La moda impazza su steam, entrata senza far rumore e in maniera del tutto naturale. Eppure, qualche anno fa, era fa folli solo pensare di pagare un gioco, prima ancora che uscisse, per poterlo giocare non ancora completo. Certo, eravamo abituati bene, qualsiasi titolo o almeno quelli più in vista, avevano la loro bella e splendente Demo da provare, del tutto gratuitamente, che mostrava a noi curiosi videogiocatori, una versione del gioco incompleta, magari qualche livello, ma di una build che si poteva benissimo essere quella finale. Oggi, sembra quasi naturale comprare un gioco incompleto, non dico in beta, ma in Alpha1, appena dopo la fase embrionale, pagarlo meno, giocarlo dopo aver letto una paginata di testo dove si dichiara l'incompletezza del titolo e, quindi, aspettare la versione finale, che chissà quando uscirà...se uscirà. Non saprei dire se questa pratica sia un bene o un male per il mercato dei videogiochi, ma certo aiuta i piccoli produttori/programmatori che hanno buone ideee in mente, ma pochi mezzi per svilupparla.
In genere sto bene alla larga dalle "Early Access" ma se un gioco sembra avvicinarsi ai miei gusti, un pensiero ce lo faccio, per questo ho lanciato i miei numeri della mia carta di credito verso questo
Full Mojo Rampage:
Un promettente derivato di Binding of Isaac (che adoro), con qualche dinamica rubata a Diablo 3 (in cui sono attratto inevitabilmente) e una sorta di crescita delle statistiche barra personaggio già visto in Rogue Legacy (che ho già lodato in questo blog). Traducendo per chi è poco pratico di questi titoli, FMR è uno sparatutto con visuale dall'alto, dove si usa il mouse e la tastiera; WASD per muoversi e il mouse per mirare e sparare, controlliamo un piccolo e goffo personaggio e dovremo affrontare dei livelli casuali, con dei nemici casuali di difficoltà crescente, sopravvivendo usando degli oggetti casuali che troveremo casualmente dalle uccisioni o da alcuni scrigni casuali. Ora come ora, in questa versione Alpha 5, non è cosi complesso giungere al termine del gioco, diviso in tre capitoli e il personaggio passa di livello come un qualsiasi gioco di ruolo e ogni level-up potremo alzare una delle 4 caratteristiche in uso; danno, velocità di movimento, velocità di sparo, punti ferita. Attualmente la difficoltà di gioco non si adatta al livello del personaggio, quindi più lo facciamo crescere più diventa easy il viaggio verso il boss finale.
Perchè ho scritto che promette bene, perchè le idee sviluppate mi hanno convinto, si vede lontano un miglio che chi sta dietro a questo progetto ha nel cuore Binding of Isaac e tenta, in maniera velata, di imitarlo condendolo con qualcosa di diverso. La dinamica dei combattimenti è veloce, fluida e funzionale, la grafica fa il suo mojo lavoro anche se alcuni bug non mancano, certo l'interfaccia è troppo piccolo e le opzioni ridotte all'osso, gli Over The Top Games ha ancora tanti dettagli da limare e bilanciare, in ogni caso, il contenuto prodotto sino adesso è divertente e merita attenzione.
Se mantiene un buon prezzo, Full Mojo Rampage sarà un titolo da avere, oppure da aspettare al varco, nei prossimi saldi di Steam.
28 gen 2014
6 gen 2014
2013: Riassunto delle puntate precedenti.
L'anno passato è stato un anno molto produttivo per film e telefilm, videogiochi, tragedie e pettegolezzi inutili esattamente come l'anno prima e l'anno prima ancora. Sono anni oramai, che se non fai tempo ad andare al cinema per vedere una pellicola che ti interessa particolarmente, che questa passa per dare spazio a un altro film., alla velocità della luce. Più che uscire, i film "escono dalla fottute pareti" per usare una opportuna citazione cinematografica.
Quest'anno (2013) mi sono fatto una bella scorpacciata di cinema e, quello che sono riuscito a vedere, posso raccontarlo e commentarlo brevemente nella solita lista a pioggia qui di sotto:
After Earth:
Padre e figlio stretti nella morsa di un sfortunato atterraggio sulla terra, dove Will Smith recita da seduto e il figlio corre, combatte e si fa salvare la vita da un uccello gigante. Simpatica metafora o palese doppiosenso?
Non mi è piaciuto; troppe scene sterili e una storia debole priva di mordente. L'invasione aliena sulla terra è narrata con meno efficacia di una scusa di un tossicodipendente, per farsi dare un euro.
Attacco al Potere.
Simpatico e spensierato film di azione con un rocambolesco assalto alla Casa Bianca e l'aspettativa costante che, in qualche momento della pellicola, magari quando meno te lo aspetti, l'attore principale non diriga lo sguardo verso la telecamera urlando:"QUESTA E' SPARTAAAAAAAAAAA!". Anche se questo, purtroppo, non avviene, rimane una pellicola di azione da guardare con l'occhio vitreo e il cervello afk.
Cattivissimo Me 2:
Degno seguito di un spassoso cartone animato, dove alla fine, i veri protagonisti sono degli omini piccoli e gialli e non sono Cinesi, ma vengono chiamati Minion.
Strappa più di un sorriso per la sua abilità di elaborare, in pochi secondi, un evento catastrofico e illogico per acrobazie demenziali.
I Croods:
Commedia e avventura comica di una famiglia primitiva, molto simile alle nostre contemporanee. Ricca di riflessioni celate all'interno di spassose gag, la pellicola non sarà il migliore film di animazione dell'anno 2013, non il più divertente, ma il più originale. Almeno di quelli che ho visto io.
Die Hard: Un buon giorno per morire.
Bruce Willis dimostra al mondo che non è ancora troppo vecchio per fare i film di azione e che, all'interno dei suoi film e del suo mondo dove una scena d'azione è preceduta da una breve frase, volgare, d'effetto, la fisica funziona in maniera molto diversa...qualora non si fosse ancora capito.
Ghost Movie:
Minestrone di moltissime idee confuse e poco efficaci per cercare, malamente, di scimmiottare le recenti pellicole horror. Anche se la mira è diretta principalmente su: Paranormal Activity. Ho riso poco e nulla, ma l'unica scena che mi ha ribaltato non ve la posso svelare, per non rovinare l'unico vero e breve momento di comicità di Ghost Movie.
Il Grande e Potente Oz:
Favola leggerissima e fantasiosa, prequel del Mago di Oz, dove l'atmosfera insaporita da salsa Dinesy, viene ogni tanto salata dalla mano di Sam Raimi e dalle sue abituali e inevitabili tocchi horror. Divertente in alcuni punti, curioso in altri, deludente nel complesso. Comunque godibile.
Gravity:
Tanto se ne è parlato e tanto è stato discusso, chi lo ritiene un capolavoro, chi un film da dimenticare, in ogni caso oramai la sua moda è passata e, a mio avviso, rimane l'unico vero film di Fantascienza uscito nell'annata. Una guardata la consiglio a tutti, appassionatamente. Poi se non vi piace, almeno avete visto un bel film.
Elysium:
Controverso e discreto racconto in cui Matt Damon interpreta un idiota che, per puro caso e senza la sua volontà, scatena una rivolta dei poveri contro i ricchi abitanti di Elysium, un bellissimo posto in orbita sullo spazio, in quadrato per una manciata di secondi. A metà strada tra l'azione e film denuncia, quello che rimane è un Matt con indosso un esoscheletro che vuole sembrare un supereroe, ma con discrezione.
Lo Hobbit La desolazione di Smaug:
Il mio giudizio è di parte, perchè adoro tutte le pellicole "Tolkeniane" di Peter Jackson, questa inclusa. Certo non mi sono andati giù tanti evidenti particolari buttati nel racconto, come espediente per allungare la storia e spalmarla su tre diversi film. Non mi è andata giù la pseudo storia di amore tra un Nano e l'Elfo (femmina) più adeguata in un racconto di Giorge R. Martin, che di Tolkien. Sembra non esserci mai fine alla presentazione di nuovi personaggi, quindi la pellicola si concede qualche minuto di suspance, il momento preciso in cui si invita lo spettatore a tornare al cinema il prossimo anno.
Maledetto Jackson e i suoi Hobbit! Mi hai fregato anche troppi soldi, non ci torno più al cinema!
La realtà e che, il prossimo dicembre, sarò seduto sulle solite poltroncine, con il poc-corn in mano e gli occhialetti 3d abbracciati davanti i miei occhiali da vista.
Into The Darkness - Star Trek.
Seguito poco riuscito di un riuscito reboot della serie. La storia tra Spock e Uura è indigesta come il flirt di Nano e Elfo (femmina) dello Hobbit e la reincarnazione giovane e moderna di Khan risulta confusa e prima di personalità. La presenza di un dislocatore temporale in grado di teleportare un uomo da pianeta in pianeta, potrebbe mettere in pericolo l'intera stabilità dell'universo di Star Trek e genera l'inevitabile domanda:"Allora, a che cazzo servono le astronavi?"
The Last Stand - L'ultima Sfida.
La verità è che Swarzenegger senza Stallone e Company può risultare noioso. La scena finale, dove il cattivo di turno si mena con l'australiano incartapecorito è in parte patetica, in parte forzata e mi ha fatto pensare che non tutti gli attori di film d'azione hanno la fortuna di fare la stessa parte di duri nella terza età, alcuni ad esempio, sono diventati preti in serial televisivi.
Una Notte da Leoni 3:
I protagonisti non si ubriacano, non c'è la scena della "mattina dopo" se non dopo i titoli di coda, non succedono cose particolarmente assurde.
Ridatemi i soldi.
Oblivion:
Tom Cruise copia Moon a mani basse e cerca di rendere indimenticabile una pellicola di fantascienza oramai dimenticata. Verso la fine del film, lo spettatore può solo sperare di vedere la terra esplodere in un tripudio di computer grafica e modellini in plastilina fatti brillare, per cancellare i protagonisti di questo anonimo film.
Pacific Rim:
Gullielmo del Toro porta sul grande schermo i Robottoni Giapponesi, tanto guardati e amati negli anni 80 (per chi era bambino allora). Lo fa nel suo stile e con un buon senso dello spettacolo. Benché la trama possieda dei buchi ben più ampi di quello lasciato nell'oceano Pacifico dai Kaiju,
Thor: Dark World.
Ho preferito questo seguito al primo episodio della serie, riuscito meglio sotto certo aspetti: più divertente, maggiore spazio sia a Thor che a Loki, battaglie più chiare, un treddi più riuscito anche se l'ho visto in 2d e mi piace. Più "Comics" del primo capitolo, più azione e la conferma della volontà di farne una serie infinita di capitoli. Incassi permettendo.
One Direction: This is Us.
Ovviamente sto scherzando, non l'ho visto.
Iron Man 3
Alti e bassi per questo capitolo. Punti in cui la trama si interseca perfettamente con scene di azione degne dell'uomo con l'armatura tecnologica, in altri momenti scivola su altri ruoli più idonei a un personaggio come James Bond. I fuochi di artificio conclusivi dichiarano apertamente due dettagli importanti per la serie:
1: Tony Stark non ha fatto altro nella vita che costure armature.
2: Quella luce sul petto era antiestetica e andava rimossa.
World War Z:
Un film travagliato e al centro di continui ritardi, pettegolezzi tra Brad Pitt e il regista, che si può riassumere in una manciata di parole: Nel primo tempo può anche risultare un godibile e frizzante zombie-movie da drive-In ma, nella seconda parte, trama e interesse deragliano in un binario morto. Inspiegabile l'utilizzo di cosi tanto tempo e risorse per fare un film cosi mediocre. Brad Pitt martire fichetto di un mondo di uomini che, non percepiscono particolari evidenti per la propria salvezza.
La Casa (evil dead).
L'ho apprezzato, specialmente per il suo nuovo modo di reinventare la storia originale, collegata solamente per alcuni clichè (la motosega, la casa, la steady cam attraverso il bosco e altri che non posso elencare) e dare lustro e modernità a un film che continua a funzionare ancora oggi. L'unica cosa che non funziona e che manca un "Bruce Campbell" della situazione, una figura carismatica che si evolva all'interno della casa infestata da demoni, diventando da vittima a eroe e quindi sterminatore.
Se vi è piaciuto l'originale, vi piacerà anche questo. Gore e splatter non mancano.
Sono sicuro di aver concluso la carrellata e che nella mia personale collezione di pellicole collaudate, non manchi nulla. Che dire, un nuovo anno è iniziato e come primo lusso mi son concesso la visione di Capitan Harloch in 3d. (a breve una pseudo recensione), prima che lasciasse il posto a qualche altro delle migliaia di film che devono uscire.
Quest'anno (2013) mi sono fatto una bella scorpacciata di cinema e, quello che sono riuscito a vedere, posso raccontarlo e commentarlo brevemente nella solita lista a pioggia qui di sotto:
After Earth:
Padre e figlio stretti nella morsa di un sfortunato atterraggio sulla terra, dove Will Smith recita da seduto e il figlio corre, combatte e si fa salvare la vita da un uccello gigante. Simpatica metafora o palese doppiosenso?
Non mi è piaciuto; troppe scene sterili e una storia debole priva di mordente. L'invasione aliena sulla terra è narrata con meno efficacia di una scusa di un tossicodipendente, per farsi dare un euro.
Attacco al Potere.
Simpatico e spensierato film di azione con un rocambolesco assalto alla Casa Bianca e l'aspettativa costante che, in qualche momento della pellicola, magari quando meno te lo aspetti, l'attore principale non diriga lo sguardo verso la telecamera urlando:"QUESTA E' SPARTAAAAAAAAAAA!". Anche se questo, purtroppo, non avviene, rimane una pellicola di azione da guardare con l'occhio vitreo e il cervello afk.
Cattivissimo Me 2:
Degno seguito di un spassoso cartone animato, dove alla fine, i veri protagonisti sono degli omini piccoli e gialli e non sono Cinesi, ma vengono chiamati Minion.
Strappa più di un sorriso per la sua abilità di elaborare, in pochi secondi, un evento catastrofico e illogico per acrobazie demenziali.
I Croods:
Commedia e avventura comica di una famiglia primitiva, molto simile alle nostre contemporanee. Ricca di riflessioni celate all'interno di spassose gag, la pellicola non sarà il migliore film di animazione dell'anno 2013, non il più divertente, ma il più originale. Almeno di quelli che ho visto io.
Die Hard: Un buon giorno per morire.
Bruce Willis dimostra al mondo che non è ancora troppo vecchio per fare i film di azione e che, all'interno dei suoi film e del suo mondo dove una scena d'azione è preceduta da una breve frase, volgare, d'effetto, la fisica funziona in maniera molto diversa...qualora non si fosse ancora capito.
Ghost Movie:
Minestrone di moltissime idee confuse e poco efficaci per cercare, malamente, di scimmiottare le recenti pellicole horror. Anche se la mira è diretta principalmente su: Paranormal Activity. Ho riso poco e nulla, ma l'unica scena che mi ha ribaltato non ve la posso svelare, per non rovinare l'unico vero e breve momento di comicità di Ghost Movie.
Il Grande e Potente Oz:
Favola leggerissima e fantasiosa, prequel del Mago di Oz, dove l'atmosfera insaporita da salsa Dinesy, viene ogni tanto salata dalla mano di Sam Raimi e dalle sue abituali e inevitabili tocchi horror. Divertente in alcuni punti, curioso in altri, deludente nel complesso. Comunque godibile.
Gravity:
Tanto se ne è parlato e tanto è stato discusso, chi lo ritiene un capolavoro, chi un film da dimenticare, in ogni caso oramai la sua moda è passata e, a mio avviso, rimane l'unico vero film di Fantascienza uscito nell'annata. Una guardata la consiglio a tutti, appassionatamente. Poi se non vi piace, almeno avete visto un bel film.
Elysium:
Controverso e discreto racconto in cui Matt Damon interpreta un idiota che, per puro caso e senza la sua volontà, scatena una rivolta dei poveri contro i ricchi abitanti di Elysium, un bellissimo posto in orbita sullo spazio, in quadrato per una manciata di secondi. A metà strada tra l'azione e film denuncia, quello che rimane è un Matt con indosso un esoscheletro che vuole sembrare un supereroe, ma con discrezione.
Lo Hobbit La desolazione di Smaug:
Il mio giudizio è di parte, perchè adoro tutte le pellicole "Tolkeniane" di Peter Jackson, questa inclusa. Certo non mi sono andati giù tanti evidenti particolari buttati nel racconto, come espediente per allungare la storia e spalmarla su tre diversi film. Non mi è andata giù la pseudo storia di amore tra un Nano e l'Elfo (femmina) più adeguata in un racconto di Giorge R. Martin, che di Tolkien. Sembra non esserci mai fine alla presentazione di nuovi personaggi, quindi la pellicola si concede qualche minuto di suspance, il momento preciso in cui si invita lo spettatore a tornare al cinema il prossimo anno.
Maledetto Jackson e i suoi Hobbit! Mi hai fregato anche troppi soldi, non ci torno più al cinema!
La realtà e che, il prossimo dicembre, sarò seduto sulle solite poltroncine, con il poc-corn in mano e gli occhialetti 3d abbracciati davanti i miei occhiali da vista.
Into The Darkness - Star Trek.
Seguito poco riuscito di un riuscito reboot della serie. La storia tra Spock e Uura è indigesta come il flirt di Nano e Elfo (femmina) dello Hobbit e la reincarnazione giovane e moderna di Khan risulta confusa e prima di personalità. La presenza di un dislocatore temporale in grado di teleportare un uomo da pianeta in pianeta, potrebbe mettere in pericolo l'intera stabilità dell'universo di Star Trek e genera l'inevitabile domanda:"Allora, a che cazzo servono le astronavi?"
The Last Stand - L'ultima Sfida.
La verità è che Swarzenegger senza Stallone e Company può risultare noioso. La scena finale, dove il cattivo di turno si mena con l'australiano incartapecorito è in parte patetica, in parte forzata e mi ha fatto pensare che non tutti gli attori di film d'azione hanno la fortuna di fare la stessa parte di duri nella terza età, alcuni ad esempio, sono diventati preti in serial televisivi.
Una Notte da Leoni 3:
I protagonisti non si ubriacano, non c'è la scena della "mattina dopo" se non dopo i titoli di coda, non succedono cose particolarmente assurde.
Ridatemi i soldi.
Oblivion:
Tom Cruise copia Moon a mani basse e cerca di rendere indimenticabile una pellicola di fantascienza oramai dimenticata. Verso la fine del film, lo spettatore può solo sperare di vedere la terra esplodere in un tripudio di computer grafica e modellini in plastilina fatti brillare, per cancellare i protagonisti di questo anonimo film.
Pacific Rim:
Gullielmo del Toro porta sul grande schermo i Robottoni Giapponesi, tanto guardati e amati negli anni 80 (per chi era bambino allora). Lo fa nel suo stile e con un buon senso dello spettacolo. Benché la trama possieda dei buchi ben più ampi di quello lasciato nell'oceano Pacifico dai Kaiju,
Thor: Dark World.
Ho preferito questo seguito al primo episodio della serie, riuscito meglio sotto certo aspetti: più divertente, maggiore spazio sia a Thor che a Loki, battaglie più chiare, un treddi più riuscito anche se l'ho visto in 2d e mi piace. Più "Comics" del primo capitolo, più azione e la conferma della volontà di farne una serie infinita di capitoli. Incassi permettendo.
One Direction: This is Us.
Ovviamente sto scherzando, non l'ho visto.
Iron Man 3
Alti e bassi per questo capitolo. Punti in cui la trama si interseca perfettamente con scene di azione degne dell'uomo con l'armatura tecnologica, in altri momenti scivola su altri ruoli più idonei a un personaggio come James Bond. I fuochi di artificio conclusivi dichiarano apertamente due dettagli importanti per la serie:
1: Tony Stark non ha fatto altro nella vita che costure armature.
2: Quella luce sul petto era antiestetica e andava rimossa.
World War Z:
Un film travagliato e al centro di continui ritardi, pettegolezzi tra Brad Pitt e il regista, che si può riassumere in una manciata di parole: Nel primo tempo può anche risultare un godibile e frizzante zombie-movie da drive-In ma, nella seconda parte, trama e interesse deragliano in un binario morto. Inspiegabile l'utilizzo di cosi tanto tempo e risorse per fare un film cosi mediocre. Brad Pitt martire fichetto di un mondo di uomini che, non percepiscono particolari evidenti per la propria salvezza.
La Casa (evil dead).
L'ho apprezzato, specialmente per il suo nuovo modo di reinventare la storia originale, collegata solamente per alcuni clichè (la motosega, la casa, la steady cam attraverso il bosco e altri che non posso elencare) e dare lustro e modernità a un film che continua a funzionare ancora oggi. L'unica cosa che non funziona e che manca un "Bruce Campbell" della situazione, una figura carismatica che si evolva all'interno della casa infestata da demoni, diventando da vittima a eroe e quindi sterminatore.
Se vi è piaciuto l'originale, vi piacerà anche questo. Gore e splatter non mancano.
Sono sicuro di aver concluso la carrellata e che nella mia personale collezione di pellicole collaudate, non manchi nulla. Che dire, un nuovo anno è iniziato e come primo lusso mi son concesso la visione di Capitan Harloch in 3d. (a breve una pseudo recensione), prima che lasciasse il posto a qualche altro delle migliaia di film che devono uscire.
17 nov 2013
Final Fantasy XIV: A Realm Reabort?
Uscito a fine estate, sia per Ps3 che su PC, dopo un periodo di opportuno e travagliato beta-testing; il nuovo titolo Square-Enyx propone l'intento di salvare dall'oblio digitale la saga di Final Fantasy, inserendola nuovamente nel ricco, vasto e inflazionato mercato dei Mmorpg. Ci sta riuscendo? E' il nuovo punto di riferimento del gdr online? Segue fedelmente la trama e le ambientazioni della saga della Square?
Per rispondere a queste domande ci vorrebbe una recensione, questa invece è una lista di alcuni dettagli di questo Mmorpg che non ho potuto proprio sopportare. Tenendo presente che, in futuro prossimo, il gioco potrebbe modificarsi e mutare in un altra forma di giocabilità; in data attuale, Final Fantasy porta con se alcuni difetti non del tutto trascurabili, vediamoli in elenco:
Interfaccia:
Comandi che si protrebbero risolvere in pochi click o con la pressione di un tasto, in Realm Reborn richiedono l'apertura di diverse finestre. Per esempio; la Mappa e la minimappa, anche se elaborano lo stesso territorio, hanno due individuazioni diverse. Nella prima, in alto a destra; minuscola, si possono individuare i punti di riferimento del gathering o i mob richiesti nelle quest, mentre nella seconda, che è possibile ingrandire a proprio piacimento, no. Altro esempio, per invitare nel gruppo un giocatore che sta transitando nella vostra visuale, non basta chessò, premere il tasto destro del mouse e clikkare su invita, troppo semplice. Bisogna aprire la finestra del social e cliccare il comando idoneo per fare vostro il compagno di ventura.
Skill, magie, tricchetracchè:
Nonostante la varietà di classe con cui è possibile giocare, moltissime abilità e magie si somigliano molto, avendo lo stesso tempo di casting e lo stesso danno.
Quest o non quest:
La scelta delle quest è limitata, potrebbe certo risultare positivo per i puristi del farming, ma se leviamo la serie di missioni principali, legate a filo unico con la classe che ci guiderà verso il cap, il resto delle quest è limitato, lasciando quindi il lavoro più sporco di livellare inseguendo i Fate (i "Rift", Eventi in GW2) sparsi per la mappa, remunerativi di exp, frequentatissimi e molto veloci. Le istance, oltre ai drop degli oggetti, sono avari di esperienza. Il fastidio più evidente è l'impossibilità di riconoscere a colpo d'occhio sulla mappa, il livello delle quest presenti in un determinato settore. Se si vorrà cominciare una nuova classe, quindi o si dovrà utilizzare la memoria, oppure utilizzare qualche wikiguida.
Seguire la main quest è comunque impegnativo, non in termini di combattimento, ma di pazienza. Si dovrà seguire un lungo percorso di pellegrinaggio che ci trasformerà in fattorini, portavoce, per espiare la nostra colpa di essere entrati in questo mondo fantastico, che conoscerete al meglio dopo aver girovagato in lungo e in largo per ogni suo anfratto.
Fortuna che ci si può spostare con i teletrasporti (a pagamento) in molti (ma non tutti) punti della mondo già esplorati.
Il Doppiaggio che non c'è:
Capisco che il numero di scritto è impressionante, ma lasciare in silenzio tutto questo testo spiazza. Mimiche di un certo livello, recitazioni lodevoli anche nel quest dealer più sperduto che si risolvono in dialoghi silenziosi con testi incastrati dentro allegri fumetti. Molto final fantasy è vero, ma poco efficace in questi tempi.
Tu non devi, Disconnetterti!:
Se uno del party (generalmente se ne va l'healer) abbandona l'istanza prima del previsto, magari all'ultimo boss, non è possibile invitare altre giocatori per continuare l'avventura e magari portare a termine una istanza fallita svariate volte. Una lacuna che andrebbe corretta prima possibile o magari è già stato fatto, in ogni caso non ho modo di provarlo, perchè non ho più rinnovato l'account.
Una classe, tante classi, tanto inventario:
Con un personaggio di una classe è possibile alzare tutte le altre classi, indossando (dopo il liv 10) la relativa arma e parlato con il relativo tizio trainer, si parte dal livello 1, con l'equip relativo dello stesso livello e l'esperienza da formare. Questo significa che potremo alzare le classi che vogliamo a nostro piacimento per ottenere le abilità diverse, alcune usabili da altre classi. Vuole anche significare un inventario dedicato solo all'equip a griglia che si riempirà di iconette divise solamente una tipologia. Possiamo avere 20 scarpe di livelli differenti e di classi differenti che scopriremo di utilità passando sopra il mouse per rilevare le loro caratteristiche. Lo stesso funzionamento è adottato anche per i mestieri e il gathering. Un altro espediente scomodo che fa perdere tempo.
A.A.A. Cercasi Tank e Healer:
Avendo una impostazione di gioco molto tradizionale, anche questo Mmorg soffre molto per l'importanza massiva di alcuni classi. Ma che dico alcune; le solite; Tank (Paladin e Warrior) e Healer (White Mage). usate da un esiguo numero di giocatori, tanto che è sempre difficile trovarli per entrare nella solita Istanza. Questo si traduce in tempi di attesa per entrare nelle istance, molto lungi per chi vuole fare la solita classe Dps. Il discorso si potrebbe rendere meno amaro se il giocatore è dentro a qualche gilda affiatata con le classi giuste.
Però chi è in una gilda nutrita e organizzata, certo non ha bisogno di usare il dungeon finder.
Il mondo in un fazzoletto.
La rappresentazione del mondo di final fantasy è lontanissima dal solito open world dei Mmorg. Il complesso di ambientazioni e zone dove livellare è limitato e collegato ad altre zone da caricamenti, anche se brevi. Colpa della Playstation 3, che condivide questo gioco trascinando verso il basso, qualità e contenuti grafici anche per l'utenza PC. Inizialmente, muoversi nel meraviglioso mondo popolato da Chocobo e bambini adulti è poco intuitivo. Sfogliare la mappa significa clikkare su triangoli minuscoli per cercare il punto dove iniziare una quest. Se una di queste non è presente nel territorio in cui noi siamo, dovremo andarla a trovarla manualmente dopo aver sfogliato una scomodissima cartina con i punti di riferimento, cliccabili, minuscoli.
Conclusioni:
Final Fantasy Realm Reborn è una pietra sgrezza che necessita ancora molto lavoro, la base c'è tutta per acchiappare l'utenza dei Fans della saga e ci sta già riuscendo, però manca qualcosa che trattenga e intrattenga gli utenti più smaliziati, frequentatori dei Mmorpg (o theme-park), abituati ad alcune comodità che qui, purtroppo, non sono neanche implementate. Confido che in un futuro possa migliorare, per portare a termine la carriera del mio White Mage, che purtroppo mi ha annoiato prima del previsto. Coraggio Square!
Per rispondere a queste domande ci vorrebbe una recensione, questa invece è una lista di alcuni dettagli di questo Mmorpg che non ho potuto proprio sopportare. Tenendo presente che, in futuro prossimo, il gioco potrebbe modificarsi e mutare in un altra forma di giocabilità; in data attuale, Final Fantasy porta con se alcuni difetti non del tutto trascurabili, vediamoli in elenco:
Interfaccia:
Comandi che si protrebbero risolvere in pochi click o con la pressione di un tasto, in Realm Reborn richiedono l'apertura di diverse finestre. Per esempio; la Mappa e la minimappa, anche se elaborano lo stesso territorio, hanno due individuazioni diverse. Nella prima, in alto a destra; minuscola, si possono individuare i punti di riferimento del gathering o i mob richiesti nelle quest, mentre nella seconda, che è possibile ingrandire a proprio piacimento, no. Altro esempio, per invitare nel gruppo un giocatore che sta transitando nella vostra visuale, non basta chessò, premere il tasto destro del mouse e clikkare su invita, troppo semplice. Bisogna aprire la finestra del social e cliccare il comando idoneo per fare vostro il compagno di ventura.
Skill, magie, tricchetracchè:
Nonostante la varietà di classe con cui è possibile giocare, moltissime abilità e magie si somigliano molto, avendo lo stesso tempo di casting e lo stesso danno.
Quest o non quest:
La scelta delle quest è limitata, potrebbe certo risultare positivo per i puristi del farming, ma se leviamo la serie di missioni principali, legate a filo unico con la classe che ci guiderà verso il cap, il resto delle quest è limitato, lasciando quindi il lavoro più sporco di livellare inseguendo i Fate (i "Rift", Eventi in GW2) sparsi per la mappa, remunerativi di exp, frequentatissimi e molto veloci. Le istance, oltre ai drop degli oggetti, sono avari di esperienza. Il fastidio più evidente è l'impossibilità di riconoscere a colpo d'occhio sulla mappa, il livello delle quest presenti in un determinato settore. Se si vorrà cominciare una nuova classe, quindi o si dovrà utilizzare la memoria, oppure utilizzare qualche wikiguida.
Seguire la main quest è comunque impegnativo, non in termini di combattimento, ma di pazienza. Si dovrà seguire un lungo percorso di pellegrinaggio che ci trasformerà in fattorini, portavoce, per espiare la nostra colpa di essere entrati in questo mondo fantastico, che conoscerete al meglio dopo aver girovagato in lungo e in largo per ogni suo anfratto.
Fortuna che ci si può spostare con i teletrasporti (a pagamento) in molti (ma non tutti) punti della mondo già esplorati.
Il Doppiaggio che non c'è:
Capisco che il numero di scritto è impressionante, ma lasciare in silenzio tutto questo testo spiazza. Mimiche di un certo livello, recitazioni lodevoli anche nel quest dealer più sperduto che si risolvono in dialoghi silenziosi con testi incastrati dentro allegri fumetti. Molto final fantasy è vero, ma poco efficace in questi tempi.
Tu non devi, Disconnetterti!:
Se uno del party (generalmente se ne va l'healer) abbandona l'istanza prima del previsto, magari all'ultimo boss, non è possibile invitare altre giocatori per continuare l'avventura e magari portare a termine una istanza fallita svariate volte. Una lacuna che andrebbe corretta prima possibile o magari è già stato fatto, in ogni caso non ho modo di provarlo, perchè non ho più rinnovato l'account.
Una classe, tante classi, tanto inventario:
Con un personaggio di una classe è possibile alzare tutte le altre classi, indossando (dopo il liv 10) la relativa arma e parlato con il relativo tizio trainer, si parte dal livello 1, con l'equip relativo dello stesso livello e l'esperienza da formare. Questo significa che potremo alzare le classi che vogliamo a nostro piacimento per ottenere le abilità diverse, alcune usabili da altre classi. Vuole anche significare un inventario dedicato solo all'equip a griglia che si riempirà di iconette divise solamente una tipologia. Possiamo avere 20 scarpe di livelli differenti e di classi differenti che scopriremo di utilità passando sopra il mouse per rilevare le loro caratteristiche. Lo stesso funzionamento è adottato anche per i mestieri e il gathering. Un altro espediente scomodo che fa perdere tempo.
A.A.A. Cercasi Tank e Healer:
Avendo una impostazione di gioco molto tradizionale, anche questo Mmorg soffre molto per l'importanza massiva di alcuni classi. Ma che dico alcune; le solite; Tank (Paladin e Warrior) e Healer (White Mage). usate da un esiguo numero di giocatori, tanto che è sempre difficile trovarli per entrare nella solita Istanza. Questo si traduce in tempi di attesa per entrare nelle istance, molto lungi per chi vuole fare la solita classe Dps. Il discorso si potrebbe rendere meno amaro se il giocatore è dentro a qualche gilda affiatata con le classi giuste.
Però chi è in una gilda nutrita e organizzata, certo non ha bisogno di usare il dungeon finder.
Il mondo in un fazzoletto.
La rappresentazione del mondo di final fantasy è lontanissima dal solito open world dei Mmorg. Il complesso di ambientazioni e zone dove livellare è limitato e collegato ad altre zone da caricamenti, anche se brevi. Colpa della Playstation 3, che condivide questo gioco trascinando verso il basso, qualità e contenuti grafici anche per l'utenza PC. Inizialmente, muoversi nel meraviglioso mondo popolato da Chocobo e bambini adulti è poco intuitivo. Sfogliare la mappa significa clikkare su triangoli minuscoli per cercare il punto dove iniziare una quest. Se una di queste non è presente nel territorio in cui noi siamo, dovremo andarla a trovarla manualmente dopo aver sfogliato una scomodissima cartina con i punti di riferimento, cliccabili, minuscoli.
Conclusioni:
Final Fantasy Realm Reborn è una pietra sgrezza che necessita ancora molto lavoro, la base c'è tutta per acchiappare l'utenza dei Fans della saga e ci sta già riuscendo, però manca qualcosa che trattenga e intrattenga gli utenti più smaliziati, frequentatori dei Mmorpg (o theme-park), abituati ad alcune comodità che qui, purtroppo, non sono neanche implementate. Confido che in un futuro possa migliorare, per portare a termine la carriera del mio White Mage, che purtroppo mi ha annoiato prima del previsto. Coraggio Square!
28 ott 2013
La cosa più bella è dare agli altri, ok. si...però...
Un filmato breve, semplice per pubblicità diversa da molte altre, lontana da quelle trasmesse con grande fretta dalle nostre tv, lontana dal messaggio del subito che stupra lo spettatore imponendogli un'idea, cercando a tutti costi il tormentone, trasformando lo spot in uno spot, diffuso gratis dalle parole. Questo messaggio è dissonante da qualsiasi motto commerciale che è in contrasto con la stessa essenza della pubblicità. Un bambino ruba delle medicine a una donna che rimprovera il bambino in una violenta lingua composta di sole vocali:"Uoaaaoshaaaaaaaaaaaaaaa! uauiaaaaaaaaaaa!" sarebbe incomprensibile se non per il lavoro di qualche volenteroso conoscitore del Coreano (Thailandese?). Mentre il bambino ascolta sottomesso i rimproveri, arriva un uomo che ferma la donna con:" ioeeeee! aooaaaaaaaaaiiiii oeeaaaaaaaaaa!!" - L'uomo comprende il dramma della situazione e copre personalmente la spesa delle medicine che servono per guarire la madre del piccolo. 30 anni dopo la storia continua e non vi svelo altro; è doveroso che guardiate completamente il filmato, tanto dura poco. Colpisce la sincerità con cui viene confezionato e trasmesso il messaggio: "Dare è la migliore forma di comunicazione". Una bella lezione di filosofia in grado di rincuorare l'animo e adottare un atteggiamento verso gli altri, almeno per i successivi cinque minuti dalla visione del filmato.
C'è speranza per l'umanità; una ottima immagine per lo sponsor e la divulgazione del filmato su facebook, twitter e chissà in quanti altri social network (ok, Twitter è un microblog non un social network) è assicurata, quindi avrà già fatto il giro del mondo diverse volte. Il messaggio è opportuno divulgarlo al popolo, anche se il concetto di base potrebbe avere altri risvolti.
E' umano compiere azioni buone come donare dei soldi o prestare un aiuto. Un atto che non dovrebbe essere insegnato da qualche filmato commuovente, ma implicito nella società civile. Il semplice gesto di donare andrebbe fatto senza la volontà di voler essere ricambiati a tutti i costi.
Chi opera quotidianamente questo genere di nobili azioni (sono tanti e non fanno notizia) non si aspetta di essere ricambiato, anzi, lo farebbe anche se avesse la matematica certezza di essere ignorato. E' proprio questa La manifestazione pura di bontà; silenziosa e illuminata. Lo slogan tende a far credere allo spettatore che, se oggi dai qualcosa, aiuti uno sconosciuto, nel futuro lui avrò un motivo per aiutarti; purtroppo nella realtà le cose potrebbero andare diversamente e il filmato poteva anche concludersi con la morte all'ospedale dell'uomo senza avere un minimo aiuto o, chissà, anche ucciso in una rapina dallo stesso bambino, diventato ragazzo, ancora in difficoltà economiche.
Ovviamente il lieto fine è quello più digeribile e più meritevole per chi è buono con gli altri. E' una puntualizzazione che mi è uscita spontanea, molto difficile da comprendere, specialmente a chi è restio a fare buone azioni e pensa che alla fine andrà tutto bene; abituato ad aspettare e, magari, grattare qualche biglietto colorato dal tabaccaio.
Nella realtà c'è sempre dietro qualcuno, discreto e lontano dai riflettori della mondanità, che fa qualcosa per il prossimo spontaneamente, senza aspettarsi una ricompensa.
Concludo citando una frase d'effetto del filmato:"oahaiaoooooooooooooo oaioaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaao osokaoaoooooooooooooooooooo!"
Alla prossima.
7 ott 2013
24 set 2013
16 set 2013
Last of Us
Se alcuni giochi si comprano al primo giorno dall'uscita, sicuri di stare acquistando il nuovo messia videoludico o l'ennesimo seguito dell'ennesimo gioco che, per l'ennesima volta ci terrà inchiodati davanti alla tv/monitor. Last of Us ha avuto una buona pubblicità grazie agli ottimi voti delle riviste del settore, online e cartacee (quelle rimaste). Un unanime entusiasmo che pochi titoli sono riusciti a ottenere.
Nella mia piccola umile opinione da videogiocatore, navigato e "anziano", posso affermare con sicurezza quanto Last of Us sia stato sopravvalutato, quindi eccessivamente lodato dalla critica.
Non ho il tempo per scriverne una recensione da aggiungerne alla valanga di disponibili in rete; mi risulta comodo compilare, invece, un piccolo elenco degli elementi che, a mio avviso non riescono a elevare Last of Us a titolo da Perfect Score 5 stelle.
1. Trama
n presente apocalittico infestato da creature, che siano zombie o quant'altro non è per niente una novità. Ultimamente il filone sta vivendo un periodo di vivace popolarità grazie ai serial come Walking Dead e a una tozziliardo di giochi sull'argomento. Ma non sto muovendo una critica a come è stato affrontando l'argomento, anzi, grazie a una grafica di tutto rispetto sopra una playstation 3 spremuta fino al midollo (anche se alcune volte:"bara" proiettando le scene più importanti in più dettagliati filmati in HD) il fulcro della storia non è "l'apocalisse zombie" ma un viaggio psicologico tra Joel e Ellie, commuovono lo spettatore e lo appassionano come uno spettacolo cinematografico, ed è proprio quello che più si avvicina LoU: a un film. A dimostrarlo, c'è un finale tiepido, che lascia più domande, una fine non fine carica di speranza lontana dall'ottica pessimista di qualsiasi altro Survival Horror.
Questo ci porta a un interrogativo: Last of us è un Survival Horror?
2. Survival Horror:
Una definizione che si è persa nel tempo, morta, forse, dopo il primo capitolo di Resident Evil. Un genere che sta cambiando di titolo in titolo e di anno in anno, oramai ha perso il volto che si stava delineando nella sua giovane età. Se è vero che le munizioni sono scarse e, specialmente nella prima parte , bisogna cavarsela a pugni oppure evitare con destrezza i combattimenti, potrebbe avvicinare alla definizione di survival horror Last of Us, una sequenza di waypoint estremamente vicini, anche nel mezzo di sparatorie e zone infestate, tendono ad allontanarlo, allineandolo al resto della compagnia di titoli AAA. Con la collaudata moda di aiutare il giocatore, nella sua avventura il più possibile, evitandogli di perdere tempo prezioso con stressanti ripetizioni. Anche l'intelligenza artificiale adotta uno schema più vicino allo Stealth Game, tant'è che per risparmiare munizioni, ci sono occasioni in cui è consigliato sorprendere alle spalle l'infetto o evitarlo. Comunque no; Last of Us non è un Survival Horror.
3. Un Corridoio luminoso e bellissimo.
Le ambientazioni sono stupende; città devastate, case diroccate, fiumi in piena invasi da auto, tunnel oscuri inquietanti e altri evocativi paesaggi sono tanto appaganti quanto limitati. E' impossibile una esplorazione più approfondita dei paesaggi, delle foreste o dei paesi, qualche oggetto o qualche ostacolo vi sbarrerà la strada che, consapevolmente, vi metterà sempre nella via giusta per proseguire; la solita e l'unica.
5. Poca Varietà nei nemici....
Anche se la maggior parte degli scontri si avranno contro altri umani, il reparto "infetto" è davvero scarso con solo di quattro qualità diverse (Runner, Stalker, Clikker, Bloater) ripetute sino alla fine del titolo. Niente boss enormi, variazioni sul combattimento o altri tipi di sorpresa. Forse per la volontà degli stessi autori di regalare un gioco più adulto e profondamente emotivo. l problema è che non riguardano solamente i nemici...
6. ...e negli enigmi.
Inseriti, evidentemente, per aumentare di qualche ora il tempo di gioco complessivo, gli enigmi riescono si ripetono con cadenza regolare, senza variazioni in ogni singolo livello. Non serve studiare molto per superarli; risolto la prima volta basterà ripeterlo per le volte successive, dove si ripresenterà in un altro posto diverso. Alcuni sfruttano anche la fisica ambientale; come quello di traghettare Ellie sopra un bancale galleggiante, da un punto all'altro, per via della sua incapacità nel nuotare e lo dovrete ripetere sempre, ogniqualvolta incontrerete uno specchio d'acqua.
6. Rapporto Giocabilità>Atmosfera.
Ho sempre pensato che più è appassionante un videogioco più si bruciano calorie usando il pad. Se il gioco è appassionante e gratificante, il controller diventa rovente con il muovere delle dita. Il protagonista che premendo il tasto X rimane aggrappato sopra un dirupo, un ultimo colpo per finire il mostro finale premendo il tasto R1; sono quei momenti di ansia e emozione che sono in grado di non farvi più mollare il pad, adottandolo come estensione delle braccia. Momenti come questi in Last of Us sono pochi, risultano quella frazione di tempo tra Stealth e Action che precede un altro dettaglio della trama, un dialogo tra Ellie e Joel. Un titolo che si crede un'opera cinematografica, più che un videogioco.
Non muoverà ulteriori critiche verso Last Of Us; oramai è un classico per Playstation e rimarrà tale sino all'alba dei videogiochi e anche se è sbagliato giudicare un titolo da un inutile numero scritto in fondo a una recensione: Last of Us merita un semplice 9.
I giochi perfetti sono altri.
Nella mia piccola umile opinione da videogiocatore, navigato e "anziano", posso affermare con sicurezza quanto Last of Us sia stato sopravvalutato, quindi eccessivamente lodato dalla critica.
Non ho il tempo per scriverne una recensione da aggiungerne alla valanga di disponibili in rete; mi risulta comodo compilare, invece, un piccolo elenco degli elementi che, a mio avviso non riescono a elevare Last of Us a titolo da Perfect Score 5 stelle.
1. Trama
n presente apocalittico infestato da creature, che siano zombie o quant'altro non è per niente una novità. Ultimamente il filone sta vivendo un periodo di vivace popolarità grazie ai serial come Walking Dead e a una tozziliardo di giochi sull'argomento. Ma non sto muovendo una critica a come è stato affrontando l'argomento, anzi, grazie a una grafica di tutto rispetto sopra una playstation 3 spremuta fino al midollo (anche se alcune volte:"bara" proiettando le scene più importanti in più dettagliati filmati in HD) il fulcro della storia non è "l'apocalisse zombie" ma un viaggio psicologico tra Joel e Ellie, commuovono lo spettatore e lo appassionano come uno spettacolo cinematografico, ed è proprio quello che più si avvicina LoU: a un film. A dimostrarlo, c'è un finale tiepido, che lascia più domande, una fine non fine carica di speranza lontana dall'ottica pessimista di qualsiasi altro Survival Horror.
Questo ci porta a un interrogativo: Last of us è un Survival Horror?
2. Survival Horror:
Una definizione che si è persa nel tempo, morta, forse, dopo il primo capitolo di Resident Evil. Un genere che sta cambiando di titolo in titolo e di anno in anno, oramai ha perso il volto che si stava delineando nella sua giovane età. Se è vero che le munizioni sono scarse e, specialmente nella prima parte , bisogna cavarsela a pugni oppure evitare con destrezza i combattimenti, potrebbe avvicinare alla definizione di survival horror Last of Us, una sequenza di waypoint estremamente vicini, anche nel mezzo di sparatorie e zone infestate, tendono ad allontanarlo, allineandolo al resto della compagnia di titoli AAA. Con la collaudata moda di aiutare il giocatore, nella sua avventura il più possibile, evitandogli di perdere tempo prezioso con stressanti ripetizioni. Anche l'intelligenza artificiale adotta uno schema più vicino allo Stealth Game, tant'è che per risparmiare munizioni, ci sono occasioni in cui è consigliato sorprendere alle spalle l'infetto o evitarlo. Comunque no; Last of Us non è un Survival Horror.
3. Un Corridoio luminoso e bellissimo.
Le ambientazioni sono stupende; città devastate, case diroccate, fiumi in piena invasi da auto, tunnel oscuri inquietanti e altri evocativi paesaggi sono tanto appaganti quanto limitati. E' impossibile una esplorazione più approfondita dei paesaggi, delle foreste o dei paesi, qualche oggetto o qualche ostacolo vi sbarrerà la strada che, consapevolmente, vi metterà sempre nella via giusta per proseguire; la solita e l'unica.
5. Poca Varietà nei nemici....
Anche se la maggior parte degli scontri si avranno contro altri umani, il reparto "infetto" è davvero scarso con solo di quattro qualità diverse (Runner, Stalker, Clikker, Bloater) ripetute sino alla fine del titolo. Niente boss enormi, variazioni sul combattimento o altri tipi di sorpresa. Forse per la volontà degli stessi autori di regalare un gioco più adulto e profondamente emotivo. l problema è che non riguardano solamente i nemici...
6. ...e negli enigmi.
Inseriti, evidentemente, per aumentare di qualche ora il tempo di gioco complessivo, gli enigmi riescono si ripetono con cadenza regolare, senza variazioni in ogni singolo livello. Non serve studiare molto per superarli; risolto la prima volta basterà ripeterlo per le volte successive, dove si ripresenterà in un altro posto diverso. Alcuni sfruttano anche la fisica ambientale; come quello di traghettare Ellie sopra un bancale galleggiante, da un punto all'altro, per via della sua incapacità nel nuotare e lo dovrete ripetere sempre, ogniqualvolta incontrerete uno specchio d'acqua.
6. Rapporto Giocabilità>Atmosfera.
Ho sempre pensato che più è appassionante un videogioco più si bruciano calorie usando il pad. Se il gioco è appassionante e gratificante, il controller diventa rovente con il muovere delle dita. Il protagonista che premendo il tasto X rimane aggrappato sopra un dirupo, un ultimo colpo per finire il mostro finale premendo il tasto R1; sono quei momenti di ansia e emozione che sono in grado di non farvi più mollare il pad, adottandolo come estensione delle braccia. Momenti come questi in Last of Us sono pochi, risultano quella frazione di tempo tra Stealth e Action che precede un altro dettaglio della trama, un dialogo tra Ellie e Joel. Un titolo che si crede un'opera cinematografica, più che un videogioco.
Non muoverà ulteriori critiche verso Last Of Us; oramai è un classico per Playstation e rimarrà tale sino all'alba dei videogiochi e anche se è sbagliato giudicare un titolo da un inutile numero scritto in fondo a una recensione: Last of Us merita un semplice 9.
I giochi perfetti sono altri.
2 set 2013
27 ago 2013
25 ago 2013
23 ago 2013
21 ago 2013
16 lug 2013
Ralph Spaccatutto: Dettagli per Nerd #1
Nella sua versione casalinga, ho avuto modo di rivedere questo mediocre lungometraggio in CGI di mamma Disney, che tanto ha interessato con i suoi trailer che richiamavano un'atmosfera da videogame d'annata, tanta nostalgia e chissà quant'altro, quanto ha deluso in quel suo secondo tempo fatto di corse, caramelle e le solite tematiche tipiche della Disney. Senza contare qualche personaggio poco riuscito (Il burbero Sergente Tamora funziona pochissimo, senza un linguaggio all'altezza). Senza ombra di dubbio, gli spunti più interessanti di questa pellicola, rappresentano nei suoi dettagli, in molti richiami nascosti qui e la, che includono camei illustri del mondo degli Arcade e riferimenti che solo i Nerd o i videogiocatori di una certa età, possono apprezzare.
In questo spazio analizzerò la scena della Anonima Cattivi, catturata nella schermata qui sotto , dove elenco le identità di tutte le comparse, escluso Ralph che conosciamo:

1: Satan (anche se si fa chiamare Satin) direttamente da un classico Arcade dimentica del 1982 (della Bally Midway, dimenticata anch'essa) chiamato Satan Hollow. La caratterizzazione di questo personaggio, sicuramente è stata ispirata dalla cover del gioco, piuttosto che dalla sua manifestazione durante la partita. Secondo alcune fonti, questo personaggio non sarebbe altro che Diablo, boss finale del famoso omonimo titolo della Blizzard per Pc (prossimo ad essere convertito, nel suo terzo capitolo, anche per console). Quale delle due versioni è la veritiera?
Bisognerebbe chiederlo a Topolino.
2: Smoke
Direttamente da Mortal Kombat, un personaggio cattivo e silenzioso, visto che durante tutta la durata del film, mantiene la sua presenza misteriosa.
3: Bowser
Spero, per voi, che non servano ulteriori spiegazioni per presentare questo boss finale, conosciuto quanto il suo antagonista; Mario Bross.
4: Zangief
Lento e letale, questo atleta enorme è caratterizzato perfettamente in stile Street Fighter. Certo, forse non sarebbe proprio un tipo da Riunione di Anonimi Cattivi, piuttosto figurerebbe meglio in una rissa dentro un bar, da solo contro tutti. La magia dell'animazione Disney.
5:Dottor Robotnik
La nemesi del porcospino blu più veloce del mondo; Sonic. Conosciuto anche con il nome di Eggman. Fa scena muta ma la sua aura malvagia si percepisce benissimo.
6: Mr Bison
Il cattivo più cattivo della serie di Street Fighter, in questa scena non fa altro che mantenere un'espressione minacciosa diretta in camera e cercare di spaventare lo spettatore.
7: Clyde
Il fantasma più fotogenico di Pacman, non per nulla l'hanno preso per ricoprire il ruolo del portavoce della:"Cattivi Anonimi" Non pensavo possedesse una voce cosi melodica.
8 Saw-Hand Cyborg
Anonimo robot della serie Cyborg Justice, un picchiaduro per Sega Genesis che, francamcente, non ho mai giocato. Deve essere piaciuto molto agli autori del film per averlo inserito in questa scena
9: Mischeala
Da Shining Force, un gioco di ruolo per Sega Megadrive che ha fatto scuola e fatto marinare la scuola.
10: Neff
Un mago malvagio di Altered Beast in grado di mutare in bestia e fare sprecare gettoni nel tentativo di sconfiggerlo.
11: Beholder
Siamo nell'era mitologica dove gli Rpg vivevano un periodo di fulgida gloria e Eye of beholder era uno di questi. Un intramontabile classico con un nemico intramontabile che, purtroppo, è tramontato; Il Beholder.
12: Kano
Un altro personaggio di Mortal Kombat, come prova della sua innegabile provenienza, sul finale di questa scena provoca una Fatality al povero...
13: Cyril lo zombie.
Da House of the Dead . Questo povero zombie, più che un cattivo, sembra una vittima non solo per il suo aspetto emaciato, trasandato e putrefatto, ma per il fatto che stiamo parlando di uno zombie in gioco, facilissimo da fare fuori.
In questo spazio analizzerò la scena della Anonima Cattivi, catturata nella schermata qui sotto , dove elenco le identità di tutte le comparse, escluso Ralph che conosciamo:
1: Satan (anche se si fa chiamare Satin) direttamente da un classico Arcade dimentica del 1982 (della Bally Midway, dimenticata anch'essa) chiamato Satan Hollow. La caratterizzazione di questo personaggio, sicuramente è stata ispirata dalla cover del gioco, piuttosto che dalla sua manifestazione durante la partita. Secondo alcune fonti, questo personaggio non sarebbe altro che Diablo, boss finale del famoso omonimo titolo della Blizzard per Pc (prossimo ad essere convertito, nel suo terzo capitolo, anche per console). Quale delle due versioni è la veritiera?
Bisognerebbe chiederlo a Topolino.
2: Smoke
Direttamente da Mortal Kombat, un personaggio cattivo e silenzioso, visto che durante tutta la durata del film, mantiene la sua presenza misteriosa.
3: Bowser
Spero, per voi, che non servano ulteriori spiegazioni per presentare questo boss finale, conosciuto quanto il suo antagonista; Mario Bross.
4: Zangief
Lento e letale, questo atleta enorme è caratterizzato perfettamente in stile Street Fighter. Certo, forse non sarebbe proprio un tipo da Riunione di Anonimi Cattivi, piuttosto figurerebbe meglio in una rissa dentro un bar, da solo contro tutti. La magia dell'animazione Disney.
5:Dottor Robotnik
La nemesi del porcospino blu più veloce del mondo; Sonic. Conosciuto anche con il nome di Eggman. Fa scena muta ma la sua aura malvagia si percepisce benissimo.
6: Mr Bison
Il cattivo più cattivo della serie di Street Fighter, in questa scena non fa altro che mantenere un'espressione minacciosa diretta in camera e cercare di spaventare lo spettatore.
7: Clyde
Il fantasma più fotogenico di Pacman, non per nulla l'hanno preso per ricoprire il ruolo del portavoce della:"Cattivi Anonimi" Non pensavo possedesse una voce cosi melodica.
8 Saw-Hand Cyborg
Anonimo robot della serie Cyborg Justice, un picchiaduro per Sega Genesis che, francamcente, non ho mai giocato. Deve essere piaciuto molto agli autori del film per averlo inserito in questa scena
9: Mischeala
Da Shining Force, un gioco di ruolo per Sega Megadrive che ha fatto scuola e fatto marinare la scuola.
10: Neff
Un mago malvagio di Altered Beast in grado di mutare in bestia e fare sprecare gettoni nel tentativo di sconfiggerlo.
11: Beholder
Siamo nell'era mitologica dove gli Rpg vivevano un periodo di fulgida gloria e Eye of beholder era uno di questi. Un intramontabile classico con un nemico intramontabile che, purtroppo, è tramontato; Il Beholder.
12: Kano
Un altro personaggio di Mortal Kombat, come prova della sua innegabile provenienza, sul finale di questa scena provoca una Fatality al povero...
13: Cyril lo zombie.
Da House of the Dead . Questo povero zombie, più che un cattivo, sembra una vittima non solo per il suo aspetto emaciato, trasandato e putrefatto, ma per il fatto che stiamo parlando di uno zombie in gioco, facilissimo da fare fuori.
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