà piacerci, cosi come è possibile che troveremo una nuova vena, nell'immensa miniera dell'appagamento personale. Non possiamo saperlo per certo e finché rimarremo nella nostra affezionata zolla di terra, non potremo mai scoprirlo.
Fanboys lo siamo tutti;  essere fanatici invece, ve lo sconsiglio vivamente.

14 apr 2013

FAQ: Frequenti Abusati Questioni: 1° Parte

Quante volte abbiamo sentito o letto, le solite lamentele banali dovute a quel nuovo modello di cellulare oppure a qualsiasi altra novità in campo informatico?
Tante e direi troppe.
Mugugni comuni che continuano a tormentare il popolo senza ricevere una concreta e quantomai definitiva soluzione, una forma di diniego che si può tradurre come una semplice paura del cambiamento, mai come in questi tempi, cosi repentino.
Ho captato qualche mugugno comune e molto usato nei forum di tutto il mondo, seguito dal rimedio che noi tutti almeno una volta, abbiamo pensato di inoltrargli con magnanimità:
"I telefoni Touch fanno schifo, preferivo tastiera fisica!"
Rimedio: Puoi telefonare anche con questo.
"Il Touch dei Cellulare di ultima generazione fanno cagare, si lasciano tantissime ditate sullo schermo touch!"
Rimedio: Anche i telefonini che non possiedono il touch hanno le ditate sullo schermo,  che tecnicamente non dovresti mai toccare. Se vuoi un cellulare con lo schermo intonso, chiama dalle poche cabine telefoniche.
"Windows 8 fa cagare, meglio il 7"
Rimedio: Per scrivere queste cagate, basta anche Windows xp.
"I giochi in cui devi essere collegato a internet sono una seccatura!, come faccio se non ho una connessione?"
Rimedio: Non ci giochi.
"Quando faccio una partita online, trovo sempre tanta gente che usa cheat (bara) usando e mi uccidono sempre, senza darmi la possibilità di arrivare primo in classifica!"
Rimedio: Secondo me, sei tu che sei scarso.

"Compro sempre giochi originali ma devo sopportare dei drm (protezioni anti copia) pignoli e fastidiosi!
Rimedio: Pensa che io vado sempre puntuale al cinema, pago 10 euro per uno spettacolo in 3d di plastica e mi subisco 10 minuti di pubblicità buona, prima che inizi lo spettacolo.
"Call Of Duty non è reale e possiede dinamiche nelle sparatorie troppo assurde!"
Rimedio: Arruolati nei Marines e infilati nel primo conflitto a fuoco.
"Mass Effect è molto più bello di Diablo 3"
Rimedio: Anche io preferisco la Mozzarella alla Torre di Pisa.
"La fotografia su pellicola è molto più bella di quella digitale"
Rimedio: Poi vanno in giro a fare le foto con l'Ipad.
 

1 apr 2012

Annunci dal mondo dei Videogame!


A A A Anonimo con dipendenza da pasticche cerca gruppo dinamico, serio, ottimista per aiutarlo a guarire della sua ossessione che lo affligge oramai da più di vent'anni e liberarsi dai fantasmi del passato. Chiamare, ore pasti P.M.
Vendo villa a pochi chilometri da Racoon city di circa 2000 mq, arredata stile gotico, duecento camere, ampio parcheggio esterno e laboratorio sotterraneo per esperimenti Biologici. Dotata di innumerevoli meccanismi, trappole e enigmi nelle numerose stanze per vivacizzare la vita al suo interno. Prezzo trattabilissimo. Unico difetto; infestazione parziale di zombie.
Agenzia Umbrella – Los Angeles.
Vendo aspirapolvere in grado di risucchiare i fantasmi, ottimo, di marca sconosciuta. Non necessita alimentazione, ne batterie, funziona anche in luoghi umidi, minima manutenzione.
Chiamare in orari diurni, Luigi.
Vendo, causa inutilizzo, piede di porco in ferro modello americano, usato ma tenuto bene, molto utile contro le creature interdimensionali e, nel caso, per forzare cancelli e spaccare casse di legno. Massima serietà, chiamare Freeman Gordon.
Vendo spada di legno, causa doppio regalo, ancora nuova incelophanata, leggera comoda e con una buona impugnatura. Chiamare Link
Cercasi astronave spaziale di classe G, dotata di cannoni ionici e ottima manovrabilità, dispersa nello spazio per colpa di un fastidioso insetto siderale. Chi l'avesse trovata è pregata di recapitarla sulla Terra, all'indirizzo sotto esposto. Ottima ricompensa.
Per colpa di un riprovevole errore nel vuotare la vasca del pesce ho perso il mio pesciolino rosso chiamato amichevolmente Sushi. Qualora lo dovreste ritrovare che nuota nel mare aperto, oppure al largo delle coste di Alassio, siete pregarmi di telefonare a: Mc Kraken Zak, numero di telefono:64738. Ricompenserò i magnanimi donando loro dei simpatici occhiali con baffi.
Compro scatola di cartone di dimensioni 40x30x70 anche usata, vuota, stampata di scritte di vario genere. Scopo; utilizzo mimetico tattico in missioni delicate e pericolose. Possibilmente prezzo modico, spedire a Snake Solid, foresta amazzonica, via dei platani 2.
Istruttore di Karate di altissimo livello, biondo con il kimono rosso, tiene corsi privati per tutti, in settimana nelle ore pomeridiane con la possibilità di insegnare a grandi e bambini il famoso pugno del drago. Utile come difesa personale e accrescimento spirituale. Email: Ken@Aduken.com
Ragazzo meraviglioso, malgrado la sua età vascolare cerca Skateboard, in buono stato, per rimpiazzare il suo precedente perso contro un serpente, sbucato fuori dalla verzura, in una delle sue incredibili scorribande nella foresta. Recapitare, possibilmente dentro un uovo, al seguente indirizzo: **** *** * ** ******
Vendesi pozioni vita con liquido rosso e fiaschette con liquido blu, in ottimo stato e ancora piene.
Il loro valore è inestimabile poiché sono state sottratte sottratte illegalmente e con abilità a un barbaro, la sua compagna e un nano che dormivano nella foresta, vicino a un fuoco. Conservate con cura dentro un sacco di vimini, vendo a miglior offerta. Grino lo gnomo e i suoi amichetti.
Ragazzo di buona volontà e efficiente cerca posto di lavoro come consegna dei giornali a domicilio, veloce grazie all'indirizzo del suo potente mezzo; una bicicletta. Possibilmente in quartiere poco popolato, senza cani e oggetti animati, per evitare ritardi nelle consegne. Fischiate al Ragazzo del giornale.
Causa inutilizzo, vendo cappello con spillo ottimo per scoppiare i palloncini. Ai più veloci nel telefonarmi verrà anche regalato uno struzzo con le ali, capace di librarsi faticosamente in volo.
Esperto di esplosivi con abilità impareggiabile, in grado di saltare molto in alto, cerca lavoro come artificiere per disinnescare bombe inesplose o in procinto di esplodere. Massima serietà. Disponibile anche a lavorare in giro per il mondo. Contattare Jack
Spia di calibro mondiale, dotato di auto di grossa cilindrata, accessoriata con gadget di una cerca rilevanza tra cui: fumo, olio e lanciarazzi, attivabili per un periodo limitato di tempo, cerca incarico internazionale di qualsiasi entità, purché sia pericoloso.
Contattarmi in privato, voi sapete come.
Vendesi foto a colori, modico prezzo, con soggetto numerosi zombie, scattate all'interno di un famoso supermercato. Pose e espressioni facciali sempre differenti per far stupire gli amici e, magari se incorniciate, arredare in maniera singolare il salotto e dargli un look molto più gotico. Posseggo un'enorme quantità di foto simili, massima serietà, chiamare al telefono:West Case.
Rossa conturbante, di ottimo carattere, con le misure al posto giusto, cerca un uomo per passare un indimenticabile weekend in luoghi romantici, al chiaro di luna. Disposta anche a supportare un rapporto multiplo. Chiamatemi, mi chiamo Rayne.
Cercasi immediatamente cura per patologia estremamente rara, singolare, manifestata nel nostro corpo da qualche tempo. Siamo infatti in grado di sputare dalla bocca immense bolle di sapone, in grado di inglobare tutto quello che ci sta attorno. Ricerchiamo massima serietà e professionismo per guarire da questo fastidioso morbo. Chiamare Bub e Bob
Cercasi cinque dei miei trenta cloni smarriti durante un incidente nel cyberspazio. Venticinque di questi li ho già trovati e mi servirebbero i rimanenti per risolvere una questione incompiuta. Se li avete visti, oppure vi sembra di averli visti o sapete dove si trovano, mandate le vostro segnalazioni al Capitano Sangue, nell'Arca Biologica.
Cerco disperatamente una bambina è alta cosi, carina, sembra brillare di luce propria e risponde al nome di Yorda. L'ho tenuta per mano alcune ore quando, dopo essermi allontanato per combattere alcune ombre, è scomparsa improvvisamente. Se l'avete vista, urlate il mio nome.

21 mar 2010

Dante's Inferno (Commodore 64)


Sistema: Commodore 64
Anno: 1986
Sviluppatore: Denton Design
Casa: Beyond
Genere: Adventure Labirintico
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Qualche mese fa, Electronic Ars e Visceral Game ha fatto discutere appassionati e giornalisti grazie a un loro titolo basato sulle vicende narrate nelle prime tre cantiche della Divina Commedia, chiamato appunto Dante's Inferno. Molti oggi credono, a torto, che questa moderna trasposizione digitale dell'Inferno Dantesco sia la prima e unica comparsa nella storia dei videogame. Nel 1986 una semi sconosciuta software house, la Denton Design, produce e programma, senza molta pubblicità e un eccessivo impegno, una sua versione di Dante's Inferno distribuendola per le due piattaforme che, ai tempi, andavano per la maggiore: Commodore 64 e Zx Spectrum. Un adattamento che non ha avuto molto seguito e pochi se lo ricordano ancora oggi, se noi stagionati videogiocatori degli anni 80 è capitato di giocarci è stato solo per puro caso; magari trovandolo incluso in una di quelle Compilation di cadenza mensile che, in quegli anni, abbellivano i lati meno illuminati delle edicole italiane.
Armiamoci di coraggio e carichiamo il titolo, così avremo la fortuna di conoscere i semplici comandi, grazie a una breve spiegazione, in inglese. Nella successiva schermata vi è descritto lo scopo del gioco, alcune note sull'ambientazione, la descrizione sommaria di tutti e sette i gironi e altri ulteriori dettagli che, al giocatore medio, non interessano e, anzi, non vede l'ora di saltare premendo il tasto RUN/Stop.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi che entrate.

Per fortuna che c'è Wikipedia per aiutarmi a trovare i versi giusti della Divina Commedia da abbinare alla recensione, altrimenti dovrei fare affidamento alla mia pessima memoria e menzionerei, per errore, qualche verso della sigla dei Pokemon. Ma bando alle ciance e premiamo il tasto fire del joystick nella porta due e iniziamo a giocare.
Questa volta vestiamo gli umili panni di un pellegrino che dovrà attraversare tutti e sette i gironi dell'inferno, per poter così raggiungere il purgatorio, luogo in cui potrà finalmente tornare a rivedere le stelle, giocare a poker e parlare di donne con gli amici. Il percorso è un banale dedalo di strade, abbellito con una rappresentazione molto libera e "fantasiosa", delle creature descritte da Dante. Il pellegrinaggio nella città dolente inizia in un desolato Limbo, dove è possibile raccogliere due oggetti: un sacco di monete e una corda che saranno utili nel proseguimento dell'avventura. Dante Inferno non è solo una camminata spensierata nelle profondità della terra, ma ha qualche elemento (uno) dell'avventura grafica, giusto per farci tribolare con il titolo il più del dovuto. Per raccogliere gli oggetti basta tenere premuto il tasto fuoco e la direzione su del joystick, quando si è in prossimità di questi, l'inventario è molto ristretto e non si possono portare più di due oggetti alla volta. Questo significa che, se abbiamo l'inventario pieno e troviamo un altro oggetto, non possiamo prenderlo sinché non ne poseremo a terra uno (tenendo premuto fuoco e abbassando il Joystick ), senza domandarci chi, nell'inferno, sia cosi sbadato da lasciare in giro questi ninnoli. Gli oggetti si utilizzano tenendo premuto il tasto fire e, quindi, muovere il joystick a destra o a sinistra, in corrispondenza dello spazio occupato dell'oggetto nell'inventario. Attraversato il limbo, scendendo dentro un buco nel terreno, il pellegrino inizia il suo viaggio nelle profondità dell'inferno evitando il primo e sorprendente ostacolo: una nuvola di api. Tempestivamente possiamo chiedere un passaggio a Caronte, che naviga solitario in circolo sulle rive dell'Acheronte, usando il sacchetto di soldi raccolto prima.
Il viaggio prosegue e la camminata che compie il protagonista, nelle viscere infernali, è meno emozionante di una partita di Curling. I pochi nemici che si incontrano sono di varia natura e, alcune volte, poco ci azzeccano nel contesto del Girone Dantesco in cui sono inseriti, come i Cani neri nel cerchio dei Lussuriosi o la Medusa nel girone dei Violenti. Nella maggior parte delle volte dovremo evitarli pacificamente, mentre, se avrete la fortuna di raccogliere una delle croci bianche, sparse per il labirinto che, se utilizzata, annienterà tutti i nemici nelle vicinanze devastando, ulteriormente, la poca vita nelle vie dell'inferno.
Il viaggio si conclude una volta incontrato Lucifero in persona che, statico come un quattordicenne davanti a una cubista seminuda, ci permetterà di scendere lungo il suo corpo peloso e raggiungere, finalmente, il Purgatorio e concedere al gioco il suo attimo di gloria prima di lasciarlo, nuovamente, nel limbo dei videogame dimenticati.
Salimmo su, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.

La grafica del gioco è rinchiusa in un rettangolo a centro schermo che ne occuperà, ad occhio, il 40%.
Il resto dello spazio è impegnato per segnalare il punteggio, lo Score più alto in classifica (ammesso che qualcuno ci giochi più di una volta), gli oggetti nell'inventario e il tempo rimanente, espresso in giorni. Come aggiunta, nell'intento di ottenere qualche briciolo di atmosfera in più, a bordo schermo scorrono scritte a mò dei Titoli della borsa nel telegiornale del mattino, che nel corso del nostro interminabile percorso, condiranno il gioco con alcuni versi della Divina Commedia. Questo è l'unico dettaglio che avvicina il titolo al poema Dantesco.
Il resto dello schermo, se può interessare, è occupato dal buio. Il protagonista sembra un frullato di pixel, riuscito male, tra Fred Flintstone e Dave Miller di Maniac Manson, scandisce incerti passi con pochi frame di animazione e non gli è consentito di muoversi in diagonale, questo si traduce in manovre scomode e robotiche peggiori di Frog e Dig Dug, per fare due nomi a caso. Gli oggetti interattivi sono monocromatici, piccoli e spesso si confondono nello scenario minestrone. L'idealizzazione dell'inferno dantesco è scandalosa, non per colpa delle limitazioni hardware del Commodore 64, quanto per le limitazioni creative del programmatore. Ogni girone ha associazioni di colori grotteschi e molti elementi che contornano lo scabroso paesaggio sono inguardabili. Si capisce perché si è scelto di limitare la visione del gioco, in un minuscolo rettangolo. Gli sprite delle creature infernali, Caronte compreso, sono disegnati pietosamente, tanto da faticare a identificarli e si muovono spaesati in traiettorie ordinarie e sclerotiche. In questo mosaico di tristezze, la qualità del titolo è minata da una giocabilità tutt'altro che facile. Il Gameplay di Dante's Inferno è una caccia al tesoro, dove devi trovare l'unica strada giusta, usare l'oggetto giusto, nel punto giusto, senza nessun tipo d'aiuto o indicazione. Se ce ne sfugge uno e siamo avanzati di qualche girone, non è possibile tornare indietro e bisogna far fronte a un tempo limitato. Inoltre, c'è solo una vita a disposizione e, una volta morti, si dovrà rifare tutto dell'inizio senza possibilità di continuare, maledicendo tutte le anime dell'inferno.e
Ogni secondo passato in questo incubo digitale è ossessionato da una musica classica di natura sconosciuta e interminabile che, più ci si addentra nelle profondità degli inferi, più questa varia in tonalità e velocità; raggiunge apici cosi osceni che avremo modo di invidiare i dannati del girone dei suicidi. Per salvare le nostre orecchie da questo tormento acustico o abbassiamo il volume oppure ascoltiamo un disco di Marco Masini e rendiamo grazia al cielo che gli effetti sonori non sono presenti.
L'intero gioco, con soluzione in mano e molta voglia di portarlo a termine, potrà strapparci via sui sei minuti di puro tormento. Una volta giocato o anche solo provato, avrete modo di comprendere il perché, Dante's Inferno della Deton Design, non ha un posto nella memoria storica collettiva dei videogame.
Commento Finale:
Grafica scandalosa, giocabilità che richiede una pazienza più che Divina, sonoro da abbassare, un titolo che è stato maltrattato dalle riviste del settore, nei tempi del suo Day One. Forse, lo scopo di Dante's Inferno è quello di far provare ai giocatori, nella maniera più realistica possibile, il tormento delle anime condannate in una supplizio infinito, perché, ci riesce benissimo. Le anime del giocatore, sono destinate a soccombere nella sofferenza, finché si tormenteranno in questo antro digitale di tribolazione.
Lasciate ogne speranza, voi che giocate.
Voto Retrogame:

13 mar 2010

Forbiddent Forest (Commodore 64)



Nome: Forbidden Forest
Software House: Us Gold / Cosmi.
Piattaforma: Commodore 64
Genere: Survival Horror
Una foresta fitta avvolge il panorama, un fitto muro di alberi e foglie, una pallida luna piena sovrasta la volta celeste, quand'ecco che succede qualcosa. Un drago rosso, anche se sembra più un grasso serpente dotato di ali; attraversa alcune volte il cielo, velocemente, quindi si avvicina, minaccioso; note musicali raggiungono un'elevazione grave e drammatica. Un introduzione molto semplice ma efficace, dove il titolo del gioco appare a centro schermo, con uno stile visivo che ricorda vagamente le sigle iniziali film horror degli anni '50.
Neanche il tempo di perderci nelle opzioni, inesistenti, che siamo immediatamente catapultati nell'azione e, senza ulteriori indugi, iniziamo a giocare. Comandiamo un uomo armato di arco e frecce, perso nella foresta proibita, che deve difendersi da una serie di mostruose creature. La difficoltà è progressiva e, ogni ondata di mostri devastata, è intervallata da una simpatica danza, compiuta dal prode arciere. Si inizia con enormi ragni neri, api ubriache dal sorriso malsano, rospi grandi come frigoriferi e pesanti in egual maniera, compare quindi il drago visto nella breve presentazione che, inaspettatamente, non ha il ruolo del mostro finale. E' il turno di un'armata di scheletri armati di lancia, che per sconfiggerli definitamente è sufficiente colpire il fantasma che li controlla e che appare in punti casuali dello schermo. Giunge nell'oscurità, quindi, un cobra gigante, tanto grosso quanto facile da colpire. Infine, l'ultimo nemico che ci separa dalla fine del gioco è una creatura spietata, malefica e minacciosa:"Il Demogorgone!". Un incrocio tra, un pipistrello e un barbagianni, mi piacerebbe essere più preciso nella sua descrizione, ma nell'unico sprite, privo di animazioni presente in game, non è possibile ricavare altre informazioni.
Per uccidere questa creatura serve abilità, prontezza di riflessi e una buona mira, in altre parole, bisogna sparare a caso e sperare di colpirlo nel punto giusto. Per non spoilerare ulteriormente, scriverò il finale del gioco in fondo alla pagina, se siete curiosi di saperlo e non avete voglia di mettere mano su questo titolo, potete sempre andare in fondo e leggerlo.
I comandi non sono il massimo della comodità. Il personaggio, posizionato sempre nel centro dello schermo, per spostarsi in una delle due direzioni (destra e sinistra, per la precisione) compie una lenta rotazione di 180 gradi, che serve anche come mira per la linea di tiro, per colpire i bersagli bisognerà, quindi, inclinare il coraggioso eroe della corretta angolazione e fare fuoco. Ogni freccia usata dovrà essere nuovamente incoccata nell'arco tempestivamente, perché i mostri non aspettano nessuno e non vedono l'ora di trasformare l'eroe in crocchette per gatti.
Le vite a disposizione sono quattro e una volta terminate, potete dire bye bye al fantastico finale (che ricordo è scritto in fondo alla recensione) ricominciando a giocare dall'inizio, riinziando a sparare ai quei deliziosi ragni giganti.
Forbbiden Forest ha il pregio di essere stato il primo Survival Horror della storia dei videogame (almeno nella ludoteca del Commodore 64), questo in un periodo dove la definizione di:"Survival Horror" doveva ancora essere scritta. Possiede ogni elemento idoneo nel catalogarlo nel genere; scene gore, atmosfera cupa che va mano a mano in crescendo, ambientazione oppressiva, mostri grotteschi e il protagonista è da solo, contro un mondo malvagio. Senza contare l'ostilità dei comandi, che riconosciamo in titoli dello stesso genere, dei giorni nostri (chi ha detto Resident Evil 5?)
Per il periodo della sua uscita (circa 1985), la grafica di questo game è stata qualcosa di coinvolgente e strabiliante. Anche se gli sprite sono composti da immensi pixel e le loro animazioni scarne, il contesto Gore nel cui sono inseriti, non fa che accentuare la natura horror/splatter del titolo. L'ambientazione grezza è immutabile ma arricchita da uno scrolling in parallatico che dona un briciolo di profondità alla fitta e interminabile vegetazione. Della serie; come creare un ottimo climax in pochi bit.
Giudizio:
Semplice nel concetto, già dall'introduzione ci si era immedesimati nell'ambientazione, ogni passo all'interno della foresta proibita era un'emozione, ogni nemico affrontato un tuffo al cuore, ogni morte del protagonista uno sproloquio di insulti. La vittoria finale; il tripudio dei sensi.
Forbidden Forest non supera di dieci minuti di gioco continuativo ed è comunque facile raggiungere l'incredibile scenetta finale (ricordo ancora una volta, l'ho descritta a fondo pagina) senza la pretesa di spiegare tutto al giocatore, la mancanza di trama è ininfluente.
Anche se l'eroe che noi pilotiamo è un costrutto di Lego, anche se il più delle volte non riusciamo ad angolarci dalla parte giusta, anche se spesso ci sembra di camminare in un'enorme insalata, anche se il protagonista non ha nome e neanche un volto, Forbidden Forest rimane un piccolo gioiello presente nel ricco forziere del Commodore 64, che brilla di luce propria e che ogni retrogamer dovrebbe provare, almeno una volta.

Voto scimmia:


(Spoiler) Finale: Il protagonista balla.