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5 ago 2018

Giangiorgio sull'Albero.

Cronaca di un gatto scomparso.


Sono giorni di preoccupazione che si vivono nel quartiere Minelle, situato nel cuore di Lustrolazzaro.
Il gatto della Signora Bartella, conosciuto a tutti con il nome GianGiorgio non si vede oramai da giorni.
L'animale non era solito uscire di casa per colpa della sua eccessiva obesità.
"Non è certo grasso perché mangia troppo!" - E' il commento della padrona, a un giornalista-"E' cosi paffuto perché ha le ossa grandi!".

Persino i vicini di casa si sono stupiti nel vedere quella massa enorme di peli e ciccia, girare per le strade del loro quartiere.
"L'ho visto zampettare stancamente sul marciapiede e fermarsi a prendere fiato ogni metro, quel gatto è veramente grasso" - Testimonia un abitante.
"E' stato per ore a guardarmi attraverso la vetrina del mio negozio, io però non mi sono fatto intenerire!" - Ha commentato l'unico Macellaio del posto.
Sono passati oramai due giorni da quando GianGiorgio è uscito di casa, facendo perdere le sue tracce. La sua padrona ha chiesto più volte l'aiuto delle autorità locali che hanno più volte alzato le spalle.
"Non possiamo investigare ufficialmente sulla scomparsa di un individuo, se non ne parlano prima in qualche Telegiornale" - Sono le parole del Commissario Lofloscio.
Gli appelli scritti sui Social della Signora Bartella stanno girando il mondo e nella sua bacheca piovono messaggi di solidarietà dagli amanti degli animali. Un utente dell'Associazione Nerds & Cats riesce a trovare l'animale utilizzando Google Earth, rivelando una triste verità:
GianGiorgio è finito sopra un albero, nel parco vicino l'autostrada.

Dopo averlo scoperto, la signora Bertella si precipita sul posto constatando di persona la situazione.
Il gatto è riuscito a salire sopra un albero, forse per inseguire un uccello, senza la possibilità di scendere per colpa della sua ingombrante massa. I suoi deboli miagolii di aiuto non sono stati uditi da nessuno, neanche dal gatto stesso.
I pompieri, giunti sul posto qualche minuto dopo, provano a prelevarlo con la scala mobile, però l'animale è ancorato saldamente sui rami ed è impossibile per loro concludere con successo l'operazione.
"E' la prima volta che incontriamo una condizione del genere, l'animale non riesce muovere una zampa. Non riusciamo proprio a capire come sia riuscito a arrampicarsi fin la sopra" - Sono le parole del Tenente Gallup Alfredo - "Credo che l'unica possibilità di salvare l'animale, sia tagliare l'albero".
Immediato il provvedimento della Protezione Ambientale Universale che fa sapere, tramite un breve ma rigoroso comunicato, che l'albero non può essere abbattuto perché facente parte di una rarissima qualità di Pinus Spectronaurus Magnificum.
Inoltre fa sapere che, se per caso avessero anche solo danneggiato la corteccia, sarebbe partita una denuncia penale, oltre al sequestro immediato della tessera punti del Supermercato, con il rischio di perdere per sempre l'agognata Pirofila disegnata da Nino Cervo.
Impossibilitati a procedere, i Pompieri non possono fare altro che allontanarsi dal luogo del misfatto.
Per non fare morire l'animale, la sua padrona deve somministrargli della carne in scatola, sparandogliela con la fionda direttamente in bocca.
"E' come imboccarlo con la pappa come faccio a casa" - confessa la Donna - "Solo che uso la fionda, invece che il cucchiaino, povera stella!"
Interviene anche un elicottero del Terzo Reggimento delle Forze Armate del Battaglione San Tommaso.
L'operazione è talmente complessa che anche loro sono costretti a desistere.
"Non siamo in grado di rimuovere l'animale dalle fronde" Chiarisce il Sergente Giovanni Viadilì Jr - "Credo che l'unica possibilità sia quella di abbattere l'animale."
Sfortunatamente la sua padrona è di parere contrario e, armandosi di idropulitrice allontana di prepotenza l'elicottero e tutto il Battaglione.
Purtroppo le condizioni non sono favorevoli per l'animale che, se dovesse rimanere bloccato sopra l'albero, andrà incontro ai venti freddi che inesorabilmente arriveranno da Nord.
Sono momenti drammatici per GianGiorgio che in poco tempo è sulla bocca di tutti. Nel parlano i Telegiornali, vengono versati fiumi di inchiostro sui giornali e persino il Papa, durante il suo discorso domenicale, rivolge a lui una preghiera.
Da Internet sono milioni gli utenti che vogliono aiutare il gatto.
Alcuni saccenti suggeriscono di prendere il gatto con una enorme gru, tipo quella dei giochi a gettone dove si vince il peluche.
Altri consigliano di lasciare l'animale in pace e che, prima o poi, scenderà da solo, perché i gatti sono strani e fanno sempre cosi.
Interviene nientepopodimeno anche Bruce Wayne che, anche lui colpito dal singolare e straziante caso, esprime la sua solidarietà su Twitter:

[caption id="attachment_10805" align="aligncenter" width="250"] Il Miliardario Bruce Wayne. Filantropo e amante degli animali, specialmente i pipistrelli.[/caption]

"Non si preoccupi Signora Bartella, ho creato un gadget tecnologico che potrebbe essere d'aiuto! #giangiorgio #gattosull'albero #nonsonoiobatman

Il gadget è un potente robot servo-pilotato a distanza in grado di sollevare quattro elefanti, volare facendo la rotta di Kessel in meno di 1 Parsec e bucare una parete di acciaio di 100 millimetri a 400 chilometri di distanza.

[caption id="attachment_10806" align="aligncenter" width="242"] Il Poderoso e Maestoso Mech delle Industrie Wayne: B4TM3CH VI[/caption]

La parte più sospetta per il pubblico però sono quegli adesivi di pipistrelli stilizzati, che ricordano vagamente la figura di Batman, di cui la sua vera identità è ancora ignota.

Titubante per quella tecnologia innovativa e bellicosa, la padrona accetta tra una fiondata di carne e l'altra.
L'inverno sta arrivando e non c'è più molto tempo per salvare il gatto. Si cerca di fare scendere il gatto con alcuni metodi tradizionali che, in queste evenienza non hanno successo, come:
Sventolare una scatoletta di Croccantini per gatto,
Fare volare vicino all'albero un aquilone con la foto di un inquietante cane rabbioso.
Produrre un risucchio con le labbra conosciuto come richiamo per gatti che fa: Mshkkksssh Mshkkksssh Mshkkksssh Mshkkksssh!

Un mattino, assieme alla prima brezza gelida arriva dal cielo, con un rumore simile a quello una lavatrice a fine centrifuga, l'invenzione del Signor Wayne.
Dopo aver bruscamente atterrato, una voce robotica proviene dagli altoparlanti:"S.a.l.v.e s.i.g.n.o.r.a., s.o.n.o. q.u.i. p.e.r. s.a.l.v.a.r.l.e. i.l. g.a.t.t.o.".
L'albero è vuoto e non si vede più l'animale perché è sceso da solo durante la notte, perché i gatti sono strani e fanno sempre cosi.
Ora è li, davanti al frigo che miagola.
L'inutile intervento del gioiello tecnologico indispettisce Bruce Wayne, che in un successivo Tweet chiama il gatto provocatoriamente: "Gay!".
L'animale però è sano e salvo, quindi il resto del mondo è tornato a farsi i cazzi suoi.

Qualche settimana dopo alcuni responsabili di una famosa casa Cinematografica multimilionaria, contattano la Signora Bertella per stipulare un contratto per la produzione di un film sul tema.
La pellicola avrà un titolo idiota come:"Gattivissimo Miao" e racconterà la storia sotto una nuova luce, distorcendola in maniera spettacolare e artefatta, manipolata a dovere per ottenere il maggior numero di spettatori possibile.


Nel frattempo, il mondo si è dimenticato di questa storia e i riflettori sono puntati su altre cazzate.

 

 

 

Fonte: Story of Mshkkksssh.

1 mag 2016

Il Diritto e Rovescio di Cronaca

gobbo giornali
Vivo in una regione d'Italia che si può considerare tranquilla, forse grazie anche a una densità di popolazione decisamente modesta e la cronaca non è certo paragonabile a quella movimentata di Cabot Cove (prendendo un luogo a caso) dove quotidianamente la gente viene ammazzata. In questo clima quasi noioso, quando non avvengono omicidi o disastri, i quotidiani locali gonfiano eventi banali e generalmente di poco pubblico interesse, esponendoli come se fossero eventi galattici e trasformandoli quindi in curiosi epiloghi solamente per vendere qualche numero in più o guadagnare qualche click.
Le seguenti notizie inventate, possono essere prese come esempio;
Addio a Lullina:
Non è possibile descrivere l'atmosfera triste che gravita nelle vie, gli abitanti camminano con lo sguardo abbassato, i negozi sono chiusi per lutto e i bambini hanno smesso di giocare. L'amata micetta Lullina è venuta a mancare schiacciata da un bilico mentre attraversava frettolosamente la strada, inutili i soccorsi giunti sul posto repentinamente, il grande peso del mezzo ha schiacciato l'animale privandolo di una dimensione. Il gatto era conosciuto nel paese per via della sua strana abitudine di miagolare per chiedere del cibo ai passanti e strofinarsi su di loro per ingraziarsi l'attenzione.
"Se n'è andata troppo presto" - dice costernato Mariolllo il macellaio del quartiere - "Ogni giorno veniva a trovarci davanti al negozio e ci guardava da dietro il vetro con attenzione con gli occhi sgranati, riuscivamo a capire i suoi pensieri da tanto era brava; cosi si guadagnava sempre un pezzo di filetto che mangiava avidamente"
Il dirimpettaio del gatto ha commentato cosi la sua scomparsa:"Un grave lutto, se ne vanno sempre i migliori". I funerali in forma felina verranno eseguiti nella giornata di Mercoledì, alla Chiesa in centro del Santo Gomitolo.


Allarme nel quartiere di Muarsello:
Ieri notte gli abitanti hanno assaltato la segreteria telefonica dei Carabinieri con numerose segnalazioni, preoccupati per la situazione di emergenza accaduta nella via principale. Nel corso della notte a un'ora imprecisata, qualcuno ha rovesciato un cassonetto dei rifiuti, che fortunatamente era vuoto. Ancora non si conosce il motivo di tale gesto e per questo viene detto ai cittadini di rimanere calmi e di prestare attenzione se notano qualcosa di strano. Il Panettiere della zona, che ai nostri microfoni vuole rimanere anonimo, ha testimoniato cosi l'accaduto:"Stavo andando a lavorare, come ogni notte, dopo che ho aperto la serranda del negozio è arrivata una folata d'aria, quella notte c'era tanto vento. Poi ho sentito un colpo forte forte forte, come un'asteroide che colpisce un tamburo, qualcosa come PUM, anzi no; BOOOOOOOOM. Cosi mi sono spaventato e sono corso dentro, quando mi è tornato il coraggio sono uscito e ho visto la tragedia! Vivo da trent'anni in questo posto e non mi è mai capitata una cosa simile"
La strada è stata chiusa in via tutelare e verrà riaperta non appena la situazione si sarà calmata. Nel frattempo, gli investigatori, stanno seguendo la pista Islamica.


cippa de cazzo
Vandali scatenati in centro:
Ieri pomeriggio, poco prima delle 19:23, ignoti hanno preso di mira una centralina dell'Enel di largo Agargagalla. La mano dei delinquenti ha rovinato uno dei punti di orientamento più utilizzato dai cittadini che da anni fa parte del delizioso panorama.
"Non si può andare avanti cosi" - è la lamentela di una cittadina - "E' una vergogna! Ai tempi miei se qualcuno faceva una cosa simile gli tagliavano le mani, mentre adesso li tengono dentro due giorni e poi li lasciano andare!"
Al nucleo dei Carabinieri però non è fuggito un particolare che useranno nelle loro indagini:
"Abbiamo riscontrato un dettaglio utilizzato per compromettere l'involucro per l'utenza elettrica, che può ricondursi alla mano di esperti disegnatori con bombolette spray"- Ha dichiarato il Tenente Capitano Colonnello Ginetto Arguarello - "Alcuni giovani del posto sono stati preventivamente interrogati affinché facciano chiarezza o aiutino nella testimonianza. Nella giornata di domani proveremo a confrontare il loro tratto, sottoponendogli a disegnare con le bombolette un'analoga figura sui muri".
Il Tenente ha concluso però con una speranza:"Non escludiamo che il responsabile di un simile efferato colpo sia di nazionalità straniera. Nei prossimi giorni speriamo di trovare il colpevole e consegnarlo alla macchina della giustizia, affinché possa essere condannato giustamente di ergastolo"


Al via la Sagra della Crosta:
Giunta ormai alla XIXXIX edizione, la Sagra della Crosta è tra gli eventi gastronomici più attesi della Provincia. La festa è organizzata dalla Proloco locale in collaborazione con il Circolo degli Anziani Millenari di Buordello, che vanta tra le sue file il Ragioniere in pensione Vito Armadazzi, che nella sua lunga carriera ha tenuto la contabilità di clienti come Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele di Savoia e Ramsete II°.
La particolare ricetta della Crosta è famosa per essere nata esattamente trecento anni fa, nelle mani di una anziana signora particolarmente golosa di Pizza. Cotta in una certa maniera e farcita di ingredienti che parzialmente sono segreti, il piatto è sostanzialmente una pizza priva del contenuto in centro, che dopo la cottura al forno viene rimosso e scartato.
La Crosta viene servita calda condita con sale e nelle più recenti versioni viene aggiunta, a richiesta, Sushi, il Pan di Stelle oppure altro sale.
Immancabili le serate danzanti con musica dal vivo; nei tre giorni della sagra si intervalleranno ospiti importanti di fama pseudo internazionale, come i seguenti:
I Camminatori delle Strisce Pedonali - Capitanata dal partenopeo Giorgino 'o Scarafaggio, la cover band storica dei Beatles eseguirà pezzi intramontabili.
DJ Abbiamolepesche - Vocalist itinerante che ha inventato il genere Dance Frutta 10 Euro La Cassa.
L'orchestra Colui che Rutta - Un versatile gruppo di suonatori che dal 1988 arrangia dal vivo, con abilità e passione, molte canzoni degli anni 80 e anni 90, cantandole con splendidi suoni gutturali.
La Band di Alfonsino il Muto - Cinque artisti dell'entroterra conosciuti nel mondo per essere i primi a cantare a cappella con i linguaggio dei segni.
Alberto e i Perduti nel Bosco - Pregevole Band Rock presente nella sagra per una delle sue tappe del ventesimo tour in giro per il Mondo. Si presenta con Alberto, unico e storico membro del gruppo perché il rimanente risulta ancora disperso.
Al termine dei tre giorni di festa, musica e mangiate enogastronomie, verrà lanciato un'emozionante spettacolo pirotecnico, eseguito dal vincitore del concorso Mano Tremolante 2016; Marco Vibrello.


 

17 ago 2014

Miao nel Paradiso Terrestre.

Paradiso Terrestre: la prima Graphic Novel
Si fa tanto parlare del peccato originale, di come Dio abbia creato l'uomo a sua immagine e somiglianza e poi l'abbia punito per avergli disobbedito. "Tale padre, tale figlio" mi verrebbe da pensare, quindi se l'uomo è stato cacciato dal Paradiso Terrestre per aver preso una mela, non riesco proprio a immaginare i casini che ha fatto in gioventù Dio.
Molto probabilmente, laggiù da qualche parte dell'universo, se ne parla ancora.
Non ho mai capito perchè accanirsi tanto con l'uomo, come se fosse l'unica creatura sulla terra che non può sbagliare. Anche gli animali peccano, in misura minore, ma con la stessa costanza e intensità. E non si sentono obbligati ad andarsi a confessare, perché non parlano. Proprio per questo motivo che non hanno la parola.
In ogni caso, prima dell'uomo Dio aveva nel paradiso terrestre un piccolo gatto. Era tenero e pacioccone e dormiva tutto il giorno, si faceva le unghie sugli alberi e faceva la cacchina nella sabbia finissima di un deserto, creato appositamente per lui dal Creatore. Era una creatura affascinante che sapeva incutere timore e tenerezza in momenti diversi della giornata.
Arrivò il momento in cui questo piccolo gattino, divenne un maschio adulto scattante e energico. Aveva delle strani pulsioni che non riusciva a sfogare e non gli bastavano le incursioni notturne contro i topi, che non mangiava perché già sazio. Dio, che aveva già capito tutto e oramai gli erano chiari quei meccanismi di un mondo che aveva creato lui, creò una bellissima micetta, dagli occhi grandi e dal pelo candido come la neve. Quella coppia di gatti divenne motivo d'orgoglio per il creatore, che non vedeva l'ora di accarezzarli e accudirli ogni giorno, dando a loro tutto quello che avevano bisogno.
Il tempo scorreva placidamente, in quel dolce fluire di eternità che solo nel Paradiso e nel Centro Massaggi si può sentire.
Venne il giorno in cui Dio si costruì una casa; voleva stare da solo e riposare in quel periodo molto difficile della sua infinita esistenza, lontano dalle sue creature. Solamente la coppia di gatti poteva entrare, anche se solo in cucina, giusto per nutrirli.
Il creatore era molto fiero di un'altra sua creazione; un divano immenso e comodissimo che prendeva posto nel suo salotto. Una volta sedutovi sopra, Dio si sentiva comodo e rilassato, si insomma si sentiva da Dio.
Era talmente geloso e orgoglioso di quel divano che vietò dai gatti di salirci sopra.
"Se vi becco qui sopra" - tuono il creatore con una voce dal tono inequivocabile, anche gli Acari lo compresero - "Vi butto fuori dal Paradiso a calci in culo!".
Appena finita di dire quella minaccia e aver sbattuto le palpebre degli occhi, entrambi i gatti erano raggomitolati nelle profondità del divano, in perfetta simbiosi con il mobile. Peli microscopici seminati ovunque.
Inutile dire cosa avvenne.
I gatti volarono fuori dalla casa di Dio e dal Paradiso con una parabola ascendente e un spaventato:"MIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOoooooooooooooooooooooooooo!", ritrovandosi dove stanno oggi, diventando selvaggi, cacciandosi il cibo da soli ma attratti dai divani, specialmente quelli grandi e soffici.
Qualche tempo dopo, Adamo e Eva subirono la stessa sorte, per aver preso una semplice mela, niente di che paragonato al danno del divano di Dio. Quando la coppia si ritrovò sulla Terra, soli e impauriti, senza cibo, vestiti e soprattutto senza il Natale, il gatto era li che li guardava da sopra un albero.
Li guardo incuriosito e poi sbadigliò e riprese a dormire.
 

12 giu 2014

Non siamo soli.


Certi racconti possono sembrare assurdi e si se leggono in maniera razionale portano a conclusioni scontate, entrano nel nostro immaginario come una mosca entra nella nostra camera, ci gira attorno, si appoggia sulle nostre braccia e inizia a darci fastidio, qualcuno la scaccia con la mano, qualcun'altro usa lo schiaccia mosche, altri fanno stragi con la gabbia elettrica posizionata sadicamente davanti alla finestra. Ogni tanto però, quella mosca, torna a farci visita.
A me è tornata in forma di Piscine Molitor Patel sopravvissuto a un naufragio, sopra una barca in compagnia di una tigre. Nessuno potrà mai credere a una storia cosi fantasiosa, anche nel film, questa vicenda viene messa in discussione dagli agenti della compagnia assicuratrice della nave affondata. Possiamo considerarla una metafora a me, invece, piace pensarla come un ottima interpretazione di come l'uomo (e la donna, suvvia era scontato) affronti la realtà e di come si sia evoluto.
Su quella minuscola nave, Pi affronta la Tigre del Bengala, chiamata Richard Parker (se volete sapere il perché questo singolare nome, non vi rimane che guardare il film o leggere il libro) per sopravvivere e per lo stesso motivo è costretto a conviverci procacciandole del cibo, cosciente del fatto che, il felino affamato non avrebbe perso tempo per papparselo. La fortuna del ragazzo è che la convivenza con la Tigre, termina quando tocca la terra ferma, lasciandolo solo con la gioia di essere sopravvissuto e la tristezza di aver perso l'unico un compagno di viaggio che, a sua insaputa, lo ha aiutato a restare in vita.
Il resto dell'umanità, invece, deve fare i conti con Richard Parker per tutta la vita. Quell'animale istintivo e imprevedibile dimora nel nostro animo, da qualche parte, chiuso in qualche gabbia, silenzioso. Non possiamo percepirlo e la sicurezza che ci siamo creati nelle nostre case, ci fa credere al sicuro da una simile bestia. Non è così. Una presenza passiva che alcune volte giace senza manifestarsi. Magari è in grado di dormire per anni, passa le sue giornate a lavarsi con possenti linguate sul suo mantello a striscie. Ogni tanto potete sentire un suono profondo e rotondo provenire da qualche profondità, è lei che sta facendo le fusa. Se nutrito e ben curato, un felino come ogni altro animale, vive nel suo ambiente in armonia. Tuttavia ogni tanto Richard Parker esce dalla sua tana, rosicchia le barre della sua gabbia e fugge. Non importa su cosa e non importa su chi. Si sfoga con furia cieca. Qualsiasi altra emozione si fa da parte per farla passare, quando si scatena ha priorità su tutto.
Esattamente come ha fatto Pi, anche noi dobbiamo conoscerla meglio, non per controllarla, ma per addestrarla.
A conti fatti non è altro che un enorme gatto e possiamo dormirci assieme, condividendo con lui un beato sonno.
 
 
Seguirà recensione pseudoseria del film di Ang Lee.