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7 mag 2017

Hokuto Norberto.

titolo hokutoLe Avventure del Figlio di Kenshiro
Manga
Autore: Rossello Ohara
Pagine: 220
Uscita: Ventiferlo Ottobre


Epilogo:
Il mondo devastato da un conflitto atomico non è più una landa di macerie. E' rinato e in continua crescita demografica e economica, ricorda molto quello in cui viviamo noi oggi. La dove prima c'erano crateri, deserti aridi, rottami e morte, oggi ci sono città, paesi, supermercati e sale giochi.
Nessuno mai avrebbe immaginato un'espansione del genere, nonostante le radiazioni ancora presenti. Kenshiro è diventato l'eroe di una nuova umanità, migliore della precedente.
Gli anni passano e arrivato a una certa età e senza nemici da fare esplodere, Ken inizia a annoiarsi. Un giorno come tanti altri, invece di tagliare la legna con i calci, conosce in una giovane ragazza chiamata Norma, che arriva dall'Italia; l'unica nazione a essere migliorata dopo l'attacco nucleare.
Dopo qualche anno di ATATATATATATA nel letto coniugale, Norma partorisce un pargoletto forte e robusto.
Lo chiamano Norberto, un nome che a Norma piace molto anche se a Kenshiro sarebbe piaciuto chiamarlo:"二つに宇宙を分割パンチ" che in Giapponese significa:"Pugno che spacca l'universo in due".
Il figlio cresce in una nuova civiltà, speranzosa e pacifica, dove l'ambiente è al primo posto nei pensieri delle persone. Crescendo si rivela un ragazzo dal carattere testardo, con passioni molto diverse da quelle del padre. Il suo animo è pacifico e dedito al ragionamento e non è impulsivo come il padre.
Dopo la terza lezione di Ken sulle tecniche segrete di Hokuto, il piccolo si ribella al padre preferendo piuttosto di contare tutti i 2100 petali delle margherite, che seguire quelle noiose lezioni, su come spostare le maree con uno schiaffo.
Ken vuole dargli una sonora lezione però la madre si mette di mezzo e termina  la lite urlandogli contro:"Tocca la creatura e dimenticherai come è fatta una vagina!"
Ken lascia il figlio crescere a modo suo, intervenendo il meno possibile per non perdersi quei momenti di gaudio che, ai tempi di Julia, non era riuscito a avere.
Per il giovane arrivano i 17 anni in un batter di farfalla fluorescente..
Il povero Ken, oramai settantenne, nel corso del suo quotidiano allenamento per migliorare la tecnica dell'Allineamento dei Pianeti, rimane paralizzato dalla vita in giù.
L'unica sua speranza e vedere suo figlio diventare un uomo, educandolo quanto più possibile a superare la tribolata adolescenza.
figlioi di ken vignetta
Numerosi sono i dialoghi con l'anziano padre, come questo:
"Oh vecchio, mi dai le chiavi dell'appartamento di New Osaka?, ci passo la notte con Kata?"
"Certo, però Kata è un nome maschile...ci vai con un amico?"
"Cioè nel senso, minchia, Kata è il mio fidanzato"
"Vuoi dirmi che sei gay?"
"Gay sarà tua sorella, io sono bisessuale!"
"Cosa?! Non è meglio per te frequentare solamente ragazze?"
"Hai mai fatto sesso con un uomo? no?! quindi che cazzo ne sai!? non venirmi a dire cosa è giusto e cosa non è giusto, pà!"
"Norberto, scordati le chiavi e scordati la tua storia con Katatatatatatatatatatatatatata!"
"Cazzomene, invito a casa Kata e me lo sbatto sul divano"
"Se tuo zio Toki fosse qui..."
"Ci mancava lui, cosi eravate due a cagarmi il cazzo..."
"Che sfacciatatatatatatatatatatatatatataggine!"
vignetta bbisex
La bisessualità è un argomento che compare spesso e viene affrontato diverse volte nel corso della storia, come nell'episodio con Mariko e Kata, entrambi amanti di Norberto e entrambi lasciati per colpa di conflitti nel gruppo:"Piastrelle colorate e Culi Sodi", del Social Network nazionale.
Hokuto Norberto racconta una storia inedita in uno scenario molto familiare, dove le vicende del ragazzo rivelano problemi insormontabili, come trovare una ricarica per la sigaretta elettronica o cercare un orario decente per la palestra. Lo coinvolgono in uno scontro generazionale dai linguaggi differenti, in cui è difficile comprendersi veramente.
scontro generazionale
Un tema ricorrente che compare spesso in questa serie è l'ecologia, veicolando un messaggio concreto verso il rispetto del pianeta; come si può leggere nella puntata in cui un anziano viene punito per aver gettato una bottiglia di plastica, nel cassonetto dell'umido.
cassone plastica
I giovani vengono influenzati dai messaggi in televisione, ritornata a dominare dopo il conflitto nucleare grazie ai reality show. La maggior parte delle persone sono disposte a tutto pur di comparire. Nell'episodio 21, un concorrente di Biohazard Got Talent, viene eliminato dalla severa e marziale giuria.
biohazard got talen.jpg
La qualità del titolo è buona, la storia scorre veloce senza cali di qualità e aumento esponenziale di parenti. Difficile ricavarne una morale da questo racconto senza prima guardare le nostre abitudini e il tempo che stiamo vivendo oggi.
Il finale aperto ci regala l'immagine dell'anziano Kenshiro, che diffonde oralmente le tecniche della scuola di Hokuto su Youtube e ha due like.
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18 gen 2015

Le Previsioni di Tezuka.

"Capitan Jet è un ragazzo robot
con dei sentimenti umani proprio come noi,
sembra fragile perooooooooooò
quanta forza haaAaaAaa"


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Sulle note di questa malinconica sigla inizia un cartone animato che le nuove generazioni sicuramente non conosceranno ma che può benissimo entrare nella sezione dei Classici Antenati dei Moderni Anime: Jetter Mars. Volato in italia con il nome di Capitan Jet.
La serie è nata nel 1977 scritta e disegnata da Osamu Tezuka, prolifico autore soprannominato:" Il padre dei Manga" o anche:"Dio dei Manga".  E' grazie a lui se oggi i personaggi nipponici disegnati hanno occhi giganti, che occupano il 90% del volto. Osamu si è ispirato a Topolino della Disney, essendone un ammiratore dichiarato. La Disney contraccambierà questa stima, qualche anno dopo, plagiando una delle sue opere:"Kimba il Leone Bianco", però questa è un'altra storia e sicuramente la troverete approfondita, cercando nella grande rete.
La storia inizia come una fiaba, descrivendo una breve panoramica dell'umanità e del suo progresso tecnologico:
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"Tanto tempo fa, quando i vostri bimbi erano bimbi come voi, il progresso camminava ancora passi molto lenti, poi naquero i vostri genitori e improvvisamente l'uomo fu affascinato dal futuro e cominciò a correre, perchè voleva raggiungerlo a tutti i costi, per fortuna che c'era ancora qualcuno che preferiva andare a piedi. Infine, solo poco tempo fa siete nati voi, il futuro però continua a correrci davanti riservandoci ogni giorno, tante nuove sorprese e non è assurdo pensare che tra non molto, i robot non saranno soltanto giocattoli ma persone quasi come noi. Questa storia si svolge nel 2015"
vlcsnap-00234Si avete capito bene, Jetter Mars è ambientato nell'anno in corso, questo è il motivo per cui mi sono preso la briga di rivedere il cartone e paragonarlo con il nostro oggi. Ho notato molte previsioni sbagliate alcune corrette analizzando la prima puntata, l'unica che ho avuto modo di avere.
Si inizia con un classico nelle opere di fantascienza.:
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L'auto Volante: Sbagliatissima
In questo caso Auto lievitante autopilotata. Per la macchina che si giuda da sola, a quanto pare, ci vorrà ancora qualche annetto. Per l'auto volante o lievitante non c'è nulla da fare, siamo ancora nella fantascienza pura e rimarrà tale ancora tanto tempo e chissà quanti altre opere di fantasia continueranno a prevederle. La devono finire di associare il futuro alle auto volanti! E' pura utopia solo pensare un traffico di milioni di auto volanti, quando ai giorni molti autisti non usano neanche la freccia per svoltare.
Se invece ipotizziamo un'auto-volante-autopilotata allora le cose sembrano più promettenti però decisamente più fantascientifiche.

I Robot: Quasi sbagliatissima.
Automi dalla forza prodigiosa, in grado di volare. Anche se negli ultimi anni sono stati compiuti progressi enormi nello sviluppo dei robot, dal campo bellico al campo medico, comunque i Robot più popolari sono giocattoli a pila, dotati di una ricca gamma di funzioni programmabili, che i genitori comprano ai figli perché non sono riusciti a trovare per Natale, la Playstation 4.
Al momento non si segnala la presenza di automi giganti che spaccano i palazzi con un pugno.
vlcsnap-00237La costruzione del Robot: Sbagliatissima di brutto.
Capitan Jet prende vita configurato correttamente con pochi passaggi, montato da altri robot, attivato senza procedure complesse. Nasce con la personalità di bambino vivace e curioso, senza sistema operativo e senza un procedimento di installazione. Nel mio 2015 se cambi un componente al tuo pc, smadonni un'ora prima di reinstallare skype e tornare a dialogare con l'amante russa. Per non parlare di quando compri un qualsiasi pezzo d'hardware, che appena torni a casa e lo colleghi alla rete, si aggiorna per un tempo infinito.
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Intelligenza artificiale: Ancora lontanissima però ci stiamo lavorando.
Capitan Jet è un robot senziente in grado di dialogare e interagire con l'uomo con naturalezza. Non si parla ne di algoritmi, logaritmi e neanche di un cervello positronico. Si comporta in questo modo per via del suo corpo da bambino e dei suoi enormi occhi dolci. Prova emozioni, ride, scherza e si comporta esattamente come un essere umano, senza farsi tutte quelle seghe mentali che patisce Data in Star Trek: Next Generation. Per quanto riguarda il nostro 2015, l'intelligenza artificiale più avanzata è implementata in quei banner pubblicitari su internet, che vi segnalano tutte le prostitute nel vostro paese di residenza da 100 anime, pronte per fare sesso con voi.
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I libri cartacei: Azzeccata
Nonostante sia un Robot all'avanguardia, Jetter Mars studia ancora su un libro di carta, invece di essere programmato, tanto per fare un esempio, con un cavetto Usb. Niente di strano, anche nel nostro 2015 i libri di carta esistono ancora e chissà fino a quando resisteranno sul mercato, prima di essere soppiantati dai più comodi e contestati Ebook. Argomento che ho approfondito in questo blog.
vlcsnap-00240Cioè, niente da strano in questa immagine, cioè, è solo per segnalare il dire quanto sia doppiata male, cioè, la ragazza vestita di viola, cioè, quella accompagna gli ospiti, cioè. Che storia!
vlcsnap-00241Stanza Antigravità: Lontanissima.
A un certo punto del cartone, i protagonisti dialogano sul destino di Jetter Mars, all'interno di una stanza priva di gravità. Per quale motivo? per rendere divertente una diatriba sulla morale robotica noiosa. Un buon motivo per dotare tutte le scuole di aulee antigravitazionali e quindi aumentare l'attenzione degli alunni per la lezione, diffusa a gambe all'aria. In ogni caso per stare in assenza di gravità nel 2015 attuale, bisogna prendere un razzo, fargli il pieno di benzina e spararlo fuori dall'orbita terrestre.
Per avere la sensazione di leggerezza, basta semplicemente fumare dei prodotti comprati in giro, da certe persone dall'atteggiamento schivo.
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La stanza dei bottoni: Sbagliata e inutile.
Esempio del futuro visto con gli occhi di un'artista del passato; robot all'avanguardia, città avanzate però monitor e console di comando con un look anni 60. Poi cosa serviranno tutte quelle luci e quei pannelli, quando i robot in Jetter Mars sono in grado di autogestirsi senza nessun stimolo remoto, non è chiaro.
Nei giorni nostri le postazioni di comando le usiamo cosi:
cockpit6 (2)
Per giocare...vlcsnap-00242
Isola artificiale galleggiante: Eh?
Se diamo un'occhiata a Google Map e analizziamo tutto il pianeta con cura, temo che sarà difficile individuare un'isola artificiale, galleggiante, con tanto di palazzi, strade e autostrade presente in Jetter Mars. Un'opera di svariati gigamiliardi con chissà con quale impatto per l'esodo delle rondini, ogni anno sempre più indecise su dove andare in vacanza.
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Saldatura Robotica a carezza: Sbagliata.
Miri, il robot-ragazza-a-cosce-nude costruito dal Dottor Kauashimo (Eustacchio per la traduzione libertina italiana) è in grado di riparare una falla su una parete di acciaio, accarezzandola con una mano. Il caso più lampante di come non sia possibile fare una cosa simile nella nostra epoca, è evidente nell'immagine qui sotto:
Costa-Concordia
 


 
 
vlcsnap-00245Concludendo: Azzeccata, però una valutazione di questa voce è fuori luogo.
A fine puntata non può mancare il tradizionale momento di ilarità per sdrammatizzare gli eventi accaduti e fidelizzare lo spettatore alla serie. La battuta divertente sul finale della prima puntata di Jetter Mars è questa:"Ci sono due persone che si incontrano, una dice all'altra:"Sono diventato vecchio, sono in Andropausa!" e l'altro risponde:"Io invece sono un Androide!"
Hahahahahahaah.

つづく

7 feb 2014

Capitano Harloch, sei tu?

Gli anni 80 sono un esauribile fonte di idee per chi lavora al cinema.
Non sono le idee che mancano e neanche la creatività, alcune pellicole lo dimostrano (Gravity è un esempio), ma quella formula magica che riesce a staccare dalla poltrona di casa i culi del popolo e li  trascina al cinema. Questo sin-sala-bin arcano si può chiamare:"Popolarità" oppure:"Hype" che viene generate da una fama avuta in passato, di una determinata serie. Non impegnarsi troppo nella ricerca di qualcosa di nuovo o cinematograficamente valido, ma sfruttare e riverniciare vecchi eroi. Come sta succedendo in questi giorni con "Robocop", tornato nelle sale dopo qualche decennio di assenza (dopo Robocop 3, poteva anche non tornare) Capitan Harloch è uscito dal limbo degli anni 80 in cui era intrappolato, per una conversione sul grande schermo, in treddì, con un lungometraggio in computer grafica. Un desiderio da anni sognato da molti uomini, cresciuti in quegli anni, tra cartoni animati giapponesi e cartoni animati giapponesi animati male.
Harloch era un personaggio carismatico, affascinava la sua vita ribelle, il suo messaggio di libertà, era oscuro quanto enigmatico e, quello che piaceva tanto ai bambini di quel tempo, aveva un'astronave cazzuta, con la bandiera da pirata che, inspiegabilmente, sventolava nel vuoto siderale. Un uomo dai sani principi, con un amore mai dichiarato verso ogni forma di vita, anche la più insignificante; vinceva tutte le sue battaglie e sapeva scegliere i collaboratori al suo fianco, benchè fossero tutti deformi e con la tendenza ad alzare il gomito. Quando la nave traballava, percossa dai colpi del nemico, tutto il suo equipaggio cadeva urlando, perdendo l'equilibrio, ma lui no.
Lui rimaneva in piedi e osservava l'avversario con il suo unico occhio, pensando la sua prossima strategia.
Immagini e personaggi che non si possono cancellare dalla mente, di chi le ha vissute in quei tempi, davanti uno schermo curvo, tempestato da scariche statiche.
Portare oggi Harloch al cinema vuol dire adattarlo per il  pubblico moderno, i giovani di oggi crescono con altri cartoni, con altri personaggi, molto più eccentrici del Capitano, e non hanno un pugno di eroi con cui trannenersi, come avevo io, ma un centinaio. Navigati e abituati a tutto; ecco il pubblico che entra nelle sale oggi. Serviva quindi un Capitan Harloch moderno, prima di tutto tredimensionale, quindi renderizzato in computer grafica.
Per essere all'altezza con il tempi, il film si difende benissimo, l'Arcadia ha un look molto dark ma lontanissimo dal suo design originale e ogni personaggio è stato completamente rivisto, ogni deformità della ciurma è stata corretta con fichissimi character da videogame.
Purtroppo la trama è stata partorita da un amante della fantascienza e delle battaglia navali, ma non di Capitan Harloch. Ingarbugliata in molti punti, fastidiosa in altri, ridicola in diversi aspetti e un ruolo esagerato viene dato agli ologrammi, forse per coprire i buchi neri lasciati dalla storia. Senza tralasciare il finale (che non svelo) inadeguiato e irrispettoso verso il protagonista.
L'Arcadia è alimentata dalla Dark Matter (doppiarla Materia Oscura era vietato da contratto, forse) ha lo scafo che si autoripara, può viaggiare più veloce di qualsiasi altra astronave e schiva miliardi di proiettili come un ape con la pioggia.
Che gusto c'è a vederla in battaglia, se sai già che è invincibile?
Lo scopo di Harloch non è quello di salvare l'umanità, ma friggere i testicoli dei spettatori con strategie che nessuno riesce a capire e tanto per rimanere sul confuso andante; in una scena il Pirata spaziale sfoggia poteri che fanno invidia a Superman.
Niente riassunto delle puntate precedenti, niente prequel, niente connessione con i cartoni animati, solamente un carosello di azione, dialoghi, tradimenti e amicizia sviluppati da una CGI comunque buona, legati da una trama fragile che destabilizza il metabolismo dei fans della serie.
Il vecchio filibustiere che vagava tra le galassie si è trasformato di un complessato e oscuro personaggio, che risulta più pertinente all'interno di un capitolo del più recente Final Fantasy.
Capitan Harloch, quello vero, è rimasto negli anni 80